Domenico Sottile
Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.
Aggiornato il:12 febbraio 2026
Negli ultimi anni sono esplosi giochi, app e bot che promettono di “farti guadagnare criptovalute giocando”. Tra screenshot di guadagni sui social, tap-to-earn su Telegram e metaversi pieni di NFT è facile farsi prendere dall’idea di arrotondare lo stipendio con qualche partita al giorno.
Questa guida nasce proprio per fare chiarezza: vedremocome funziona davvero il Play-to-Earn nel 2026, quali sono i metodi principali per guadagnare crypto giocando dall’Italia, che tipo di cifre sono realistiche (e quali no) e quali rischi ti stai prendendo ogni volta che investi tempo o soldi in questi progetti.
Non troverai “trucchi segreti” o promesse di rendite garantite: parleremo dimicro-guadagni, volatilità, tasse e limiti legali, così puoi decidere con la testa fredda se vale la pena provare e quanto budget sei disposto a rischiare. Usa tutto quello che leggerai come base per le tue decisioni, ma per scelte fiscali o investimenti importanti rivolgiti sempre a un professionista abilitato.
In questa guida trovi esempi di giochi, app, piattaforme ed exchange. Non sono raccomandazioni personalizzate né inviti a investire: servono solo per capire le categorie. Alcuni servizi potrebbero usare link affiliati o promozioni: prima di iscriverti verifica sempre Termini di Servizio, paese supportato, commissioni e trattamento dei dati personali sul sito ufficiale.
Disclaimer rapido: questa guida ha solo scopo informativo ed educativo. Non è consulenza finanziaria, fiscale o legale. Il valore delle criptovalute può oscillare molto e puoi perdere anche tutto il capitale investito. Nessun guadagno è garantito. Autorità come CONSOB, Banca d’Italia ed ESMA ricordano che le cripto-attività sono ad alto rischio e che le tutele legali per i piccoli risparmiatori sono spesso limitate.
Obiettivo: quanto è realistico guadagnare giocando?
Guadagnare criptovalute giocando è possibile, ma per la stragrande maggioranza delle persone parliamo di micro-guadagni: spesso pochi centesimi o al massimo pochi euro al giorno, ricompense variabili in token poco liquidi e risultati fortemente legati al tempo che dedichi, all’eventuale capitale investito e al prezzo del token.
Le fasce di guadagno che leggerai in questa guida sono stime orientative basate su come funzionano oggi app P2E, tap-to-earn e piattaforme reward, non su statistiche ufficiali. Servono a farti capire gli ordini di grandezza, non a costruire un business plan o un budget di entrate fisse.
Molte analisi indipendenti sul Play-to-Earn e sulle piattaforme “earn crypto” confermano che, per l’utente medio, si parla quasi sempre di micro-ricompense e tempi lunghi.
I casi di chi “si arricchisce” con il Play-to-Earn (P2E) esistono, ma sono rari e di solito richiedono un investimento iniziale anche significativo, competenze tecniche e di mercato e una tolleranza al rischio molto alta.
Il concetto da fissare è uno: nessun guadagno è garantito in nessun gioco, app o piattaforma. Il modello P2E è fragile: se gli utenti calano, se cambia la tokenomics o se il mercato si sposta altrove, le ricompense possono ridursi di molto o sparire.
Piano rapido: 3 metodi per iniziare
1. Mini-giochi e app tap-to-earn (zero investimento, ricompense basse)
Le app e i mini-giochi tap-to-earn (di solito su smartphone o Telegram) ti fanno guardare pubblicità, tappare sullo schermo, completare piccoli puzzle o quiz e fare login giornalieri. In cambio ricevi piccole ricompense in satoshi (frazioni di Bitcoin), token interni convertibili in crypto oppure punti che puoi ritirare come criptovaluta al raggiungimento di una soglia minima.
