Lavoro & Freelance

Fiverr vs Upwork nel 2026: commissioni, tasse e netto in tasca per freelance italiani

10 Marzo 2026 22 min di lettura
Fiverr vs Upwork nel 2026: commissioni, tasse e netto in tasca per freelance italiani
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Domenico Sottile

Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.

Aggiornato a marzo 2026. I dati fiscali si riferiscono all’anno d’imposta 2026.

Un freelance italiano apre Fiverr, vende il primo servizio da 200€, riceve 160€ sul conto PayPal. Al momento della dichiarazione, il commercialista gli chiede di dimostrare i ricavi. Lui mostra i 160€ ricevuti. Il commercialista scuote la testa: il reddito da dichiarare è 200€ — l’intero importo fatturato al cliente, commissione Fiverr inclusa. Il 20% che Fiverr ha trattenuto non è una spesa deducibile nel forfettario: è parte del ricavo lordo su cui si calcola la base imponibile.

È un errore ricorrente nei primi anni di attività, e che a posteriori costa caro.

Ma prima ancora della dichiarazione, c’è la scelta di base: Fiverr o Upwork? E soprattutto — quanto resta davvero in tasca dopo commissioni, imposta sostitutiva e contributi INPS?

In questo articolo trovi: un confronto diretto tra le due piattaforme (commissioni, meccaniche, costi nascosti), una simulazione del netto in tasca su un progetto da 500€ con i numeri reali del 2026, e uno schema decisionale per cinque profili diversi di freelance italiano. La scelta dipende da chi sei — non da una preferenza editoriale.

In 30 secondi: → Su Fiverr trattengono il 20% flat su ogni ordine — senza eccezioni, qualunque sia il tuo livello sulla piattaforma. → Su Upwork la fee è variabile tra 0% e 15% (dal maggio 2025): il 10% è solo il valore di riferimento che Upwork usa nei suoi calcolatori, non una cifra fissa.

→ Su un progetto da 500€, con regime forfettario al 15% e coefficiente 78%, il netto in tasca è ~272€ su Fiverr e ~306€ su Upwork. La differenza non è la piattaforma: è quanta imposta sostitutiva e quanti contributi INPS paghi sopra.
→ Operare su Upwork senza P.IVA iscritta al VIES costa il 22% di IVA aggiuntiva sulle commissioni — un costo invisibile che mangia direttamente il margine.

FA PER TE SE: hai una competenza specifica da vendere come freelance, vuoi costruire un flusso di entrate extra o fare del lavoro autonomo la tua attività principale.
NON FA PER TE SE: stai cercando un secondo lavoro dipendente o un’attività che non richieda gestione fiscale autonoma.
INIZIA DA: scegli la piattaforma in base al tuo profilo (trovi lo schema decisionale verso la fine dell’articolo), poi crea il profilo entro oggi — non su entrambe contemporaneamente se sei all’inizio.

Capire le due piattaforme prima di scegliere

Prima di guardare i numeri, serve capire come funzionano le due piattaforme — perché hanno logiche diverse che influenzano non solo i guadagni, ma anche il tipo di lavoro che fai.

Puoi trovare un confronto più ampio su dove lavorare come freelance nella guida alle piattaforme per trovare lavoro freelance in Italia.

Il modello Fiverr: gig fissi, commissione 20% flat, clienti in entrata

Su Fiverr sei tu a creare i gig — pacchetti di servizi con prezzi fissi, tempi di consegna e condizioni definiti in anticipo. I clienti cercano, trovano il tuo profilo e acquistano. Non mandi proposte attive: aspetti che arrivino gli ordini.

Il modello è passivo sul lato acquisizione: nessun costo di ricerca clienti, nessuna proposta da formulare. Ma ha un prezzo fisso e permanente: Fiverr trattiene il 20% su ogni ordine, senza eccezioni per volume o livello del venditore. Questo vale anche sulle mance.

I fondi vengono sbloccati 14 giorni dopo la consegna accettata dal cliente (7 giorni se sei Top Rated Seller). Significato pratico: se consegni il 1° del mese, incassi il 15. Su attività continuativa questo diventa un ciclo prevedibile; su lavoro sporadico, è un’attesa che può sorprendere.

