Domenico Sottile
Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.
Aggiornato il: 22 gennaio 2026.
Vendere scarpe usate a un pubblico fetish incuriosisce molte persone, ma apre subito una serie di domande concrete: è legale in Italia? Quanto si può guadagnare davvero? Come evitare che il tuo nome o il tuo volto vengano associati in modo diretto a contenuti per adulti?
In questa guida aggiornata al 2026 trovi un quadro realistico, non “motivazionale”: vediamo che tipo di mercato è, quali piattaforme puoi valutare, quali limiti legali e fiscali devi tenere a mente, come proteggere privacy e reputazione e, alla fine, se ha senso per te provarci o se è meglio orientarti verso altre forme di guadagno online.
18+ e Termini di servizio (da leggere prima di tutto)
Questo contenuto è rivolto esclusivamente a maggiorenni (18+).
Parliamo di vendita di scarpe usate a un pubblico adulto consenziente, non di incontri dal vivo né di prestazioni sessuali.
Ogni piattaforma ha Termini di Servizio (TOS) diversi: violandoli rischi ban e perdita del saldo, soprattutto se inserisci contenuti per adulti dove non sono ammessi (ad esempio su marketplace generalisti).
Le informazioni riportate hanno solo scopo informativo generale:
- non sono consulenza legale, fiscale o lavorativa;
- non sostituiscono il parere di un avvocato, CAF o commercialista;
- non garantiscono che una certa condotta sia “al 100% sicura” nel tuo caso.
Per dubbi seri su fisco, privacy o penalmente rilevante (minori, diffusione illecita di immagini, ecc.) confrontati sempre con un professionista abilitato nella tua giurisdizione.
Le piattaforme citate (Vinted, eBay, Depop, Subito, FeetFinder, TastySlips, AllThingsWorn, ecc.) non sono sponsor di questa guida e le condizioni possono cambiare in qualsiasi momento: controlla sempre Termini di Servizio e policy ufficiali prima di usarle.
Prima di tutto: che mercato è e cosa aspettarsi davvero
Qui non si parla di semplice “mercatino dell’usato”, ma di un sotto-mercato specifico: persone adulte che associano scarpe e piedi a un interesse erotico/fetish.
Dal tuo punto di vista pratico, però, stai vendendo scarpe usate e, a volte, contenuti collegati non espliciti (foto, video soft, descrizioni più allusive).
Cose da tenere a mente subito:
- È un side hustle: nella maggior parte dei casi parliamo di qualche decina, al massimo poche centinaia di euro al mese, non di uno stipendio completo.
- Richiede tempo, pazienza e la capacità di gestire persone insistenti, poco educate o che provano a spingere oltre i tuoi limiti.
- Ha un rischio reputazionale reale: anche con accortezze su privacy e anonimato, le foto possono girare e gli account possono essere segnalati o esposti.
Quando NON è una buona idea farlo
- Se ti mette ansia anche solo l’idea che sconosciuti associno la tua immagine o il tuo “stile” a contenuti adulti, è un grande campanello d’allarme.
- Se hai un lavoro molto esposto (insegnante, PA, ruoli pubblici, ambienti molto conservatori), qualsiasi collegamento a contenuti fetish può diventare un problema di reputazione.
- Se fai fatica a dire “no”, a chiudere chat tossiche o a impostare confini netti, la gestione quotidiana di richieste e messaggi rischia di consumarti.
- Se non sei disposto/a a rispettare limiti legali e TOS (zero minori, zero contenuti illegali, rispetto delle regole piattaforma), questo mercato non fa per te.
- Se leggendo queste righe senti già un “no” nello stomaco, prendilo sul serio: meglio concentrarsi su metodi di guadagno online meno delicati.
È legale vendere scarpe usate ai feticisti in Italia?
In linea di massima, vendere scarpe usate tra privati è legale. Il punto non è la scarpa in sé, ma come, quanto spesso e dove la vendi (piattaforma, contenuti, TOS, inquadramento fiscale).