Il vantaggio principale è l’assenza di capitale iniziale: rischi soprattutto tempo e, in parte, i tuoi dati. Sono strumenti utili per capire se l’idea di “guadagnare crypto giocando” ti piace davvero, prima di spendere soldi veri.
Il limite è evidente: i guadagni sono molto bassi, spesso centesimi al giorno, a fronte di parecchia pubblicità e di funzioni “watch & earn”. In più esiste sempre il rischio che l’app smetta di pagare, chiuda o cambi le regole di colpo.
Per l’Italia è importante verificare ogni volta la disponibilità dell’app, le condizioni di payout (soglie minime, commissioni, limiti di prelievo), le recensioni aggiornate e se è richiesto KYC con relativo trattamento dei dati personali.
Se ti interessa soprattutto l’idea di accumulare crypto anche oltre il gaming, puoi dare un’occhiata anche alla guida dedicata alleapp per guadagnare crypto, dove trovi metodi extra-gaming e avvertenze su rischi, fee e limiti.
2. Giochi Play-to-Earn su blockchain (investimento iniziale, rischio alto)
Nei giochi P2E “classici” entri in ecosistemi costruiti direttamente su blockchain: giochi di carte collezionabili e battaglie simili a Splinterlands, metaversi come The Sandbox o Decentraland, giochi di collezione NFT come CryptoKitties, mondi virtuali alla Upland con terreni digitali e asset scambiabili.
Per giocare in modo competitivo di solito devi acquistare NFT (personaggi, carte, terreni), comprare il token nativo per accedere a missioni o attività e pagare gas fee per le transazioni. Il risultato è un’esperienza più complessa e spesso più interessante rispetto ai minigiochi, con la possibilità (non garantita) che gli asset si valorizzino nel tempo e con community attive, marketplace interni ed eventi.
Il rovescio della medaglia è chiaro: serve un budget iniziale che può andare da poche decine a centinaia di euro, devi studiare tokenomics, regole e dinamiche di mercato e il rischio di perdita totale è concreto, sia sul token sia sugli NFT. Il gioco può cambiare politica di reward o chiudere, e il valore dei tuoi asset può crollare.
Per utenti italiani conviene leggere sempre i Termini di Servizio e i paesi supportati, capire se ci sono elementi di gioco d’azzardo o scommessa e verificare come funziona il cash-out (exchange, wallet, marketplace compatibili).
Se ti incuriosisce soprattutto la dimensione metaverso, puoi approfondire nella guida acome guadagnare con il metaverso, che spiega anche perché molti modelli sono altamente speculativi e soggetti a forte volatilità.
Suggerimento prudente: considera questi giochi come un hobby ad alto rischio e usa solo soldi che sei disposto a perdere, non come un investimento.
3. Piattaforme di reward con payout in crypto (offerte + giochi)
Le piattaforme di reward ti propongono task di vario tipo: survey, app da provare, registrazioni, giochi sponsorizzati, obiettivi di tempo o di livello. In cambio ottieni punti che puoi convertire in criptovalute e, in alcuni casi, in gift card o euro.
Di solito non serve capitale, ma tempo e disponibilità a condividere alcuni dati. Molte piattaforme consentono di scegliere il tipo di payout, ad esempio Bitcoin o stablecoin, e offrono un mix di attività di gioco e non gioco.
I guadagni rimangono comunque contenuti, soprattutto se non accedi alle offerte più pagate. Alcune sono riservate a specifici paesi, fasce d’età o profili che accettano procedure KYC. Devi anche valutare con attenzione privacy, consensi marketing e fee di prelievo.
Per l’Italia è buona pratica verificare paesi supportati e condizioni per utenti italiani, l’eventuale obbligo di KYC, le commissioni e la soglia minima di prelievo in crypto, oltre a ToS e politica su account multipli e ban.
Se ti piace il modello “reward” ma non vuoi limitarti ai giochi, puoi guardare anche la guida dedicata alleapp per guadagnare cryptoe l’articolo sulleapp per guadagnare soldi veri, che includono alternative in euro e indicazioni sui principali rischi.
