Domenico Sottile
Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.
Si sente sempre più spesso parlare di conto corrente zero spese ma definire cos’è esattamente, o meglio, in maniera unilaterale, non è semplice: fanno parte della categoria proposte tra loro diverse, accomunate da una formula senza canone fisso e comprensiva di alcune operazioni gratuite.
Si rivela perciò fondamentale attenzionare le condizioni e i limiti predisposti nel foglio informativo, richiedendo tutti i chiarimenti che si reputano necessari per valutare con attenzione la singola proposta: una misura ottimizzata dagli istituti con una solida reputazione. Zero spese, infatti, non significa che qualsiasi operazione sia gratuita. Vediamo perché.
Conto corrente zero spese: quali formule permettono di azzerare il canone
Come accennato poc’anzi, quando si parla di conto corrente a zero spese è importante considerare che le formule disponibili possono essere diverse.
Da un lato troviamo i conti che non prevedono un canone fisso, dall’altro i prodotti finanziari che garantiscono la gratuità; a essi bisogna aggiungere le soluzioni in cui il canone può essere portato a zero, rispettando alcune condizioni specifiche.
In quest’ultimo caso, dunque, l’azzeramento rappresenta un vantaggio ottenibile in presenza di determinati requisiti, che possono riguardare l’accredito dello stipendio o della pensione, delle entrate periodiche oppure l’età del correntista.
Un esempio concreto di azzeramento del canone con conto zero spese
Un esempio concreto di azzeramento del canone tramite sottoscrizione di un conto a zero spese è quello di un prodotto di ING, gruppo bancario di origine olandese, rinomato per aver introdotto, oltre venticinque anni fa – correva l’anno 2001 – il noto conto deposito Conto Arancio.
Con ING il canone ordinario può essere azzerato accreditando lo stipendio o la pensione oppure attraverso entrate mensili di almeno 1.000 euro. Per gli under 30, inoltre, il primo conto presenta un canone pari a zero fino al compimento dei 30 anni.
Cosa significa azzerare il canone in modo legale
Ma cosa significa azzerare il canone in modo legale? Precisiamo subito che non si tratta di ricorrere a particolari escamotage per evitare un costo dovuto, bensì di usufruire delle condizioni previste contrattualmente dall’istituto di credito per portarlo a zero.
Come abbiamo avuto modo di vedere, possono rientrare tra queste l’accredito dello stipendio o della pensione, determinate entrate periodiche oppure specifici requisiti anagrafici. È però importante verificare nel tempo il rispetto delle condizioni previste: se dovessero cambiare, la banca potrebbe semplicemente applicare il canone sottoscritto nel contratto.
Diventa quindi imprescindibile informarsi in merito alle condizioni economiche contrattuali e leggere con attenzione il foglio illustrativo, verificando sia i requisiti per ottenere l’azzeramento sia quelli necessari per mantenerlo.
Quali costi controllare anche quando il canone è zero
Un ultimo aspetto da considerare riguarda le spese che possono essere accreditate anche quando il canone è pari a zero. A seconda dell’offerta, potrebbero infatti essere previsti costi per singole operazioni, prelievi, carte o servizi aggiuntivi, a cui si aggiunge l’eventuale imposta di bollo (quando dovuta).
È perciò opportuno valutare il costo complessivo del conto rispetto alle proprie abitudini di utilizzo, verificando quali operazioni sono comprese gratuitamente e quali prevedono invece una commissione. Solo così è possibile capire quanto una proposta definita “zero spese” lo sia effettivamente nel proprio caso.