Per approfondire come funziona il sistema gig e come ottimizzare il profilo, leggi la guida su come vendere su Fiverr.

Il modello Upwork: proposte attive, commissione variabile, contratti strutturati

Su Upwork la logica è invertita: i clienti pubblicano job posting, tu mandi proposte per aggiudicarti i contratti. Per ogni proposta usi dei Connects — la valuta interna della piattaforma, al costo di 0,15$ l’uno. Ogni job richiede da uno a otto Connects a seconda della visibilità e della competitività.

L’account Basic include 10 Connects gratuiti al mese. Mandare dieci proposte da sei Connects ciascuna significa spendere 60 Connects = 9$ in costi di acquisizione, prima ancora di sapere se otterrai un contratto. Chi vuole più visibilità può sottoscrivere il piano Freelancer Plus a 14,99$/mese (su browser), che include 100 Connects mensili.

Il modello privilegia i freelance con competenze specifiche e profilo solido: chi è specializzato tende a ottenere contratti ricorrenti con gli stessi clienti, riducendo il costo per acquisizione nel tempo.

Per strategie concrete su come costruire il profilo e vincere i primi contratti, leggi la guida su come guadagnare su Upwork.

Capite le meccaniche di base, il nodo vero è un altro: quanto costano davvero queste piattaforme, commissioni comprese? Perché ci sono costi che non compaiono nel titolo della policy — e che diventano visibili solo quando guardi il totale a fine mese.

Quanto ti costa davvero ogni piattaforma: commissioni, Connects e prelievi

La commissione della piattaforma è solo il primo strato. Sotto ci sono i costi di accesso ai clienti, il costo del prelievo e — nel caso di Upwork — una variabile fiscale che molti freelance italiani scoprono solo dopo aver già perso soldi.

Le commissioni Fiverr nel 2026

Fiverr applica una commissione del 20% flat su ogni ordine, senza eccezioni. Non importa se sei un nuovo venditore o un Top Rated Seller con centinaia di recensioni: la percentuale non cambia. Vale anche sulle mance che i clienti lasciano volontariamente.

Su un progetto da 500€, Fiverr trattiene 100€. Il lordo che ricevi è 400€. Punto.

Il lato acquirente ha una struttura separata: il cliente paga una commissione aggiuntiva del 5,5% su ordini da 100$ o più, oppure una quota fissa di 3$ su ordini inferiori. Questa non ti riguarda direttamente come venditore, ma può influenzare la percezione del prezzo da parte del cliente — tienila in conto quando costruisci i tuoi gig.

📌 IN PRATICA ✅ Cosa fare: calcola sempre il prezzo del tuo gig partendo dal compenso che vuoi ricevere, non da quello che vuoi far pagare. Se vuoi incassare 400€, il gig va prezzato a 500€. ❌ Errore comune: fissare il prezzo “intuitivamente” e accorgersi dopo che il netto è troppo basso per coprire il tempo investito.

Le commissioni Upwork nel 2026

⚠️ Qui è dove la maggior parte degli articoli che leggi online ti dà informazioni sbagliate.

Dal 1° maggio 2025, Upwork ha abbandonato il vecchio sistema a scaglioni (20% sui primi 500,10, 10% fino a 10.000,10, 5% oltre). La fee attuale è variabile tra 0% e 15% per contratto. La fee si calcola in base a fattori non completamente trasparenti — tipo di skill, domanda nel mercato, tipo di contratto.

Il 10% rimane il valore di riferimento che Upwork stessa usa nei propri calcolatori ufficiali. Non è una fee fissa: è un punto di partenza indicativo. La fee effettiva è visibile prima di accettare ogni contratto — controllala sempre prima di procedere. Per la struttura aggiornata consulta direttamente l’Help Center Upwork.

Su un progetto da 500€ con fee al 10%, Upwork trattiene 50€. Lordo ricevuto: 450€. Se la fee sale al 15%, la trattenuta sale a 75€ e il lordo scende a 425€.