Sintesi molto semplificata di quello che emerge da guide giuridiche/fiscali su vendite di oggetti usati tra privati:
- vendite episodiche di beni propri (il classico svuota-armadio, senza organizzazione) di solito rientrano nelle vendite occasionali tra privati, che non richiedono partita IVA;
- se l’attività diventa frequente, organizzata e con scopo di lucro, può essere considerata a tutti gli effetti attività d’impresa, con obbligo di partita IVA, dichiarazione e adempimenti connessi.
La linea non è data da una cifra magica, ma da indizi come numero di operazioni, continuità e valore complessivo: proprio questi elementi sono richiamati anche da commenti recenti alla giurisprudenza di Cassazione sulle vendite online.
Vendite tra privati vs attività continuativa
Vendite occasionali tra privati
Vendere ogni tanto qualche oggetto usato (scarpe, vestiti, elettronica) di proprietà personale viene di solito inquadrato come realizzo di beni propri: stai semplicemente trasformando in denaro cose che avevi già acquistato in passato.
Secondo diverse sintesi fiscali, cessioni episodiche di oggetti usati tra privati, senza organizzazione di mezzi e senza continuità, di norma non generano un reddito tassabile e non richiedono partita IVA.
Attività abituale / business
Se inizi a vendere spesso, con un’organizzazione da “negozio” (profilo dedicato, catalogo, prezzi, promozione su più piattaforme), anche con cifre non enormi potresti rientrare nella categoria di attività commerciale vera e propria.
In pratica, in modo molto semplificato:
- 2–3 vendite l’anno di scarpe prese dal tuo armadio → tipicamente vendite occasionali tra privati.
- Decine di vendite l’anno, presenza stabile su siti fetish o marketplace, clienti abituali → è più probabile che il Fisco la consideri attività continuativa.
Dal 2023 è in vigore la direttiva europea DAC7: impone alle piattaforme (ad esempio Vinted, eBay, Airbnb e simili) di comunicare periodicamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei venditori che superano certe soglie, di solito più di 30 vendite o oltre 2.000 € di incassi l’anno. Queste soglie servono per la comunicazione dei dati, non sono una “franchigia” automatica di esenzione fiscale.
Nota fiscale (non vincolante)
Se inizi a:
- incassare qualche migliaio di euro lordi l’anno da questa attività, oppure
- vendere con regolarità (ogni mese o quasi, magari su più piattaforme),
diventa prudente parlarne con un CAF o un commercialista, spiegando in modo trasparente:
- cosa vendi,
- con che frequenza,
- quanto incassi,
- quali piattaforme utilizzi.
È importante capire:
- se ti stai ancora muovendo nel perimetro di vendite occasionali tra privati;
- oppure se, guardando nel complesso la tua attività, ha più senso inquadrarla come impresa o lavoro autonomo (con eventuale partita IVA, contributi, ecc.).
La normativa può cambiare e va sempre letta alla luce della tua situazione personale. In più, con DAC7, alcune piattaforme potrebbero comunicare automaticamente i tuoi dati al Fisco se superi soglie come 30 vendite o 2.000 € l’anno, anche se hai venduto solo beni usati del tuo armadio.
Limiti di contenuto: cosa dicono le piattaforme
Il tema critico non è solo “se puoi vendere”, ma che parole usi e quali immagini carichi. Ogni sito ha regole diverse su contenuti per adulti, fetish e materiale erotico.
Marketplace generalisti (Vinted, eBay, Depop, Subito)
Vinted consente la vendita di scarpe usate, ma nelle sue Regole del catalogo vieta in modo esplicito articoli per adulti come sex toys e articoli fetish, materiale pornografico e annunci che promuovono servizi sessuali o offrono articoli fetish in vendita. Tradotto: puoi vendere “décolleté nere n. 38 usate in ufficio”, non “scarpe usate per feticisti, odore fortissimo”.
eBay ha una sezione specifica per gli oggetti per adulti e stabilisce che alcune categorie sono vietate o limitate; inoltre può rimuovere inserzioni che illustrano o descrivono contenuti per adulti ritenuti inadatti al sito, e vieta immagini di nudo o contenuto sessuale nelle inserzioni standard.