Tabella riassuntiva: metodi per guadagnare crypto giocando
La tabella non serve a fissare numeri certi, ma a farti capire a colpo d’occhio quanto tempo, rischio e impegno richiede ogni opzione.
| Metodo | Guadagno medio realistico | Tempo richiesto | Investimento iniziale | Rischio finanziario | Note Italia / DA VERIFICARE |
|---|---|---|---|---|---|
| App / mini-giochi tap-to-earn | Centesimi / pochi € al giorno | Alto (molte ore per poco) | 0 € | Basso–medio | Verificare disponibilità per l’Italia, payout, soglie minime, recensioni aggiornate. |
| Giochi P2E su blockchain | Da perdita totale a extra variabile | Medio–alto (studio + gioco) | 20–200 € o più (NFT/token) | Alto | Verificare ToS, paesi supportati, natura del gioco (es. elementi di gambling). |
| Piattaforme reward con payout in crypto | Centesimi / pochi € al giorno | Variabile (dipende dalle offerte) | 0–20 € (talvolta per sbloccare offerte) | Medio | Verificare paesi supportati, requisiti KYC, fee di prelievo e condizioni per utenti italiani. |
Le cifre sono indicative e cambiano spesso: usale per orientarti, non per costruire un business plan.
Cos’è il Play-to-Earn (P2E) e come funziona davvero
Dalla GameFi ai giochi NFT
Il Play-to-Earn nasce dall’incontro fra videogiochi, blockchain e asset digitali. Da un lato hai skill, tempo e progressi in gioco; dall’altro hai una blockchain che registra le transazioni e NFT o token che rappresentano personaggi, carte, terreni e altri oggetti.
In molti giochi P2E questi oggetti sono NFT che puoi comprare, vendere o scambiare su marketplace interni o esterni. Il gioco ti premia con token per partite, missioni o tornei e questi token, in teoria, possono essere scambiati o utilizzati in altri modi.
Il termine GameFi indica l’insieme di progetti che uniscono gaming e finanza: non solo giochi puri, ma anche metaversi e protocolli di staking con elementi ludici.
Come girano i soldi nel P2E
In pratica il flusso è questo: il gioco crea un token nativo, decide quanta offerta totale esiste e distribuisce i token fra giocatori, team e investitori. Gli utenti comprano NFT o token per giocare meglio o accedere a contenuti premium, il gioco distribuisce token come ricompensa e offre un marketplace per scambiare asset. In alcuni casi puoi bloccare i token in staking per ricevere ulteriori reward.
Tutto si regge sulla tokenomics, cioè su come è progettata l’economia: quanta offerta c’è, come viene rilasciata nel tempo, quali meccanismi bruciano o bloccano token e quale utilità concreta hanno nel gioco. Se il design è debole, il prezzo del token può crollare, le ricompense diventano irrilevanti e gli NFT perdono mercato. Puoi continuare a “guadagnare” token che, convertiti in euro, valgono praticamente niente.
Cosa ti serve per iniziare a guadagnare criptovalute giocando (in Italia)
Wallet crypto e sicurezza di base
Per ricevere, conservare e inviare criptovalute ti serve un wallet. Un wallet custodial è gestito da un servizio centrale (tipicamente un exchange): è più semplice per chi inizia e il recupero della password è più facile, ma non controlli le chiavi private e sei esposto a eventuali problemi del servizio. Un wallet non-custodial, invece, ti mette in mano le chiavi private: hai più controllo, ma se perdi seed phrase o chiavi nessuno può recuperare i fondi.
Le regole di sicurezza minima sono sempre le stesse: non condividere mai la seed phrase, attivare l’autenticazione a due fattori dove possibile, scaricare wallet solo da fonti ufficiali e diffidare da chiunque ti chieda chiavi o seed, perché è quasi sempre un tentativo di truffa.
Ogni volta è bene controllare sulla pagina ufficiale del progetto quali wallet sono supportati e quali app sono legittime (DA VERIFICARE caso per caso).
