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Cloud pubblico vantaggi e consigli per una migrazione sicura

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Domenico Sottile

Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.

Sempre più aziende e privati ricorrono ai servizi offerti da un cloud pubblico, per garantire prestazioni migliori, limitare i costi, e poter fruire di un’utile continuità. Ma che cos’è il cloud pubblico, e in che cosa si differenzia da quello privato, ibrido e multicloud. Quali sono i vantaggi che offre, a partire dalla realizzazione di data center e dall’utilizzo condiviso di tecnologie di ultima generazione? Per saperne di più ecco un’interessante guida, che fornisce una visione d’insieme dei vantaggi, dei rischi e delle sfide della migrazione verso il cloud, e tanti suggerimenti per pianificare un trasferimento senza intoppi

Che cos’è il cloud pubblico e che cosa lo differenzia dalla proposta privata, ibrida e multicloud

Il cloud pubblico è una tecnologia informatica di ultima generazione, che permette di sfruttare risorse software e hardware attraverso l’uso di un server remoto.

Le risorse sono messe a disposizione, tramite internet, da un provider di servizi cloud, che offre tra le altre soluzioni personalizzate di servizi Public Cloud per aziende, privati e organizzazioni che intendono farne uso o acquistarle.

Utilizzato adeguatamente il cloud pubblico permette, a chi se ne serve, di archiviare dati e informazioni, sfruttare tecnologie di ultima generazione, realizzare data center, ai quali gli utenti abilitati possono accedere agevolmente da una qualsiasi postazione geografica, e attraverso l’uso di un qualunque device.

A differenza dei cloud privati, il cui accesso è garantito a una singola realtà, con gestione del data center attraverso computer locali o un provider fuori sede, il cloud pubblico sfrutta un provider che fornisce un servizio off premises completamente gestito, con applicazioni che sono sempre parte di un ambiente IT esterno, condiviso da più utenti. L’utilizzo del cloud pubblico non richiede alcun investimento per l’acquisto dell’infrastruttura ma il solo pagamento di un canone, calcolato in base all’effettivo utilizzo.

L’uso del cloud pubblico può essere paragonato all’affitto di un appartamento, con pagamento dell’unità di cui si dispone, la condivisione degli spazi comuni con altri inquilini e la manutenzione affidata a chi gestisce la struttura. Il cloud privato per contro vanta la similitudine con la proprietà esclusiva di una casa.

Al momento attuale gli utenti hanno la possibilità di scegliere anche altri modelli di cloud come quello ibrido e la soluzione multicloud. Se il primo combina i servizi offerti dalla proposta pubblica e da quella privata, il multicloud consente di sfruttare contemporaneamente la proposta pubblica e quella privata, calibrandole alle esigenze individuali.

I vantaggi e le caratteristiche di un cloud pubblico

Un privato, un’organizzazione o una piccola azienda, intenzionate a disporre di un’alternativa alle tradizionali strutture IT, possono trovare nel cloud pubblico la soluzione perfetta. Il cloud pubblico si modula alle esigenze grazie a una serie di caratteristiche quali:

·        la scalabilità illimitata, che consente di modificare velocemente il servizio anche a fronte di una variazione notevole della mole e della tipologia dei dati trattati;

·        il provisioning self-service che garantisce di provvedere in completa autonomia alle procedure che rendono possibile gestire l’accesso degli utenti ai sistemi e alle varie risorse. Il provisioning permette di trovare la soluzione ottimale a fronte dei cambiamenti che coinvolgono i carichi di lavoro e le esigenze degli utenti;

·        i costi ridotti, e la presenza di esborsi limitati perché non è necessario acquistare singoli hardware o software, a fornirli è il sistema messo a disposizione dal provider. In termini di costi l’utilizzatore paga soltanto i servizi utilizzati;

·        nessuna manutenzione a carico di chi sfrutta il servizio perché è il provider a gestirla;

·        affidabilità massima, è ancora il provider, attraverso l’ampia rete di server, a garantire la protezione da attacchi esterni e da errori;

·        accesso ovunque e on demand, semplicemente attraverso internet.

La migrazione al cloud: consideriamo rischi e sfide per un percorso privo di intoppi

Sono sempre più numerose le aziende e i privati che spostano i dati e le applicazioni dai data center locali al cloud. La migrazione verso il cloud avviene attraverso una serie di strategie, che considerano una più semplice operazione di sollevamento e spostamento dell’esistente, o una soluzione più complessa, pensata espressamente per avvalersi appieno dei vantaggi offerti dal cloud.

In entrambi i casi, l’operazione è ricca di sfide e non può essere considerata priva di rischi, soprattutto se si agisce con superficialità. Il rischio numero uno è, infatti, quello che si verifica se si sceglie di procedere senza aver ben chiara la strategia di migrazione.

Prima di compiere la migrazione è necessario programmare una suddivisione degli asset, da collocare negli ambienti locali, oppure in cloud pubblici o privati. Oggi la scelta ricade sempre più spesso sull’uso di un modello di cloud ibrido, che permette di distribuire i dati fra cloud privati e pubblici, e risorse locali.

Una migrazione opportuna deve considerare anche le diverse proposte offerte dai provider, per scegliere la piattaforma adeguata alle esigenze e alle necessità.

Passando al cloud un’infrastruttura già esistente, è bene considerare tutta una serie di rischi potenziali. Per evitare pericoli è bene dotarsi di una strategia specifica, ben calibrata.

In fatto di migrazione è importante valutare anche i tempi necessari per completare l’operazione, considerando che, se si ha a che fare con percorsi estesi, è necessario ottimizzare le prestazioni, e garantire il massimo grado di sicurezza durante tutto il percorso. Non dobbiamo dimenticare che il percorso di migrazione passa attraverso numerosi stati intermedi. Si tratta di un percorso da compiersi gradualmente, che rende necessario l’utilizzo di un’architettura di sicurezza integrata.

Il percorso di migrazione deve essere organizzato in modo tale da tenere al sicuro dati e applicazioni da possibili aggressioni esterne.

Di norma il passaggio al cloud consente un notevole risparmio in termini di costi, ma solo se l’infrastruttura IT che si sceglie di utilizzare risulta appositamente progettata per il cloud.

Una volta completata la migrazione, l’utente che utilizza il cloud deve potersi garantire tutta una serie di soluzioni volte a implementare il sistema ogni qualvolta si renda necessario.

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