Depop vieta espressamente adult-only material and nudity, biancheria sporca/non lavata e qualunque contenuto che violi la policy su contenuti e comportamenti sessuali inappropriati. In pratica, nulla che suoni come pornografia o servizi sessuali espliciti.
Subito permette annunci per oggetti usati ma prevede regole generali su contenuti offensivi, prodotti vietati e modalità di pagamento considerate rischiose; anche qui, annunci ritenuti inappropriati vengono rimossi.
Poshmark viene spesso citato in contenuti anglofoni, ma al momento è operativo solo in USA e Canada, quindi non è uno strumento utilizzabile direttamente da un venditore italiano.
Piattaforme fetish / feet-pics
Siti come FeetFinder, TastySlips e AllThingsWorn nascono proprio per contenuti e oggetti legati a feticismi (in primis piedi e indumenti usati).
- FeetFinder è un marketplace per contenuti digitali (foto e video di piedi) con accesso consentito solo 18+ e verifica documenti (KYC) obbligatoria; per i seller è previsto un abbonamento (mensile, annuale o “lifetime”).
- TastySlips permette di vendere indumenti usati, calze, foto dei piedi e scarpe usate, insistendo su anonimato e intermediazione dei pagamenti, con buyer protection e commissioni sulle vendite.
- AllThingsWorn è una community/marketplace globale per indumenti e oggetti “ben indossati” (mutandine, calze, scarpe ecc.), con sistemi di messaggistica interna, crediti virtuali e funzioni social; varie recensioni indipendenti ne sottolineano sia gli aspetti positivi (anonimato, nicchia) sia le criticità (gestione fondi, ban).
Su queste piattaforme il contenuto fetish è ammesso, ma:
- resta valido l’obbligo 18+ con KYC;
- la responsabilità legale è tua (residenza, tasse, rispetto leggi italiane);
- le immagini caricate possono essere salvate e riutilizzate altrove, fuori dal controllo del sito.
Prima di caricare contenuti, leggi con calma Termini di Servizio, policy sui contenuti e condizioni di payout. Verifica in particolare:
- se gli utenti italiani possono registrarsi come seller e ricevere pagamenti;
- quali metodi di pagamento sono disponibili;
- se ci sono abbonamenti fissi o solo commissioni;
- come vengono gestiti ban, contestazioni e chargeback.
Aspetti igienici e spedizione
Anche quando c’è di mezzo un interesse fetish, le piattaforme ragionano in termini di igiene minima e sicurezza. L’oggetto deve restare “accettabile” agli occhi di un corriere o di un moderatore che controlla le foto.
Linee guida pratiche:
- Tieni l’esterno delle scarpe pulito: niente fango fresco, muffa evidente, residui schifosi.
- All’interno puoi preservare un minimo di “vissuto”, ma non spedire oggetti in condizioni che farebbero storcere il naso a chiunque.
- Usa imballaggi chiusi e robusti, meglio se neutri: niente scritte allusive sulla scatola.
- Preferisci spedizioni tracciate e, se possibile, i sistemi di spedizione gestiti direttamente dalla piattaforma, evitando contanti alla consegna con sconosciuti o scambi troppo informali.
In sostanza: trattale come qualsiasi altro indumento usato che potresti vendere online. Devono superare senza problemi un controllo a campione del team di moderazione.
Piano rapido: come arrivare alla prima vendita in 7 giorni
Questa è una traccia pratica per capire cosa fare, passo dopo passo, dall’idea al primo annuncio online, mantenendo limiti chiari e un minimo di sicurezza.