Un exchange regolamentato in UE per comprare e vendere crypto
Se vuoi comprare criptovalute con euro oppure convertire i token guadagnati, ti servirà probabilmente un exchange. La scelta va fatta su alcuni criteri: registrazioni o autorizzazioni valide in UE/Italia, tipo di KYC richiesto, commissioni di deposito, trading e prelievo, supporto al token del gioco che utilizzi.
Per farti un’idea dei rischi generali delle cripto-attività puoi consultare le pagine ufficiali di:
- CONSOBsulle avvertenze relative alle cripto-attività e alle tutele limitate per i risparmiatori
- Banca d’Italia, che ricorda come le “valute virtuali” non abbiano corso legale e possano comportare perdita totale del capitale
- ESMAe le altre Autorità europee, che avvertono che puoi perdere tutto ciò che investi in crypto e che spesso non hai protezioni paragonabili ai prodotti finanziari regolamentati
👉Avvertenze CONSOB sulle cripto-attività
👉Avvertenza Banca d’Italia sulle valute virtuali
👉Warning ESMA sui rischi dei crypto-asset
Lo status delle autorizzazioni di ogni exchange va sempre controllato sul sito ufficiale e, se disponibile, sugli elenchi delle autorità nazionali competenti.
Budget, tempo e obiettivi
Prima di iniziare è utile fermarsi e decidere quanto puoi permetterti di perdere senza impatto sulle finanze personali o familiari, quante ore a settimana puoi dedicare a questi giochi e qual è il tuo vero obiettivo: divertirti e ricevere qualche micro-ricompensa, testare il modello P2E o fare speculazione ad alto rischio.
Scrivere due regole semplici aiuta a mantenere il controllo. Per esempio: “Non investo più di X € al mese in NFT/token di gioco” oppure “Se per tre mesi non vedo ricompense sensate, smetto”.
Tipi di giochi che pagano in criptovalute
App mobile e minigiochi con premi in crypto
I giochi mobile che pagano in crypto sono in genere puzzle, match-3, quiz o arcade molto semplici, pensati per sessioni brevi. In cambio ti danno satoshi, token interni o punti convertibili in Bitcoin o altre criptovalute quando raggiungi il minimo di prelievo.
Il quadro è sempre simile: guadagni per sessione molto bassi, forte presenza di pubblicità e rischio che, nel tempo, l’app riduca i pagamenti o alzi le soglie di cash-out. Per questo conviene testarli con calma, senza rilasciare subito dati sensibili né concedere ogni tipo di permesso.
Se preferisci ricevere pagamenti direttamente in euro (per esempio via PayPal o carta) e non in crypto, ha senso dare un’occhiata anche alla guida sulleapp che ti pagano per giocare. Chi invece vuole concentrarsi solo su Bitcoin può approfondire la guida dedicata acome guadagnare con Bitcoin, dove trovi anche rischi e limiti di questo approccio.
Giochi P2E “puri” su blockchain
I giochi P2E nati su blockchain spesso ruotano attorno a carte o NFT scambiabili, metaversi con terreni virtuali, RPG o strategici con economie interne complesse. Puoi avere giochi di carte in stile Splinterlands, metaversi tipo The Sandbox o Decentraland, giochi di collezione in stile CryptoKitties e mondi virtuali map-based come Upland.
Prima di entrare conviene farsi tre domande: quanto costa davvero iniziare (NFT, token, gas fee)? Cosa dice il whitepaper su tokenomics e reward? Come si comporta la community su forum, Discord e social, soprattutto quando qualcosa va storto? È altrettanto importante capire come e dove puoi rivendere NFT e token, per non ritrovarti con asset bloccati.
Move-to-earn e tap-to-earn: camminare o cliccare per guadagnare
Oltre ai giochi classici esistono app move-to-earn che ti ricompensano per camminare, correre o svolgere attività fisica, e tap-to-earn dove guadagni cliccando o compiendo azioni ripetitive (spesso via bot Telegram o app molto semplici).
