Guadagno & Monetizzazione

Come guadagnare facendo la spesa per altri in Italia

15 Febbraio 202622 min di lettura
Come guadagnare facendo la spesa per altri in Italia
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Domenico Sottile

Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.

Aggiornato il:15 febbraio 2026

Questo articolo ha solo scopo informativo. Non è una consulenza finanziaria, legale o fiscale e non sostituisce il parere di un professionista abilitato (commercialista, consulente del lavoro, ecc.). Le condizioni di piattaforme, contratti e normativa possono cambiare rapidamente: verifica sempre i documenti ufficiali aggiornati e valuta di confrontarti con un professionista prima di prendere decisioni importanti.

Questa guida è scritta con focus sull’Italia nel 2026 e si basa su: documentazione ufficiale delle piattaforme (Everli, Glovo e altri servizi di consegna spesa), siti istituzionali come Ministero del Lavoro e INPS, più esperienza pratica e testimonianze di chi usa queste app sul campo. Non entra nei dettagli di tutti i casi particolari (ad esempio regimi fiscali speciali o situazioni borderline): lì serve per forza una valutazione ad hoc.

Guadagnare facendo la spesa per altri è un classico lavoretto della gig economy: usi il tuo tempo libero per fare la spesa per conto di altre persone, di solito tramite app come Everli o Glovo, oppure organizzandoti in autonomia nel tuo quartiere.

Non è un “posto fisso”: è un modo per arrotondare e aggiungere qualche entrata extra ad altre strategie più strutturate sucome guadagnare soldio suidee di attività secondarienel tempo libero. I guadagni sono variabili, dipendono molto dalla città e dal periodo, e richiedono un minimo di organizzazione.

In questa guida trovi solo informazioni pratiche: niente promesse facili, ma esempi realistici, rischi e un piano rapido per capire se questo tipo di lavoro ha senso per te.

Disclaimer rapido (non consulenza)

I guadagni indicati sono stime, non garantiti e possono essere anche molto più bassi nella pratica.
Le informazioni fiscali e legali sono generali: per casi concreti è prudente parlare con un CAF/commercialista o un consulente del lavoro.

Quanto si guadagna facendo la spesa per altri in Italia?

In pratica, facendo la spesa per altri puoi aspettarti qualche decina o centinaio di euro extra al mese, con margini più alti solo se ti avvicini a un impegno quasi full-time e se la domanda nella tua zona è buona.

Questo tipo di lavoro viene usato soprattutto da studenti, lavoratori part-time e persone che vogliono recuperare qualche centinaio di euro al mese dal tempo libero. Non è pensato per garantire uno stipendio fisso, ma per aggiungere un extra che si somma ad altre entrate.

Il guadagno dipende da alcuni fattori chiave: la città o la zona in cui lavori (grandi centri vs piccoli paesi), gli orari scelti (serali, weekend e festivi tendono a rendere di più), il meteo (pioggia e freddo portano più ordini ma anche più fatica), le valutazioni dei clienti, le mance e, soprattutto, quante ore riesci a dedicare con continuità.

Incrociando compensi delle app e mance, molti riferiscono range indicativi di circa 7–15 €/h lordi, con punte che possono arrivare intorno ai 20 €/h lordi nelle ore di picco. Sono valori da prendere con molta prudenza: spesso compaiono in materiali promozionali delle piattaforme e non rappresentano un minimo garantito. Nella pratica ci sono anche turni molto meno redditizi o quasi “a vuoto”.

Gli scenari più comuni, se lo consideri un lavoretto extra, vanno da qualche turno nel weekend, a 2–3 sere a settimana dopo lavoro o studio, fino a un impegno quasi full-time con parecchie ore al giorno e carico fisico più intenso.

Se ti interessa una strategia più ampia per guadagnare soldi extra ogni mese, puoi affiancare questo lavoro ad altri metodi spiegati nella guida dedicata aisiti per guadagnare soldi extra.

Piano rapido di 7 giorni per iniziare

L’obiettivo di questa settimana “test” è semplice: capire sul campo se fare la spesa per altri ti conviene davvero, senza buttarti subito in spese o impegni esagerati.