⚠️ Qualsiasi fonte che citi ancora la struttura “20%–10%–5% a scaglioni” parla del sistema precedente a maggio 2025. Per i nuovi contratti, quella struttura non esiste più.

I Connects come costo di acquisizione. Ogni proposta inviata consuma Connects. Se mandi 10 proposte da sei Connects ciascuna = 60 Connects = 9$ spesi prima di sapere se ottieni un contratto. Su scala mensile, questo è un costo reale da includere nel calcolo del margine — non un costo “trascurabile”.

Prelievo e cambio valuta: PayPal, Wise o Payoneer?

Entrambe le piattaforme pagano in USD. Il cambio USD→EUR è dove si nasconde un’ulteriore perdita, spesso ignorata.

Su Fiverr, i metodi di prelievo sono: PayPal (gratuito da Fiverr), bonifico bancario (1$ di commissione fissa), Payoneer. Su Upwork: trasferimento diretto su conto bancario (0,99$ per trasferimento), PayPal (gratuito da Upwork, ma PayPal applica spread di conversione valuta del 2–4%), Wise o Payoneer.

💡 La soluzione più comune tra i freelance che gestiscono incassi in USD è usare Wise o Payoneer per ricevere i pagamenti e convertire in euro al tasso reale del mercato. Farlo tramite PayPal o il cambio interno della piattaforma significa cedere 2–4 punti percentuali in modo silenzioso.

Su un incasso da 1.000$ a fine mese, la differenza tra cambio Wise e cambio PayPal può valere 20–40€ — ogni mese. Su base annua diventa una cifra che giustifica ampiamente il setup di un conto Wise.

📌 IN PRATICA ✅ Cosa fare: apri un conto Wise o Payoneer prima di ricevere il primo pagamento. Collega quello — non il tuo conto bancario diretto — come metodo di prelievo sulla piattaforma. ❌ Errore comune: usare PayPal perché “è più comodo” e perdere il 2–4% su ogni conversione, senza nemmeno rendersene conto.

Le commissioni spiegano quanto entra. Ma quanto rimane davvero in tasca, dopo tasse e contributi INPS? Quei numeri cambiano la prospettiva in modo più netto di qualsiasi confronto tra fee.

Calcola quanto ti resta davvero in tasca (simulazione per italiani 2026)

I numeri che seguono usano un progetto da 500€ come caso base, con coefficiente di redditività 78% (professioni intellettuali: copywriter, traduttori, web designer, consulenti). I valori sono orientativi — non includono il costo del commercialista, le spese di conversione valuta o eventuali acconti d’imposta.

🔢 Simulazione netto — progetto da 500€ (coefficiente ATECO 78%)

FiverrUpwork (ref. 10%)
Valore progetto500€500€
Commissione piattaforma−100€ (20%)−50€ (10% indicativo)
Lordo ricevuto400€450€
Base imponibile (×78%)312€351€
Imposta forfettario 15%−46,80€−52,65€
Imposta forfettario 5%*−15,60€−17,55€
Contributi INPS 26,07%−81,34€−91,51€
Netto stimato (15%)~271,86€~305,84€
Netto stimato (5%)~302,66€~341,94€

*L’aliquota al 5% si applica ai primi cinque anni di attività per chi apre una nuova P.IVA, con requisiti specifici da verificare con un commercialista.

Simulatore Netto Freelance 2026 — Fiverr vs Upwork

Inserisci un valore numerico positivo.

Valori orientativi. Non includono costi del commercialista, conversione valuta o acconti d’imposta. La commissione Upwork è variabile tra 0% e 15% per contratto: il 10% è il valore di riferimento usato da Upwork nei propri calcolatori. Consulta un commercialista per il tuo caso specifico.

Su un progetto da 500€, Upwork lascia in tasca circa 34€ in più con aliquota al 15%, e circa 39€ in più con il 5%. La differenza deriva interamente dalla commissione più bassa della piattaforma: il sistema fiscale è identico su entrambe.