In entrambi i casi il ritorno dipende dal costo d’ingresso (scarpe NFT, pass, upgrade) e dall’andamento del token, che può salire, scendere o collassare. Il modello regge spesso solo finché entrano nuovi utenti o altre forme di valore. Per molti progetti di questo tipo è più corretto parlare di esperimenti economici ad alto rischio che di “stipendi alternativi”.
Esempi di giochi e piattaforme
Gli esempi servono solo a capire le categorie, non sono inviti a investire. Ogni valutazione va fatta in autonomia, con verifiche tecniche, legali e fiscali.
1. App e minigiochi a costo zero
Nella categoria delle app mobile che pagano in crypto per minigiochi rientrano titoli basati su puzzle, arcade, quiz, spin e sessioni brevi. L’investimento richiesto è nullo: ti basta uno smartphone con connessione, e guadagni guardando pubblicità, superando livelli o completando task giornalieri.
I rischi principali sono tre: guadagni molto bassi rispetto al tempo speso, possibilità che l’app smetta di pagare o alzi molto il minimo di prelievo e sovraccarico di pubblicità con potenziali problemi di privacy. Per gli utenti italiani è cruciale verificare la disponibilità sugli store nazionali, le condizioni di payout, le recensioni aggiornate e l’uso dei dati.
Esempi concreti (da valutare e verificare prima dell’uso):
- CryptoPop: gioco match-3 su Android in cui risolvi puzzle e ricevi piccole ricompense in Bitcoin.
- PlayNano / Odysee: piattaforme che premiano con criptovalute per guardare contenuti o completare attività semplici (quiz, video, piccole missioni), spesso senza investimento iniziale.
Sono progetti citati dalle stesse piattaforme e da articoli di settore come esempi di app “watch-to-earn” o “play-to-earn” con payout in crypto. Prima di usarli verifica sempre recensioni aggiornate, paese supportato, tempi e limiti di prelievo.
Una variante sono i bot e i giochi tap-to-earn su Telegram, basati su clic e azioni ripetitive via bot, a volte con mini-missioni gestite direttamente nella chat. L’investimento economico è nullo, ma serve molta attenzione: link, permessi e richieste sospette possono nascondere rischi di phishing. Anche qui vanno verificate Termini di utilizzo, gestione dei dati, eventuali limitazioni per paese e possibilità reale di cash-out in crypto.
Tra i progetti più citati nel filone tap-to-earn su Telegram ci sonoNotcoineHamster Kombat, che hanno raccolto milioni di utenti promettendo, in alcuni casi, airdrop o conversione di punti in token reali.
Sono esperimenti altamente speculativi: le ricompense reali dipendono da lanci futuri di token, decisioni del team e condizioni di mercato, e non c’è alcuna garanzia che il “tempo cliccato” si traduca in valore in euro.
2. Giochi P2E storici e metaversi più noti
Un esempio tipico è un gioco di carte P2E simile a Splinterlands: acquisti deck più o meno costosi, combatti in PvP e ricevi token e carte NFT vendibili sui marketplace. L’investimento può andare da pochi euro a cifre molto più alte, a seconda delle carte. I rischi sono la volatilità del token, la necessità di sviluppare competenze reali di gioco e la possibilità che il valore delle carte scenda molto. Per chi gioca dall’Italia è essenziale leggere i Termini di Servizio, verificare eventuali limitazioni per paese e capire come funzionano cash-out e marketplace compatibili.
Nel mondo dei metaversi, progetti come The Sandbox o Decentraland propongono mondi virtuali dove compri lotti di terreno digitale, crei esperienze o vendi asset. Gli investimenti possono essere importanti, da decine a migliaia di euro in NFT o token, con potenziale guadagno da affitto di spazi virtuali, vendita di oggetti e partecipazione ad eventi. Il rischio è elevato: volatilità estrema, necessità di capitale e difficoltà a trovare acquirenti per asset molto costosi. Anche qui, per l’Italia, va verificata la compatibilità con exchange autorizzati, l’eventuale presenza di eventi sponsorizzati con regole specifiche e le implicazioni fiscali di asset di valore.