Giorno 1: decidi cosa vendere e quali limiti darti
Inizia scegliendo 2–3 paia di scarpe che sei davvero disposto/a a lasciare andare. Meglio evitare quelle che indossi tutti i giorni o collegate a divise e uniformi riconoscibili: più neutre sono, meglio è.
Stabilisci poi i tuoi confini personali. Se vuoi restare totalmente anonima/o, niente volto, niente dettagli precisi sulla città, niente tatuaggi o segni distintivi in bella vista. Se non vuoi gestire contenuti digitali (foto e video dedicati), concentrati sulle scarpe fisiche e stop.
Scriviti nero su bianco cosa non farai mai: incontri dal vivo, contenuti di nudo, chat erotiche esplicite… e ripetilo anche nella bio o nel profilo, così non ci sono ambiguità.
Chiudi la giornata creando una mail dedicata e un alias che non abbia nulla a che vedere con nome e cognome reali. È il tuo “personaggio” per questo side hustle.
Giorno 2–3: scegli il canale adatto
Nei primi due giorni ha senso fare una scelta di base fra tre strade:
1. Restare “sotto il radar” su social e community
Puoi usare gruppi Facebook chiusi o un profilo Instagram separato, gestendo i contatti via DM. Hai un po’ più controllo su chi ti scrive, ma devi fare i conti con le regole Meta sui contenuti per adulti e con un certo rischio di ban se i post sono troppo espliciti. Inoltre, se sbagli impostazioni di privacy, potresti finire nei suggerimenti di persone che conosci.
2. Usare marketplace generalisti in modo neutro (Vinted, eBay, Subito, Depop)
Gli annunci vanno scritti come se fossero normali vendite di scarpe usate: numero, marca, condizioni, stile. Nessun riferimento diretto a feticismo, odore, eccitazione. Chi ha un interesse fetish riconosce modelli, vibrazione delle foto e stile di annuncio e, quando possibile, ti contatta restando nei limiti dei TOS.
3. Piattaforme fetish dedicate (FeetFinder, TastySlips, AllThingsWorn & simili)
Sono pensate per un pubblico 18+ che cerca oggetti e contenuti esplicitamente legati a fantasie fetish. Prima di iscriverti devi capire se accettano venditori italiani, quali metodi di pagamento offrono, che tipo di verifica documento richiedono e se ci sono fee mensili o abbonamenti a pagamento.
Da controllare prima di aprire un account fetish
Prima di caricare una sola foto, verifica: se l’Italia è tra i paesi supportati per registrazione e payout; quali commissioni trattengono e qual è l’importo minimo per prelevare; quali metodi di pagamento offrono (bonifico SEPA, PayPal, carte, wallet digitali); se il supporto è solo in inglese o c’è anche italiano; quanto sono chiare le regole su contenuti ammessi e su come vengono gestiti ban e contestazioni.
Giorno 4–7: crea il profilo, scatta le foto e pubblica il primo annuncio
A questo punto puoi aprire il profilo sulla piattaforma scelta, usando l’alias e la mail dedicata. La bio deve essere breve e chiara: ad esempio “vendo solo scarpe usate, niente incontri, niente contenuti espliciti”. Come immagine profilo meglio un logo, un dettaglio di scarpa o qualcosa di neutro, mai il volto.
Per le foto delle scarpe, usa uno sfondo pulito (lenzuolo chiaro, parete neutra, pavimento ordinato) e scatta da più angolazioni: lato, punta, tacco, suola, interno. Se mostri i piedi, assicurati che il volto sia sempre tagliato fuori e che non si vedano elementi identifiabili.
Inizia con 1–2 inserzioni, non con 20 tutte insieme. Le descrizioni devono essere oneste: numero, marca, livello di usura, eventuali difetti. Mantieni linguaggio neutro sui marketplace generalisti, mentre su piattaforme fetish puoi usare un tono più “vissuto” ma sempre entro i limiti dei TOS (niente pornografia esplicita, niente pratiche illegali).