Giorno 1–2: scegliere il modello giusto (app o privato)

Nei primi due giorni decidi come vuoi guadagnare facendo la spesa.

Da un lato puoi usare le piattaforme/app, come Everli o la sezione supermercato di Glovo, che ti portano i clienti, gestiscono i pagamenti e ti guidano dall’ordine alla consegna. In cambio accetti tariffe decise da loro, concorrenza con altri rider/shoppers e regole più rigide su disponibilità e rating.

Dall’altro puoi organizzare un servizio privato nel quartiere, offerto a vicini, anziani e famiglie tramite volantini, passaparola o gruppi WhatsApp. In questo caso decidi tu prezzi, orari e condizioni, ma devi anche occuparti di trovare clienti, gestire pagamenti e coordinare richieste.

In aggiunta puoi usare le app di cashback, che non sono un lavoro vero e proprio ma possono aggiungere qualche euro in più se fai spesso la spesa. Alcuni esempi diffusi in Italia sonoWeScount,BestshoppingeSconty: accumuli sconti o rimborsi caricando scontrini o passando dai loro circuiti di negozi, e quando raggiungi una certa soglia puoi riscattare il cashback o usare coupon per la spesa.

Prima di usare qualsiasi app controlla sempre sul sito ufficiale paesi supportati, soglie di payout e metodi di pagamento disponibili: questi dettagli cambiano spesso.

In questi primi due giorni ha senso fare una mini ricerca: controlla quali app sono davvero attive nella tua zona (siti ufficiali, recensioni, gruppi locali) e chiediti se preferisci lavorare seguendo regole definite (app) o avere più libertà e più responsabilità (servizio privato).

Giorno 3–4: verificare requisiti e costi minimi

Nei giorni 3 e 4 fai un check onesto di cosa ti serve prima di partire, così eviti di lavorare in perdita.

Parti dal mezzo di trasporto: bici, scooter o auto dovrebbero essere in buone condizioni. Oltre al costo immediato, considera carburante, manutenzione, eventuale parcheggio o ZTL e possibili multe. Senza contare il tempo perso nel traffico rispetto a zone più tranquille.

Passa poi allo smartphone: app aggiornate, batteria che regge alcune ore con il GPS acceso e connessione dati affidabile sono fondamentali. Se prevedi di stare fuori a lungo, un powerbank è quasi obbligatorio.

Per l’attrezzatura bastano poche cose ma sensate: una borsa termica o uno zaino capiente, una giacca antipioggia, scarpe comode e il casco se usi bici o scooter. Se fai tante consegne a piedi, valuta anche un carrellino o un trolley robusto.

Infine controlla i documenti richiesti dalle app: in genere servono documento d’identità, codice fiscale, IBAN, eventuale partita IVA, patente se usi un veicolo a motore e, in alcuni casi, brevi corsi o test online nelle sezioni “Diventa shopper/rider” delle singole piattaforme.

Alla fine di questi due giorni dovresti avere un’idea chiara di quanto puoi investire subito in attrezzatura e in quante consegne realistiche ti servono per rientrare dei costi iniziali.

Giorno 5–7: candidature e primi turni di prova

Negli ultimi tre giorni inizi a fare sul serio, ma sempre in modalità test.

Prima compila le candidature sulle app che hai selezionato, caricando documenti in modo accurato e completando il profilo. Imposta orari di disponibilità realistici: meglio pochi slot ben fatti che una disponibilità enorme che poi non riesci a rispettare. Considera che in alcune città ci possono essere liste d’attesa o tempi di attivazione più lunghi.

Poi pianifica uno o due turni di prova in orari rappresentativi, ad esempio un sabato mattina e una sera infrasettimanale. Durante questi turni annota quanto incassi (lordo), quanto spendi (carburante, eventuali parcheggi, snack) e quante ore effettive impieghi, includendo attese e spostamenti.

Dopo un paio di settimane di test riprendi in mano i numeri e poniti tre domande: riesci a rispettare gli orari senza arrivare distrutto, hai coperto almeno i costi base e il guadagno ti sembra sensato rispetto alla fatica? Se la risposta è sì su tutti e tre i punti, puoi pensare di aumentare gradualmente i turni. Se anche solo uno di questi aspetti “non torna”, forse è meglio ridurre o valutare alternative tra gli altrimodi per guadagnare soldi extra.