Per farsi un’idea generale dei principali giochi P2E e dei loro modelli economici può essere utile consultare aggregatori indipendenti dedicati aiblockchain games, che elencano centinaia di progetti con indicazioni su F2P, P2E e reward in token.
3. Piattaforme reward che pagano in crypto
Le piattaforme di offerte con payout in criptovalute combinano survey, app da testare, registrazioni e giochi sponsorizzati. In genere puoi iniziare senza depositi, ma alcune offerte richiedono un piccolo importo per essere sbloccate. Guadagni completando task che ti assegnano punti convertible in BTC, stablecoin o altre crypto.
I rischi sono legati alla disponibilità limitata di offerte per l’Italia, al rischio di ban in caso di violazione dei ToS (ad esempio per account multipli) e al tempo speso su task poco pagati. Prima di iniziare è bene verificare i paesi supportati, i requisiti di età, l’eventuale obbligo di KYC, le fee di prelievo e la reputazione online della piattaforma.
Esempi concreti (da valutare in autonomia):
- Freecash: piattaforma di “offerwall” che paga per giochi, app e survey, con possibilità di incassare in Bitcoin oltre che in PayPal o gift card.
- PrizeRebel: sito di sondaggi e offerte che consente di riscattare i punti anche in Bitcoin, oltre che in buoni regalo e PayPal.
Anche qui le cifre per utente medio restano basse e gli importi “da copertina” (centinaia di euro al mese) sono tipicamente legati a profili molto attivi e a mercati più pagati di quello italiano.
Rischi, tasse e limiti legali in Italia
Volatilità e rischio di perdita totale dei token
Nel P2E guadagni token e NFT, non euro. Il loro prezzo può cambiare drasticamente in pochi giorni, il gioco può ridurre le reward o chiudere e gli NFT possono diventare invendibili. Devi mettere in conto che il denaro usato per NFT o token può essere perso, che il tempo investito difficilmente si tradurrà in un ritorno certo in euro e che il modello di gioco può cambiare all’improvviso.
Truffe, app che non pagano e progetti in prevendita
Promesse di APY altissimi senza spiegazioni concrete, frasi come “guadagno passivo sicuro” o “rendita garantita”, focus quasi esclusivo sui referral, roadmap vaghe, team anonimo e totale assenza di informazioni su licenze e giurisdizioni sono tutti campanelli d’allarme.
In pratica conviene evitare di mandare denaro per prevendite poco chiare, di cliccare su airdrop “miracolosi” trovati a caso sui social e, soprattutto, di condividere seed phrase o chiavi private per ricevere presunti bonus. Se una promessa suona troppo bella per essere vera, molto probabilmente non lo è.
Tassazione italiana sulle cripto-attività (cenno non fiscale)
In Italia, dal 1° gennaio 2023 la Legge di Bilancio 2023 ha introdotto un quadro specifico per la tassazione delle “cripto-attività”. Per molte persone fisiche non in regime d’impresa, le plusvalenze da cripto-attività sono oggi soggette a imposta sostitutiva del26%, con regole particolari su cosa sia tassabile, sulle franchigie e sulle modalità dichiarative, come chiarito da unacircolare dell’Agenzia delle Entratedel 27 ottobre 2023.
La normativa è tecnica e in evoluzione: il trattamento concreto dipende da importi, frequenza delle operazioni, tipo di piattaforma usata e modalità di incasso (per esempio, se e quando converti in euro).
Per piccole cifre il tema può sembrare marginale, ma se inizi a ritirare somme significative in euro la questione fiscale diventa importante. La gestione corretta va sempre verificata con l’Agenzia delle Entrate o con un commercialista abilitato, portando estratti conto, movimenti di wallet ed exchange.