Quanto si può guadagnare con le scarpe usate (e perché non è facile)
Non esistono cifre garantite. I risultati dipendono da tipo di scarpa (sportiva, décolleté, stivali, marca), da quanto sono “vissute”, dalla piattaforma scelta (generalista o fetish) e da quanto ti impegni nel curare foto, descrizioni e rapporto con la community.
Guardando i listini pubblici di marketplace fetish come TastySlips e AllThingsWorn, si vedono spesso scarpe o indumenti usati in fasce di prezzo che vanno da poche decine di euro fino a cifre più alte per modelli particolari o pacchetti combinati (scarpe + altri indumenti, contenuti extra, ecc.).
Su canali più “grigi” o social, capita di vedere indumenti usati (calzini, intimo) fra circa 10 e 30 € e scarpe prezzate più in alto, spesso però con tempi di vendita lunghi o con molte richieste “a vuoto”.
Scenari indicativi (non promesse, non garantiti):
- 1–3 paia venduti al mese → 30–90 € lordi indicativi.
- 5–10 paia venduti al mese → 100–300 € lordi indicativi.
Cifre a quattro zeri al mese richiedono più piattaforme, catalogo ampio (non solo scarpe), contenuti aggiuntivi e una gestione quasi quotidiana della community: sono casi possibili ma da considerare eccezioni, non la norma.
In sintesi: è più realistico vederlo come un extra che come una rendita stabile. E qualsiasi introito, se diventa regolare, va inquadrato anche dal punto di vista fiscale, con il supporto di un professionista.
Quando diventa “tanto” e serve chiedere a un professionista
Non esiste una soglia unica scolpita nella pietra, ma ci sono alcuni segnali che indicano che stai andando oltre la semplice vendita occasionale. Se nell’arco dell’anno hai venduto decine di paia, gestisci profili su più piattaforme, hai un “brand” riconoscibile, proponi listini e pacchetti e iniziano a comparire clienti ricorrenti, è probabile che l’attività venga vista come abituale.
In questa situazione possono entrare in gioco partita IVA, dichiarazioni e versamenti. Non è qualcosa da improvvisare: meglio fare una chiacchierata con un commercialista o un CAF e farti spiegare come muoverti in modo regolare per il tuo caso specifico.
Piattaforme generaliste (Vinted, eBay, Subito, Depop)
Questi siti sono la scelta più logica se vuoi vendere scarpe usate in modo “normale”, restare in un ambiente più mainstream e tenerti alla larga da community apertamente fetish.
Quando usarle (e quando no)
Hanno senso se vuoi monetizzare qualche paio di scarpe senza trasformare la cosa in un “personaggio fetish” pubblico. Sono nate per moda e usato, hanno molti utenti, sistemi di feedback e, in genere, una buona percezione di sicurezza.
Non hanno senso se quello che cerchi è un pubblico apertamente fetish: gli annunci espliciti violano i TOS e puoi perdere account e saldo. In quel caso, o resti neutro/a e accetti che la componente fetish resti “sottotraccia”, oppure valuti piattaforme dedicate (con tutte le cautele del caso).
Regole di base per non farti bannare
L’obiettivo è non far scattare i filtri automatici e non dare ai moderatori motivi evidenti per chiudere l’account. Le regole seguenti non garantiscono al 100% che non ci saranno problemi, ma sono in linea con lo spirito delle policy dei principali marketplace.
- Scrivi annunci neutri: marca, numero, stile e condizioni (“décolleté nere n. 38 molto usate”), evitando riferimenti a feticismo, odore, eccitazione.
- Non inserire nelle foto nulla che possa essere considerato pornografico (nudo, pose allusive, focus su parti intime).
- Usa sempre strumenti e chat interne della piattaforma, evitando di proporre apertamente “extra” che violino i TOS.