Come funziona, in pratica, fare la spesa per altri

Fare la spesa per altri significa accettare incarichi brevi su richiesta: ti connetti, prendi l’ordine, lo completi, chiudi e passi a quello successivo. È il tipico schema di lavoro della gig economy.

Con una piattaforma il flusso è abbastanza standard: ricevi sull’app l’ordine con supermercato e lista dei prodotti, ti rechi nel punto vendita indicato entro il tempo previsto, fai la spesa seguendo la lista e gestisci le sostituzioni se qualcosa non è disponibile. Alla cassa paghi con il metodo indicato dalla piattaforma (di solito una carta dedicata) e poi consegni la spesa al cliente all’indirizzo indicato, rispettando la fascia oraria concordata e le eventuali note (citofono, piano, ecc.).

I nodi più impegnativi sono quasi sempre gli stessi: la gestione del tempo tra corsie, code e consegna; il peso delle borse quando ci sono acqua e prodotti voluminosi; scale e ascensori che non sempre funzionano; il parcheggio nelle zone centrali; e il meteo, che con pioggia, freddo o caldo intenso rende tutto più pesante.

Pro & contro a colpo d’occhio

Pro principali: orari relativamente flessibili, ingresso facile (non servono titoli specifici), possibilità di monetizzare il tempo libero.

Contro principali: fatica fisica, guadagni non garantiti, orari spesso serali o nel weekend, pressione da rating e recensioni, rischio di sottovalutare costi e tasse.

Piattaforme per guadagnare facendo la spesa in Italia

Le app sono il modo più immediato per iniziare: non devi cercare i clienti uno per uno, ma in cambio accetti condizioni e tariffe decise da altri. Qui sotto trovi solo una panoramica: requisiti e compensi vanno sempre ricontrollati sui siti ufficiali prima di iniziare.

Everli: come funziona diventare shopper

Everli (ex Supermercato24) è una delle piattaforme più note in Italia per la consegna della spesa a domicilio. Come shopper ti occupi di ricevere l’ordine sull’app, fare la spesa nel supermercato partner indicato e consegnarla al cliente. In alcune città la parte di consegna può essere affidata a incaricati diversi da chi ha fatto la spesa.
Pagina ufficiale:Everli– sezione shopper:Diventa shopper.

I requisiti di base di solito includono la maggiore età, uno smartphone con app installata, un mezzo di trasporto idoneo alla zona (bici, scooter o auto), un IBAN per i pagamenti e una certa disponibilità di orari. Il punto di partenza ufficiale è proprio la pagina “Shopper” sul sito Everli, con il form per candidarti e le informazioni aggiornate sui requisiti.

L’onboarding tipico parte dalla candidatura online, può prevedere un breve test o una formazione veloce, prosegue con la firma dei contratti necessari e si chiude con l’attivazione del profilo sull’app e l’accesso ai primi turni.

Sul fronte compensi, il guadagno deriva dai singoli incarichi o consegne (spesso parametrati a distanza e complessità) più le eventuali mance dei clienti, che in molti casi restano allo shopper. I pagamenti vengono di norma accreditati con cadenza settimanale o mensile. Gli importi reali dipendono molto dalla città, dagli orari e dal numero di incarichi effettivamente svolti: le cifre viste online sono indicazioni, non promesse.

Glovo: consegne spesa dal supermercato

Glovo è più conosciuta per le consegne di cibo, ma in varie città include anche la spesa al supermercato. Come rider puoi trovarti a gestire sia ordini dal ristorante sia spesa dal supermercato o da dark store.

Il meccanismo è simile: l’ordine arriva sull’app, ti rechi nel punto indicato, ritiri la spesa (in alcuni casi già preparata) e la porti al cliente entro il tempo stimato. I requisiti generali sono la maggiore età, uno smartphone con l’app per rider, un mezzo di trasporto adeguato (bici, scooter, auto) e i documenti richiesti per fornire servizi in modo conforme alla legge nel Paese in cui operi.
Pagina ufficiale:Diventa rider Glovo.