Minorenni, gioco d’azzardo e gambling in crypto
Molti giochi crypto e casino online sono vietati ai minorenni, non hanno licenzaADM(ex AAMS) per l’Italia e operano da giurisdizioni estere poco trasparenti. Se un gioco assomiglia molto a un casinò (slot, roulette, scommesse) e non dichiara alcuna licenza ADM, va considerato ad altissimo rischio e potenzialmente non conforme alla normativa italiana.
In più, diversi servizi richiedono KYC con documento e prova di residenza: i minorenni non dovrebbero usare queste piattaforme. Se non ti è chiaro dove sia registrato un gioco o quale licenza abbia, l’opzione più prudente è non usarlo.
Come scegliere un gioco P2E in modo prudente
Quando valuti un gioco P2E, chiediti se i guadagni promessi sono realistici o se parlano apertamente di “stipendi” giocando poco, se i costi iniziali sono chiari, se esiste un whitepaper comprensibile, se il team è identificabile, se la community discute apertamente anche di problemi, se il token è listato su exchange affidabili con volumi decenti e se i ToS chiariscono licenze e paesi supportati.
Checklist rapida di prudenza
- Evita progetti che parlano di rendite garantite o APY esagerati.
- Controlla sempre sia l’ingresso sia l’uscita (cash-out reale del token).
- Imposta un budget massimo e rispettalo.
- Se tokenomics, team o licenze sono opachi, meglio passare oltre.
Passi pratici per iniziare con poco rischio
Step 1: prova app e giochi a costo zero
Il modo più semplice per capire se il P2E fa per te è iniziare da app e mini-giochi che non richiedono deposito. In questo modo testai subito il tuo livello di pazienza rispetto al rapporto tempo/ricompensa, senza impegnare denaro.
All’inizio limita i dati personali condivisi e le autorizzazioni concesse: notifiche, accessi a contatti o file non sono quasi mai necessari. Chiediti se il gioco ti diverte anche senza pensare al guadagno; se la risposta è no, difficilmente varrà la pena investire soldi.
Step 2: imposta un budget massimo (e accetta che puoi perderlo)
Se decidi di passare a giochi P2E con NFT o token, stabilisci da subito un tetto mensile chiaro e utilizza solo denaro che non ti serve per spese essenziali. Evita di usare debito (prestiti, carte revolving) per finanziare il gaming e accetta a priori che la perdita totale sia una possibilità concreta.
Mettere per iscritto una frase come “non supero X € al mese” può sembrare banale, ma aiuta a non farsi trascinare dall’entusiasmo del momento.
Step 3: tieni traccia dei movimenti per il fisco
Anche se gli importi sono piccoli, iniziare fin da subito a tenere traccia di depositi, prelievi, conversioni in euro e movimenti sugli exchange è una buona abitudine. Puoi usare screenshot, esportazioni dei movimenti, email di conferma di wallet ed exchange.
Se in futuro gli importi diventeranno più rilevanti o dovrai confrontarti con un commercialista o con un CAF, avere uno storico ordinato ti farà risparmiare tempo e problemi. La modalità corretta di dichiarazione va comunque sempre DA VERIFICARE con professionisti abilitati, in base alla tua situazione concreta.
Criptovalute giocando: FAQ 2026
1. È davvero possibile guadagnare criptovalute giocando?
Sì, ma nella maggior parte dei casi si tratta di micro-guadagni. Alcuni giochi Play-to-Earn o app pagano in token o satoshi per partite, missioni o task, con risultati legati a tempo, eventuale capitale investito e prezzo dei token. Nessun reddito è garantito.
2. Quanto si può guadagnare in media con i giochi Play-to-Earn?
Per un utente medio i guadagni restano spesso su pochi centesimi o pochi euro al giorno, a volte meno. Giocatori molto esperti o chi investe capitali importanti può ottenere di più, ma con un rischio elevato di perdita. È più sensato considerarli extra, non uno stipendio.