Se sei sviluppatore o lavori in ambito informatico (codice ATECO tecnologia, coefficiente 67%), la base imponibile è più bassa e il netto sale leggermente. Su Fiverr con lordo 400€: base imponibile 268€, contributi INPS ~69,87€, imposta al 15% ~40,20€ — netto stimato ~289,93€. La logica del calcolo non cambia; cambia solo il coefficiente di partenza.

Valori orientativi calcolati con coefficiente 78% (professioni intellettuali) e senza includere costi accessori. Il coefficiente varia per codice ATECO — verifica il tuo sulla tabella ufficiale dell’Agenzia delle Entrate o con un commercialista.

I numeri della simulazione assumono che tu abbia già una P.IVA forfettaria. Ma cosa succede se non ce l’hai? E cosa cambia fiscalmente tra le due piattaforme per chi lavora in Italia? La risposta è meno intuitiva di quanto sembri — soprattutto su Upwork, dove c’è una variabile che moltiplica i costi in modo silenzioso.

Come funziona fiscalmente in Italia: quello che devi sapere prima di iniziare

Il sistema fiscale italiano non distingue tra “guadagni su Fiverr” e “guadagni su Upwork”: entrambi sono redditi imponibili in Italia, indipendentemente dalla valuta in cui li ricevi. Le fatture in USD si convertono al cambio BCE del giorno precedente la prestazione. Da lì in poi, le regole sono quelle italiane.

Senza P.IVA: prestazione occasionale, soglia 5.000€ e cosa succede oltre

Se lavori su Fiverr o Upwork in modo sporadico e senza continuità, puoi operare come lavoratore autonomo occasionale ai sensi dell’art. 67, co. 1, lett. l del TUIR. Non serve aprire la P.IVA — ma ci sono limiti precisi da rispettare.

⚠️ La soglia dei 5.000€ non è la soglia per aprire la P.IVA. È la franchigia INPS stabilita dall’art. 35 co. 8-bis per i lavoratori autonomi occasionali. Fino a 5.000€ lordi annui, non devi versare contributi alla Gestione Separata. Oltre quella soglia, scatta l’iscrizione alla Gestione Separata e paghi i contributi sulla parte eccedente.

L’obbligo di aprire la P.IVA dipende dall’abitualità e continuità dell’attività — non da una soglia di reddito fissa. Se lavori su queste piattaforme in modo regolare, anche con ricavi bassi, stai probabilmente svolgendo un’attività che richiede P.IVA. Il confine è sottile e spesso oggetto di interpretazione: il consiglio è confrontarsi con un commercialista prima di superare i primi ordini continuativi.

⚠️ Committenti esteri e ritenuta d’acconto. Su Fiverr e Upwork i clienti sono quasi sempre stranieri. La ritenuta d’acconto del 20% prevista dall’art. 25 DPR 600/73 si applica solo quando il committente ha P.IVA italiana. Con committenti esteri, nessuno trattiene nulla alla fonte: sei tu a dover dichiarare autonomamente il reddito nella tua dichiarazione dei redditi (Modello 730, quadro RL — Redditi diversi).

Su 3.000€ guadagnati su Fiverr senza P.IVA: zero contributi INPS (sotto soglia 5.000€), zero ritenuta d’acconto (committenti esteri), ma IRPEF ordinaria in dichiarazione. Con scaglione al 23% su redditi fino a 28.000€, l’imposta su quei 3.000€ è circa 690€. Non è poco — e arriva tutta in un colpo in sede di dichiarazione.

Con P.IVA forfettaria: forfettario 15% (o 5%), INPS e VIES su Upwork

Con P.IVA in regime forfettario, le regole cambiano in modo significativo. L’imposta sostitutiva è il 15% sul reddito imponibile (coefficiente ATECO applicato ai ricavi lordi). Per chi apre una nuova attività e rispetta i requisiti previsti dalla legge, l’aliquota scende al 5% per i primi cinque anni.