Lo status contrattuale dei rider (autonomo, occasionale, altre formule) e le regole su contributi e tutele sono stati al centro di modifiche e interventi del Ministero del Lavoro e della magistratura negli ultimi anni. Il quadro è delicato e può cambiare, anche a seguito di ispezioni e decisioni dei tribunali. Per questo è prudente leggere con attenzione i contratti proposti e, in caso di dubbi, rivolgersi a un consulente del lavoro.

I compensi in genere combinano una parte base legata a distanza, zona e orario, più eventuali incentivi nelle fasce di alta domanda o con meteo difficile, più le mance dei clienti. Se ti interessano numeri e scenari più dettagliati sui guadagni con Glovo, puoi rimandare a una guida dedicata sul sito:quanto si guadagna con Glovo.

Altri servizi di spesa a domicilio

Oltre a Everli e Glovo, in alcune aree esistono servizi di spesa a domicilio gestiti direttamente da grandi catene di supermercati, piattaforme regionali di e-grocery e cooperative o corrieri dedicati alla consegna spesa.

In questi casi potresti essere assunto come dipendente o collaboratore, oppure lavorare tramite aziende terze con contratti specifici. Retribuzione, orari e tipologia di contratto variano molto, perciò conviene leggere con cura le offerte di lavoro e le sezioni “lavora con noi” delle catene presenti nella tua zona, verificando orari, paga oraria/mensile e tutele previste.

App di cashback: extra, non lavoro

Le app di cashback possono dare un piccolo extra se fai spesso la spesa, ma non sostituiscono un reddito da lavoro. Il funzionamento è di solito semplice: ti registri, acquisti prodotti o in negozi convenzionati, carichi lo scontrino o colleghi la carta, e accumuli credito che diventa denaro o buoni spesa oltre una certa soglia.

Funzionano meglio se le usi su prodotti che compreresti comunque e se sei costante nel caricare gli scontrini, evitando l’errore di comprare articoli inutili solo “per prendere il cashback”. Prima di usarle, controlla sempre paesi supportati, soglia minima di prelievo e modalità di pagamento sul sito ufficiale di ogni app.

Quanto si guadagna davvero: esempi numerici (non garantiti)

Gli esempi qui sotto sono solo indicativi, espressi in €/mese lordi, e servono unicamente a darti un ordine di grandezza. I numeri reali possono essere più alti o più bassi a seconda di città, orari, domanda, mance e costi.

Ricorda che sono importi lordi: da qui vanno tolti costi vivi (mezzo, carburante, manutenzione, attrezzatura, commissioni) e, se dovuti, tasse e contributi.

Scenario di lavoroTempo stimatoDifficoltà percepitaCosti principaliRischio guadagniGuadagno stimato €/mese lordi*
2 sere a settimana x 3 ore~24 h/meseMediaMezzo, spostamenti, piccoli extraBasso/medio80–200 €
Weekend intenso (sabato + domenica)6–8 h al giorno, 4 weekendMedio/altoCarburante, manutenzione, attrezziMedio200–400 €
Impegno quasi full-time (più giorni a settimana)25–35+ h/settimanaAltoTutti i costi sopra + fatica fisicaAlto (molto variabile)800 €+

*Numeri indicativi, non garantiti, pensati solo come ordine di grandezza. Prima di decidere, rifai i conti sui tuoi turni reali, con le tariffe aggiornate delle piattaforme e considerando la tua situazione fiscale.

Da cosa dipendono i guadagni?

Conta molto dove lavori (città/zona) e quando lavori (sere, weekend, festivi, giorni di pioggia).

Incidono parecchio mance, valutazioni dei clienti, periodi dell’anno e tempi morti o cancellazioni.

Da tenere a mente: questi numeri sono indicativi, non garantiti, e non sostituiscono i calcoli reali basati sui tuoi turni e sui tuoi costi.

Come lavorare in autonomia nel tuo quartiere (senza app)

Se non ti piace l’idea di lavorare tramite piattaforma, puoi proporre un servizio di spesa a domicilio direttamente nel tuo quartiere, costruendo nel tempo una mini-clientela di riferimento.

Come trovare i primi clienti nel quartiere

All’inizio l’obiettivo non è “riempire l’agenda”, ma trovare pochi clienti vicini e affidabili. Puoi partire dal tuo condominio, dai negozi di zona e dai gruppi locali.