Pro e contro in tabella (10 secondi)
| Piattaforma | Tipo | Commissioni (indicative) | Anonimato | Rischio ban per uso fetish | Note Italia |
|---|---|---|---|---|---|
| Vinted | Moda usata | Nessuna commissione diretta al venditore; costi lato acquirente e spedizione | Buono (nickname, chat interna) | Alto se annunci esplicitamente fetish | Versione .it, regole che vietano articoli fetish e contenuti per adulti |
| eBay.it | Generale | Commissioni di vendita + piccola tariffa di adeguamento normativo per privati | Medio (nickname, ma indirizzo noto all’acquirente) | Medio: annunci per adulti rimovibili | Piattaforma grande e regolata; tariffe da verificare per singola categoria |
| Subito | Annunci | Pubblicazione gratuita; nessuna commissione sulla vendita salvo servizi extra | Variabile, spesso scambio di persona | Medio: annunci espliciti rimovibili | Ottimo per vendite locali; attenzione alla sicurezza negli scambi dal vivo |
| Depop | Moda / street | Commissione ~10% per venditori fuori UK/US + costi di pagamento | Medio (profilo pubblico, chat interna) | Medio: oggetti vietati rimossi | Internazionale; niente programma di spedizione automatica per l’Italia |
In tutti i casi, spam, violazione delle regole o troppe segnalazioni possono portare a limitazioni o chiusura dell’account: meglio restare sempre nel perimetro “scarpe usate normali”.
Piattaforme fetish / feet-pics (attenzione massima)
Questi siti sono pensati per chi cerca esplicitamente contenuti e oggetti fetish. Proprio per questo, richiedono molta più attenzione su privacy, pagamenti e impatto reputazionale.
FeetFinder & simili
FeetFinder e piattaforme analoghe sono focalizzate sui contenuti digitali (foto e video) legati ai piedi. L’accesso è riservato ai maggiorenni e l’iscrizione richiede la verifica del documento (KYC). Molti venditori usano wallet o processori di pagamento internazionali (Segpay, ecc.) e una sottoscrizione a pagamento per il profilo seller.
I pagamenti spesso passano per servizi internazionali: prima di considerare volumi seri, è fondamentale verificare nei TOS e nelle FAQ aggiornate se i venditori italiani riescono effettivamente a incassare senza problemi.
Ogni sito ha regole dettagliate sul tipo di contenuti ammessi (no minori, no violenza, no pratiche illegali). Caricare materiale fetish significa lasciare tracce digitali difficili da cancellare: screenshot, salvataggi e repost possono circolare anche fuori dal sito.
Piattaforme di indumenti usati (TastySlips, AllThingsWorn)
TastySlips funziona come un marketplace per mutandine usate, calze, foto dei piedi e anche scarpe usate. L’attenzione è puntata su anonimato e sicurezza: pagamenti e, in parte, indirizzi di spedizione vengono gestiti dalla piattaforma, in modo da limitare l’esposizione dei tuoi dati. L’account base è gratuito, ma sulle vendite viene applicata una commissione percentuale e si parla esplicitamente di buyer protection.
AllThingsWorn è una community globale per indumenti e oggetti “ben indossati”, comprese scarpe e calzature. Usa un sistema interno di crediti, messaggistica e funzioni social. Mette al centro sicurezza e moderazione, ma online esistono anche recensioni critiche su ban e gestione dei fondi: prima di investire tempo e soldi conviene leggere attentamente TOS, FAQ e opinioni di altri utenti.
“Da verificare per l’Italia” sulle piattaforme fetish
Prima di puntare davvero su una piattaforma fetish, verifica:
- paesi supportati (registrazione e payout per chi vive in Italia);
- commissioni su ogni vendita, eventuali fee fisse e soglie minime di prelievo;
- metodi di pagamento disponibili (bonifico SEPA, PayPal, carte, wallet digitali);
- lingua del supporto che comprendi (IT/EN) e tempi di risposta;
- regole sui contenuti (cosa è vietato, cosa comporta un ban, se conservano i documenti caricati e per quanto).