Su 10.000€ di ricavi lordi con coefficiente 78%: base imponibile 7.800€, imposta sostitutiva al 15% = 1.170€, al 5% = 390€. Senza forfettario, sui primi 28.000€ di reddito imponibile pagheresti il 23% IRPEF — su quegli stessi 7.800€ l’imposta ordinaria sarebbe 1.794€. Il risparmio con il forfettario è reale e immediato.

Ai contributi INPS si aggiunge la Gestione Separata: 26,07% sul reddito imponibile se sei libero professionista senza altra copertura. Su 7.800€ di base imponibile, l’INPS vale ~2.033€. Se hai già un contratto da dipendente e sei quindi già assicurato all’INPS, l’aliquota scende al 24% — su 7.800€ significa ~1.872€, ossia circa 161€ in meno.

Resta nel regime forfettario fino a quando i ricavi annui non superano 85.000€. Tra 85.001€ e 100.000€ esci dal forfettario dall’anno successivo. Oltre 100.000€ in un anno, l’uscita è immediata: dalle fatture successive applichi il regime ordinario con IVA.

Il VIES su Upwork — il costo che molti ignorano.

⚠️ Se usi Upwork con P.IVA italiana ma senza iscrizione al VIES, la piattaforma addebita l’IVA al 22% sulle commissioni. Il VIES è il registro UE per le operazioni intracomunitarie. Su 100$ di commissione Upwork: senza VIES paghi 20$ di fee + 4,40$ di IVA = 24,40$ trattenuti. Con P.IVA iscritta al VIES, l’operazione viene trattata come reverse charge intracomunitario e l’IVA non viene addebitata: paghi solo i 20$ di commissione.

💡 Iscriviti al VIES prima di accettare il primo contratto su Upwork. La procedura è gratuita e si fa tramite il cassetto fiscale dell’Agenzia delle Entrate o attraverso il proprio commercialista. Il risparmio è immediato e non richiede alcun adempimento periodico aggiuntivo.

Su Fiverr questa variabile non esiste: la struttura della piattaforma non genera questo tipo di addebito IVA per i venditori italiani.

Per strumenti pratici per gestire la P.IVA e le scadenze fiscali, puoi trovare risorse utili nella guida agli strumenti utili per la partita IVA.

Come dichiarare i guadagni da Fiverr e Upwork in Italia

Il percorso dichiarativo dipende dalla tua situazione:

  • Senza P.IVA (attività occasionale): Modello 730 o Redditi PF, quadro RL — Redditi diversi. Nessuna IVA, nessuna ritenuta con committenti esteri.
  • Con P.IVA forfettaria: Dichiarazione Redditi PF (non il 730). L’imposta sostitutiva sostituisce IRPEF, addizionali regionali e comunali.

⚠️ Dichiarare il lordo, non il netto ricevuto. Questo è il punto che genera più errori. Se un cliente paga 500€ su Fiverr e tu ricevi 400€ (dopo il 20% di commissione), il tuo ricavo da dichiarare è 500€ — non 400€. Nel regime forfettario non si deducono i costi: si applica il coefficiente di redditività al ricavo lordo.

La commissione trattenuta da Fiverr fa parte del ricavo, non è una spesa. Nel regime ordinario la commissione sarebbe deducibile. Nel forfettario, no. Questo è uno degli aspetti più controintuitivi del sistema — e uno degli errori più frequenti che un commercialista corregge al primo anno.

Entrambe le piattaforme mettono a disposizione un riepilogo annuale degli incassi (Fiverr offre uno yearly earnings statement). Usalo come base di partenza, poi verifica sempre che il totale corrisponda ai ricavi lordi — non agli importi netti ricevuti.

📌 IN PRATICA ✅ Cosa fare: tieni un registro mensile degli ordini completati con il valore lordo (quello pagato dal cliente), non quello che ti arriva sul conto. A fine anno, somma i lordi — quello è il dato da portare in dichiarazione. ❌ Errore comune: scaricare il riepilogo della piattaforma che mostra solo gli importi netti ricevuti e usare quello come base per la dichiarazione. È sbagliato — e potenzialmente soggetto a sanzioni.