Un volantino nella bacheca del palazzo o del supermercato, un messaggio nei gruppi WhatsApp condominiali e un post nei gruppi Facebook del quartiere possono bastare per i primi contatti, soprattutto se specifichi chiaramente cosa offri, in quali zone ti muovi e come ti si può raggiungere. Un’altra strada è farsi segnalare da associazioni di zona che già supportano anziani o persone con difficoltà motorie.

Nel testo del volantino o del messaggio chiarisci sempre le basi: quali vie o quartieri copri, in quali giorni e orari sei disponibile, come funziona il pagamento (se anticipi tu la spesa o meno) e quali canali usare per contattarti (telefono, WhatsApp, email).

Come definire prezzi, condizioni e pagamenti

Per evitare discussioni, conviene fissare da subito regole semplici e chiare.

Puoi scegliere un prezzo fisso per consegna, eventualmente con un piccolo extra per spese molto grandi o per piani alti senza ascensore, e un sovrapprezzo per richieste urgenti o spostamenti oltre il quartiere. Va chiarito anche chi anticipa i soldi: se li metti tu, stabilisci quando vieni rimborsato (subito alla consegna, entro pochi giorni, ecc.) e con quali modalità.

Sul fronte pagamenti è preferibile usare metodi tracciabili come bonifico, Satispay o altre app di pagamento, riducendo al minimo grosse somme in contanti per motivi di sicurezza e per avere una situazione più chiara lato fiscale.

Se hai un’auto e vuoi sfruttarla anche per altri incarichi, puoi considerare altri modi perguadagnare con la propria auto.

Aspetti fiscali e legali (base, non consulenza)

Dal punto di vista fiscale e legale, la distinzione cruciale è tra lavoretto occasionale e attività abituale.

Un aiuto pagato ogni tanto a un vicino, con cifre piccole e non ripetute, non è la stessa cosa di un’attività svolta in modo continuativo e con guadagni regolari. Appena l’attività diventa stabile, con entrate mensili ricorrenti, entrano in gioco regole fiscali e contributive più strutturate.

Se lavori tramite app, spesso vieni inquadrato come lavoratore autonomo o collaboratore e la piattaforma ti chiede un inquadramento coerente (prestazione occasionale, partita IVA, altre forme previste). Se invece costruisci nel tempo un giro di clienti nel quartiere, con pagamenti ricorrenti, può essere necessario aprire partita IVA e iscriversi alla gestione contributiva corretta.

In Italia la disciplina delle prestazioni di lavoro occasionali e dei lavoratori autonomi occasionali è definita da Ministero del Lavoro, INPS e Agenzia delle Entrate, con soglie di reddito oltre le quali scattano obblighi di iscrizione e versamento dei contributi. Le soglie economiche, i limiti per la prestazione occasionale e le regole sui rider/gig worker sono in evoluzione, con circolari e interventi periodici per chiarire tutele e inquadramenti.

Per stare tranquillo è importante basarsi su fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, INPS, Ministero del Lavoro) e su una consulenza personalizzata.

Aspetti fiscali da chiarire con un professionista

  • Quando si può parlare di “prestazione occasionale” e quando l’attività è da considerare abituale.
  • Se e quando ti conviene aprire partita IVA e a quale regime aderire.
  • Come gestire i contributi INPS e come dichiarare correttamente questi redditi.

Per questi punti è prudente confrontarsi con un CAF o un commercialista, usando come base le regole aggiornate, non articoli generici online.

Pro, contro e rischi reali (senza filtri)

Questa parte serve per mettere in chiaro anche ciò che di solito viene nascosto nelle brochure promozionali: lati positivi, ma anche limiti e rischi.

Vantaggi principali

I vantaggi più citati sono la flessibilità oraria e la relativa facilità di ingresso: non servono anni di formazione, bastano un mezzo, uno smartphone e un po’ di organizzazione. Puoi sfruttare tempi morti (serate, weekend, pause dallo studio) e non hai vincoli rigidi: se dopo qualche settimana ti accorgi che non fa per te, puoi smettere senza grandi strappi.