Social e community: Facebook, Instagram, Telegram (pro e contro)
Molte vendite “borderline” nascono o finiscono su social e gruppi chiusi. Questo offre più controllo diretto, ma espone anche di più la tua identità se non sei attentissima/o alle impostazioni.
Facebook e Instagram
Su Facebook esistono gruppi chiusi dedicati a scarpe usate e feticismo, mentre su Instagram puoi creare un profilo “personaggio” separato dal tuo account personale. Questo ti dà la possibilità di scegliere chi far entrare e di gestire trattative via DM.
Il rovescio della medaglia è che le regole Meta sui contenuti per adulti sono rigide: post considerati troppo espliciti possono essere rimossi, e gli account (anche personali) possono subire limitazioni o ban. Inoltre, un errore nelle impostazioni di privacy può fare comparire il tuo profilo “secondario” tra i suggerimenti a persone che conosci nella vita reale.
Consigli minimi per non incasinarti la vita:
- Usa un profilo separato con alias, senza collegamenti evidenti all’identità reale.
- Mantieni i post relativamente neutri e sposta eventuali dettagli più delicati nelle chat, sempre restando entro le regole della piattaforma.
- Tieni tolleranza zero verso minori e richieste illegali: blocca e segnala subito.
Telegram / gruppi chiusi
Telegram viene spesso usato come “prosecuzione” delle trattative: chi ti trova su Vinted o Subito può proporti di spostarti lì per aggirare i TOS, oppure puoi essere aggiunto/a a gruppi chiusi dove si vendono esplicitamente indumenti e scarpe usate a scopo fetish.
I pro sono la chat cifrata e l’uso di nickname, che danno l’impressione di maggiore privacy. I contro: screenshot e inoltri sono immediati, quindi perdi completamente il controllo su dove finiranno le tue foto; inoltre è più facile imbattersi in persone aggressive, poco affidabili o in truffe (pagamenti mai arrivati, richieste di foto gratuite e così via).
Regola d’oro: non condividere mai dati personali (indirizzo di casa o lavoro, documenti, numeri di telefono reali) e, se non ti senti tranquilla/o, riduci Telegram al minimo o evitalo del tutto per questo tipo di attività.
Come preparare le scarpe usate (senza rischiare l’account)
L’obiettivo è trovare un equilibrio tra “vissuto” e igiene, rispettando allo stesso tempo le regole delle piattaforme e il buon senso.
Pulizia, condizioni e imballaggio
Fai un rapido controllo generale: se le scarpe sono marce, con muffa, parti pericolosamente staccate o condizioni igieniche pessime, non diventano più “fetish”, diventano semplicemente invendibili. Meglio scartarle.
All’esterno, rimuovi fango, sporco evidente e macchie fresche da suola e tomaia. I segni di usura (tacchi consumati, graffi, pieghe) possono interessare chi cerca scarpe “vissute”, ma vanno mostrati con foto chiare, non nascosti.
All’interno valuta quanto “odore di usato” lasciare. Evita deodoranti troppo aggressivi se l’acquirente apprezza la sensazione di scarpa usata, purché il livello resti compatibile con un minimo di igiene.
Per l’imballaggio usa sacchetti o bustine chiuse per contenere gli odori durante il trasporto, inseriti in una scatola neutra, ben sigillata e senza riferimenti al contenuto. Pensa a come reagiresti se quella scatola venisse aperta casualmente da un corriere o da un familiare: dev’essere tutto comunque “presentabile”.
Foto consentite
Buone pratiche, soprattutto su Vinted, eBay, Depop e simili:
- Usa solo foto scattate da te, nitide, senza watermark di altri né immagini prese da internet (alcune piattaforme lo vietano in modo esplicito).
- Scegli sfondi puliti, evitando dettagli riconoscibili (facciata di casa, targa dell’auto, documenti, foto di famiglia).