Per un quadro più completo su come ridurre il carico fiscale nel lavoro autonomo, leggi la guida su come ottimizzare il carico fiscale.

Chiarito il quadro fiscale, rimane la domanda pratica: quale piattaforma fa per te? La risposta cambia a seconda di dove sei oggi — non di dove vorresti essere.

Scegli la piattaforma giusta per il tuo profilo

🗺️ Se ti riconosci in più di un profilo, usa come criterio l’obiettivo principale — non la situazione attuale. Stai costruendo qualcosa di continuativo o stai testando? Quella risposta ti dà il profilo giusto.

Profilo 1 — Neofita assoluto, nessuna esperienza di freelance

Piattaforma consigliata: Fiverr

Perché: Su Fiverr crei il gig una volta e aspetti che arrivino gli ordini. Non devi mandare proposte attive, non spendi Connects, non costruisci un profilo “da vendere” prima ancora di avere recensioni. La barriera d’ingresso è più bassa — puoi pubblicare il primo gig in meno di un’ora.

Su Upwork, invece, senza storico di contratti completati è difficile ottenere i primi lavori. Ogni proposta costa Connects, e senza un profilo già rodato il tasso di risposta è basso. Il rischio è spendere 15–20$ di Connects nel primo mese senza concludere nulla.

→ ⚠️ Attenzione fiscale: Se stai testando senza P.IVA, monitora il totale dei ricavi lordi annui. Superare i 5.000€ attiva l’iscrizione alla Gestione Separata INPS. Il confine tra attività occasionale e abituale è la continuità — non solo l’importo.

Profilo 2 — Dipendente con side hustle (reddito da dipendente ≤ 35.000€)

Piattaforma consigliata: dipende dalla tua nicchia

Perché: Entrambe le piattaforme sono compatibili con un contratto da dipendente parallelo. Se fai lavori standardizzati e ripetibili (grafica, traduzioni, social media), Fiverr si integra meglio con i tempi ridotti di chi lavora già full time. Se hai una competenza più strutturata e puoi dedicare tempo a costruire proposte e relazioni con i clienti, Upwork offre contratti più remunerativi.

Con P.IVA forfettaria aperta parallelamente al lavoro dipendente, verifica che il reddito da dipendente dell’anno precedente non superi 35.000€ — oltre quella soglia non puoi accedere al forfettario. I due redditi (dipendente e forfettario) non si sommano ai fini IRPEF: ognuno segue le proprie regole.

→ ⚠️ Attenzione fiscale: Se sei già coperto dall’INPS come dipendente, l’aliquota della Gestione Separata scende al 24% invece di 26,07%. Su una base imponibile di 351€ (esempio progetto 500€ su Upwork, coeff. 78%), i contributi INPS sono ~84,24€ invece di ~91,51€. Piccola differenza sul singolo progetto, significativa su base annua.

Profilo 3 — Freelance full time in crescita (obiettivo 30.000–60.000€/anno)

Piattaforma consigliata: Upwork

Perché: La commissione più bassa (0–15% vs 20% flat di Fiverr) fa una differenza concreta su volumi alti. Su 40.000€ di ricavi lordi annui, pagare il 10% a Upwork invece del 20% a Fiverr vale 4.000€ trattenuti in meno — ogni anno. Upwork dà anche accesso a clienti con budget maggiori e contratti ricorrenti, che riducono il costo di acquisizione nel tempo.

→ ⚠️ Attenzione fiscale: Monitora la soglia del forfettario: 85.000€ di ricavi annui è il limite per restare nel regime. Tra 85.001€ e 100.000€ esci dall’anno successivo; oltre 100.000€ l’uscita è immediata. Su Upwork è obbligatorio avere P.IVA iscritta al VIES per evitare l’IVA al 22% sulle commissioni — su 40.000€ di ricavi con commissione media al 10%, l’IVA non recuperata varrebbe ~880€/anno.