Per chi cerca lavoretti nella gig economy senza competenze digitali avanzate, è una porta d’ingresso abbastanza immediata e tangibile.

Svantaggi e rischi da non sottovalutare

Dall’altra parte, il lavoro può essere fisicamente pesante: molte ore in piedi, borse cariche su e giù per le scale, spostamenti sotto la pioggia o con caldo forte. I guadagni non sono stabili né garantiti: ci sono mesi con buona domanda e mesi più magri, fasce orarie molto produttive e altre in cui si gira quasi a vuoto.

Spesso i momenti più “ricchi” coincidono con orari scomodi (serate, weekend, festivi). A questo si aggiungono la concorrenza con altri rider/shoppers, lo stress da rating e recensioni dei clienti e il rischio di sottovalutare costi nascosti: carburante, manutenzione, attrezzatura, tasse e contributi.

Negli ultimi anni, inoltre, le condizioni di lavoro dei rider sono finite spesso al centro dell’attenzione di ispettorati e magistratura, proprio per il rischio di compensi troppo bassi e tutele insufficienti. Non è un motivo per demonizzare il settore, ma un segnale in più che devi entrare in questo tipo di lavoro con gli occhi aperti, sapendo cosa firmi e cosa ti aspetti.

Truffe da cui stare alla larga

Diffida da siti o intermediari che chiedono soldi per “iscriverti” alle piattaforme ufficiali: l’iscrizione si fa sempre e solo sui siti/app ufficiali, gratis.

Evita “pacchetti di consegne garantite”, liste clienti in vendita e proposte poco chiare legate all’uso di conti o carte a tuo nome per terzi.

Se qualcosa ti sembra troppo bello per essere vero, probabilmente lo è: meglio fermarsi, cercare recensioni, leggere bene i contratti e chiedere un parere a persone di fiducia o a un professionista.

Se scopri che questo lavoro è troppo fisico o non ti piace, puoi valutare alternative più “da casa”, ad esempio lepiattaforme per trovare lavoro freelanceo altri lavoretti online.

Ti conviene davvero? Checklist finale

Per capire se questo lavoretto è adatto a te, prova a rispondere con sincerità, anche solo mentalmente, a queste domande:

  • Sei disposto a muoverti con pioggia o freddo se in quei giorni ci sono più ordini?
  • Hai un mezzo affidabile (bici, scooter, auto) che puoi mantenere senza andare in perdita?
  • Riesci a stare diverse ore in piedi, sollevando borse anche pesanti, senza problemi seri?
  • Hai almeno un piccolo budget iniziale per borse termiche, giacca antipioggia e manutenzione?
  • Accetti l’idea che un mese potresti guadagnare meno del previsto senza farti prendere dal panico?
  • Hai davvero il tempo libero che pensi, una volta considerati studio, lavoro e famiglia?
  • Come vivi l’idea di ricevere valutazioni e recensioni: ti aiutano a migliorare o ti mettono troppa ansia?

Se la maggior parte delle risposte è “sì”, questo lavoro può avere senso, almeno da provare per qualche settimana con un test controllato. Se invece prevalgono i “no”, forse è più utile orientarsi su altri modi per guadagnare soldi extra ogni mese o sumodi strani per fare soldie altri side hustle più adatti alla tua situazione.

FAQ rapide sul guadagnare facendo la spesa per altri

Quanto si guadagna facendo la spesa per altri in Italia?

Dipende da città, orari e piattaforma. Chi lavora solo qualche ora alla settimana di solito parla di decine o poche centinaia di euro al mese, chi è più attivo può superare queste cifre. Non esiste un minimo garantito: servono prove sul campo, tracciando ore, costi e tasse.

Quali app permettono di guadagnare facendo la spesa per altri?

In Italia le principali sono piattaforme di consegna spesa come Everli e, in parte, Glovo, che include gli ordini dal supermercato nelle città coperte. In alcune zone esistono servizi locali legati a singole catene. Prima di iniziare è bene controllare requisiti, zone coperte, soglie e modalità di pagamento sulle pagine ufficiali di ogni servizio.

Serve la partita IVA per fare la spesa per altri?