3. Esistono giochi che fanno guadagnare criptovalute gratis?
Sì, esistono app e giochi che non richiedono investimento iniziale e premiano con piccole quantità di criptovalute o punti convertibili. Il “prezzo” è il tempo speso, la pubblicità visualizzata e i dati condivisi. Prima di usarli, controlla sempre disponibilità per l’Italia e condizioni di payout.
4. Quali sono i principali rischi del guadagnare criptovalute giocando?
I rischi principali sono la volatilità dei token, la possibilità che app e giochi smettano di pagare, le truffe, i progetti che chiudono improvvisamente e le piattaforme non regolamentate. Se compri NFT o token di gioco puoi perdere l’intero capitale. Usa solo soldi che sei disposto a perdere.
5. Come vengono tassati in Italia i guadagni da crypto gaming?
In linea generale, oggi le plusvalenze da cripto-attività sono inquadrate nel regime delle attività finanziarie con imposta sostitutiva (in molti casi al 26%), secondo le regole introdotte dalla Legge di Bilancio 2023 e chiarite dall’Agenzia delle Entrate.
La disciplina concreta dipende da importi, frequenza e modalità di incasso. È una materia complessa: va sempre verificata con Agenzia delle Entrate o con un commercialista.
6. I minorenni possono guadagnare criptovalute giocando?
Molte piattaforme richiedono la maggiore età e procedure KYC con documento. Il fatto che alcune app non controllino l’età non significa che tutto sia consentito o prudente. Inoltre il ritiro in euro e gli eventuali obblighi fiscali possono essere gestiti solo da un adulto. È opportuno coinvolgere un genitore.
7. Serve la partita IVA per guadagnare criptovalute giocando?
Per piccoli importi occasionali di solito no, perché si rientra più nell’ambito di plusvalenze o redditi diversi. Se però il crypto gaming diventa un’attività continuativa e rilevante, con entrate frequenti, la situazione fiscale cambia. Anche qui la risposta va verificata con CAF o commercialista.
8. Come scelgo un gioco Play-to-Earn affidabile?
Guarda la trasparenza del team, la chiarezza del whitepaper, la qualità della community, la presenza di token su exchange seri, la sostenibilità dei costi di ingresso e la credibilità della roadmap. Evita progetti che promettono guadagni facili, APY enormi o puntano solo su referral e prevendite.
9. È meglio puntare su un solo gioco o su più giochi diversi?
Dipende dal tuo tempo e dal tuo budget. Diversificare riduce il rischio di dipendere da un singolo progetto, ma seguire troppi giochi può farti perdere il controllo di costi e obblighi fiscali. In genere è meglio concentrarsi su pochi titoli che conosci bene, con un budget definito per ciascuno.
10. Posso convertire facilmente le criptovalute guadagnate in euro?
Spesso sì, tramite exchange o servizi che supportano il token del gioco, ma non è garantito. A volte mancano liquidità o listing e le commissioni possono essere alte. Prima di investire tempo o soldi, verifica sempre se e dove il token è scambiabile e quali fee si applicano, altrimenti rischi di restare bloccato.
Conclusione: 3 cose da fare oggi
- Scegli un metodo entry-level e testalo per una settimana.
Parti da app o piattaforme di reward a costo zero per capire quanto è sostenibile il rapporto tempo/guadagno, senza toccare subito NFT o token a pagamento. - Studia almeno una guida seria sul Play-to-Earn e sui rischi.
Approfondisci meccanismi, tokenomics, rischi e alternative: ad esempio la guida generale sucome guadagnare con le criptovalutee il pillar susiti per guadagnare soldi online. - Se i volumi crescono, parla con un commercialista.
Non appena inizi a ritirare cifre non trascurabili in euro, confrontati con un professionista per capire tassazione, adempimenti e limiti, prima che il problema diventi burocratico invece che solo tecnico.

Sono curioso di apprendere di più su questa possibilità!
Al più presto aggiorneremo l’articolo!