Profilo 4 — Esperto o consulente senior (sviluppatore, consulente strategico, specialista)

Piattaforma consigliata: Upwork

Perché: Upwork è la piattaforma dove si concentrano i clienti enterprise e i contratti a tariffa oraria alta. Il sistema di feedback cumulativo e il badge Top Rated premiano chi ha uno storico solido — e chi ha già esperienza può costruirlo in tempi ragionevoli. Il gig system di Fiverr è strutturalmente meno adatto a consulenze personalizzate: un contratto da 5.000€ su misura non si impacchetta facilmente in un gig con prezzo fisso.

→ ⚠️ Attenzione fiscale: Con ricavi elevati, la soglia di uscita dal forfettario diventa un tema concreto. Pianifica in anticipo con un commercialista cosa succede fiscalmente nell’anno in cui superi 85.000€ — perché il passaggio al regime ordinario cambia radicalmente il calcolo del netto.

Profilo 5 — Chi fa gig veloci (grafica, traduzione, voiceover, gestione social)

Piattaforma consigliata: Fiverr

Perché: Il sistema gig di Fiverr è costruito esattamente per questo modello. Servizi standardizzati, prezzi fissi, consegne rapide: la piattaforma ottimizza la visibilità organica per chi produce volume. Un traduttore che completa dieci gig da 50€ a settimana trova su Fiverr una struttura pensata per quel ritmo. Su Upwork lo stesso profilo dovrebbe mandare proposte per ogni singolo lavoro — con costo in Connects e tempo di risposta che rendono il modello meno efficiente.

→ ⚠️ Attenzione fiscale: Con molti ordini piccoli e frequenti, il rischio di superare la soglia dei 5.000€ senza accorgersene è concreto. Tieni il conteggio dei ricavi lordi mese per mese — non aspettare la fine dell’anno per fare i conti.

Chiarito quale piattaforma si adatta al tuo profilo, resta un ultimo nodo: le domande operative che tornano sempre — commissioni esatte, obblighi fiscali, rischi concreti. Eccole.

Domande frequenti su Fiverr e Upwork in Italia

Devo aprire la partita IVA per guadagnare su Fiverr o Upwork?

La P.IVA è obbligatoria quando l’attività è abituale e continuativa — non esiste una soglia di reddito fissa che la fa scattare. Se lavori su queste piattaforme in modo sporadico, puoi operare come lavoratore autonomo occasionale ai sensi dell’art. 67, co. 1, lett. l del TUIR: emetti una ricevuta non fiscale e dichiari il reddito nel quadro RL del Modello 730.

Fino a 5.000€ lordi annui non devi versare contributi INPS (è la franchigia prevista dall’art. 35 co. 8-bis). Oltre quella soglia, scatta l’iscrizione alla Gestione Separata e paghi i contributi sulla parte eccedente. Se lavori su queste piattaforme ogni settimana, anche con ricavi bassi, stai probabilmente svolgendo un’attività che richiede P.IVA. Il confine è sottile: confrontati con un commercialista prima di superare i primi ordini regolari.

Qual è la commissione di Fiverr nel 2026?

Il 20% flat su tutti gli ordini, incluse le mance. Nessuna eccezione per livello del venditore o volume di fatturato. Se il cliente paga 500€, Fiverr trattiene 100€ e tu ricevi 400€. Vale anche sui compensi aggiuntivi concordati fuori dal gig originale, se gestiti tramite la piattaforma.

Qual è la commissione di Upwork nel 2026?

È variabile tra 0% e 15% per contratto, dal 1° maggio 2025. Il vecchio sistema a scaglioni (20%–10%–5%) non si applica ai nuovi contratti. Upwork usa il 10% come valore di riferimento nei propri calcolatori ufficiali, ma la fee effettiva dipende da fattori che la piattaforma non rende completamente trasparenti. La fee esatta è visibile prima di accettare ogni contratto — controllala sempre prima di procedere. Non scrivere né leggere “la fee Upwork è del 10%” come se fosse fissa: non lo è.

Cosa cambia tra Fiverr e Upwork per chi ha il regime forfettario?