Dipende dal volume e dalla continuità del lavoro. Se fai poche consegne saltuarie potresti rientrare nelle prestazioni occasionali, mentre se l’attività diventa stabile e con guadagni regolari di solito serve aprire partita IVA e curare l’iscrizione contributiva corretta. Per evitare errori è bene confrontarsi con un commercialista o un CAF, partendo dalle regole INPS e del Ministero del Lavoro.

Che requisiti servono per diventare shopper su Everli o rider su Glovo?

In genere servono maggiore età, documento d’identità valido, smartphone con connessione, un mezzo di trasporto (bici, scooter o auto) e una certa disponibilità di tempo. Alcune piattaforme prevedono brevi corsi o test online. I dettagli aggiornati si trovano nelle sezioni ufficiali “Diventa shopper/rider” e nei contratti che ti propongono.

Quante ore bisogna lavorare per avere un extra interessante?

Non esiste una soglia universale. Molte persone puntano a 2–3 turni serali o a lavorare nel weekend, con l’obiettivo di ottenere qualche centinaio di euro lordi al mese. Il rapporto tra tempo, fatica e guadagno varia per città, distanze, mance e domanda: conviene valutarlo dopo le prime settimane di prova, facendo i conti in modo freddo.

Fare la spesa per altri è un lavoro faticoso?

Può esserlo. Devi muoverti molto, portare borse pesanti, salire scale, guidare nel traffico e rispettare orari stretti anche con meteo sfavorevole. Alcune persone lo reggono bene, altre lo trovano insostenibile: l’unico modo per capire è fare qualche turno-test e valutare la tua condizione fisica.

Si può fare la spesa per altri senza usare app?

Sì. Puoi offrire il servizio in modo privato a vicini, anziani o famiglie del quartiere. In questo caso stabilisci tu prezzi e condizioni, ma è comunque consigliabile usare pagamenti tracciabili e chiarire con un CAF/commercialista come inquadrare i compensi se iniziano a diventare regolari.

Quali sono i principali rischi nel guadagnare facendo la spesa per altri?

I rischi principali sono guadagni inferiori alle aspettative, costi sottovalutati (benzina, manutenzione, attrezzatura), sovraccarico fisico e problemi fiscali o contributivi se non gestisci correttamente la parte burocratica. C’è anche la pressione delle recensioni e dei rating dei clienti. Per questo è prudente iniziare in piccolo e informarsi bene.

Le app di cashback permettono di guadagnare davvero facendo la spesa?

Le app di cashback possono portare qualche euro o buono spesa extra, ma non sostituiscono un lavoro. Sono più efficaci se le usi con regolarità su prodotti che compreresti comunque. Prima di utilizzarle conviene verificare paesi supportati, soglie di prelievo e modalità di pagamento sui siti ufficiali.

Questo tipo di lavoro è adatto a tutti?

No. È interessante per chi ama muoversi, ha un mezzo affidabile e cerca un extra flessibile. È meno adatto a chi ha problemi di mobilità, non sopporta traffico e maltempo o ha bisogno di entrate molto stabili e prevedibili. L’ideale è provarlo per un periodo limitato e poi decidere con calma.

Cosa fare oggi se vuoi provarci

Se vuoi testare questo lavoro in modo serio ma senza stravolgere la tua vita, puoi seguire tre passi semplici.

Per prima cosa scegli un solo modello con cui iniziare: una piattaforma (Everli, Glovo) oppure un servizio nel quartiere. Compila la candidatura o prepara il servizio con condizioni semplici da spiegare e da gestire.

Poi organizza 2–3 turni di prova in una settimana, includendo almeno una sera e un momento del weekend. Durante questi turni annota entrate lorde, spese vive e ore effettive di lavoro, senza dimenticare il tempo per spostamenti e attese.

Infine, a fine settimana, fai i conti: quanto hai guadagnato davvero all’ora, quanto ti sei stancato e quanto questo ritmo si incastra con la tua vita reale. Se il bilancio complessivo ti convince, puoi aumentare gradualmente i turni; se non torna, ha più senso cercare altri modi di usare il tuo tempo libero in modo sostenibile.

Nessuna corsa e nessuna promessa facile: l’obiettivo è capire se questo lavoro, con i suoi pro e contro, è davvero allineato alle tue energie, alle tue esigenze economiche e al resto della tua vita.

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