La differenza principale non è nell’imposta — quella è identica su entrambe le piattaforme. La differenza è su Upwork con il VIES. Se hai P.IVA italiana ma non sei iscritto al VIES, Upwork addebita l’IVA italiana al 22% sulle sue commissioni. Su 100$ di commissione: paghi 20$ di fee + 4,40$ di IVA = 24,40$ trattenuti invece di 20$. Con P.IVA iscritta al VIES, l’operazione è trattata come reverse charge e l’IVA non viene addebitata.

Su Fiverr questa variabile non esiste. Per il resto, il calcolo forfettario è lo stesso: il coefficiente di redditività 78% (professioni intellettuali) si applica ai ricavi lordi su entrambe le piattaforme, e l’imposta sostitutiva è 15% (o 5% per i primi cinque anni con i requisiti previsti).

È meglio Fiverr o Upwork per chi inizia da zero?

Fiverr. Il sistema gig non richiede proposte attive: crei il servizio, lo pubblichi, aspetti gli ordini. Non spendi Connects, non hai bisogno di un profilo con storico per ottenere i primi lavori. Su Upwork, ogni proposta consuma Connects a 0,15$ l’uno — mandare dieci proposte da sei Connects ciascuna costa già 9$, prima ancora di sapere se ottieni una risposta. Senza un profilo già rodato, il tasso di conversione delle proposte è basso e il costo di acquisizione del primo cliente può essere frustrante. Fiverr ha una curva d’ingresso più accessibile per chi parte da zero.

Qual è il rischio principale per un freelance italiano che usa queste piattaforme?

Tre rischi concreti, in ordine di impatto:

  • IVA 22% su Upwork senza VIES. Se hai P.IVA ma non sei iscritto al VIES, paghi IVA sulle commissioni Upwork. È un costo evitabile con una procedura gratuita — ma che costa caro finché non la fai.
  • Dichiarare il netto invece del lordo su Fiverr. Il ricavo da dichiarare è l’importo pagato dal cliente, non quello che ricevi dopo la commissione. Nel forfettario questo incide direttamente sulla base imponibile.
  • Superare i 5.000€ senza iscriversi alla Gestione Separata INPS. La soglia è lorda e si accumula in fretta su chi lavora con continuità. Superarla senza comunicare all’INPS espone a sanzioni e contributi arretrati.

Hai il quadro completo. Ora serve solo una decisione.

Conclusione

Fiverr e Upwork non sono intercambiabili — hanno logiche diverse, costi diversi e si adattano a profili diversi. Il netto in tasca su un progetto da 500€ è ~272€ su Fiverr e ~306€ su Upwork con forfettario al 15%: la differenza viene quasi interamente dalla commissione della piattaforma, non dal sistema fiscale.

Se sei all’inizio, parti da Fiverr. Se hai già una competenza strutturata e vuoi costruire qualcosa di continuativo, Upwork offre margini migliori — a patto di avere P.IVA con VIES prima di accettare il primo contratto.

Una cosa vale per entrambe: tieni il registro dei ricavi lordi fin dal primo ordine, dichiara il lordo (non il netto ricevuto) e confrontati con un commercialista prima che i numeri diventino rilevanti. Il costo di un errore fiscale supera sempre il costo di una consulenza preventiva.

Scegli la piattaforma che corrisponde al tuo profilo, crea il profilo oggi e manda il primo gig o la prima proposta entro 48 ore. Se vuoi esplorare anche altre opzioni oltre a Fiverr e Upwork, trovi un confronto più ampio nella guida alle piattaforme per trovare lavoro freelance in Italia.

Aggiornato a marzo 2026. I dati fiscali si riferiscono all’anno d’imposta 2026.


Questo articolo ha scopo esclusivamente informativo. Non costituisce consulenza fiscale, legale o finanziaria personalizzata e non sostituisce il parere di un commercialista o di un consulente del lavoro abilitato. Le aliquote fiscali, le soglie contributive e le condizioni delle piattaforme citate possono cambiare: verifica sempre le fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS, siti ufficiali delle piattaforme) e valuta di confrontarti con un professionista per decisioni rilevanti. I calcoli riportati sono esempi orientativi basati su parametri standard — la tua situazione specifica può differire in modo significativo.

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