- Se mostri il piede nella scarpa, fai inquadrature che tagliano il volto e non mostrino tatuaggi o segni particolari facilmente riconoscibili.
- Evita pose apertamente sessuali o in cui il focus si sposta su parti intime: anche sulle piattaforme fetish, molte cose sono comunque proibite (minori, violenza, contenuti illegali).
Su siti 18+ con contenuti per adulti c’è più tolleranza, ma non è un “liberi tutti”: leggi sempre le linee guida, perché spesso prevedono limitazioni precise su cosa puoi e non puoi mostrare.
Esempi di annunci (per piattaforme diverse)
Gli esempi che seguono servono solo come modello di tono e struttura. Vanno sempre adattati ai TOS aggiornati di ogni piattaforma.
Template annuncio neutro (Vinted / eBay)
Titolo esempio
Décolleté nere n. 38, tacco 10 cm, molto usate
Descrizione esempio
Décolleté nere in eco-pelle, numero 38, tacco 10 cm.
Indossate spesso per ufficio e uscite serali, con normali segni di usura su suola e tacco (vedi foto).
Interno ancora comodo, utilizzabili senza problemi.
Spedisco con imballo accurato e spedizione tracciata.
Qui non c’è alcun riferimento a feticismo, odori o preferenze sessuali: sono semplicemente scarpe usate in vendita.
Template annuncio per piattaforma fetish (solo dove consentito)
Titolo esempio
Scarpe nere molto vissute, n. 38 – portate a lungo
Descrizione esempio
Scarpe nere n. 38, indossate spesso per giornate intere in ufficio e durante lunghe camminate.
Si vedono chiaramente segni di usura su interno e suola, ideali per chi apprezza scarpe “vissute” e portate a lungo.
Non faccio incontri dal vivo e non invio contenuti extra oltre a quanto concordato sulla piattaforma.
Spedizione discreta, in pacco neutro e tracciato.
Il tono è più ammiccante (“vissute”, “portate a lungo”), ma resta descrittivo e non entra nel dettaglio di pratiche sessuali o istruzioni esplicite.
Sicurezza, privacy e rischi (da leggere prima di iniziare)
Prima ancora di pensare ai guadagni, ha senso chiedersi quanto sei disposto/a a rischiare in termini di privacy, immagini e gestione di persone problematiche. Non è un aspetto secondario.
Proteggere identità e immagini
Checklist minima:
- Usa un’email dedicata e un alias che non contenga nome o cognome reali.
- Evita di mostrare il volto tuo e di altre persone nelle foto utilizzate per la vendita.
- Escludi dall’inquadratura luoghi facilmente riconoscibili (casa vista dall’esterno, vie identificabili, targhe).
- Copri o non mostrare tatuaggi molto particolari, cicatrici o segni distintivi.
- Attiva l’autenticazione a due fattori dove disponibile, per ridurre il rischio di furto di account.
Il Garante per la protezione dei dati personali ricorda da anni che foto e video messi online possono essere copiati, condivisi e difficili da rimuovere completamente: è lo stesso tipo di rischio che vale per le foto di scarpe/piedi se sei riconoscibile o se qualcuno ti collega al tuo alias.
Ricorda che qualsiasi immagine può essere salvata, modificata e riutilizzata altrove senza il tuo permesso. Ogni tanto puoi fare una ricerca inversa per immagini (Google Immagini e simili) per verificare se le tue foto compaiono su altri siti e, se necessario, usare strumenti di segnalazione e richiesta di rimozione.
Gestire messaggi sgradevoli
Messaggi invadenti, richieste fuori luogo o insistenti arriveranno quasi sicuramente. Per non farti travolgere, ti aiuta avere alcune risposte standard già pronte tipo:
“Non faccio incontri dal vivo.”
“Non invio foto nude o contenuti extra rispetto a quanto concordato.”
Alla prima violazione dei tuoi limiti, blocca e — dove possibile — segnala l’utente. Se sospetti che la persona sia minorenne o ricevi richieste illegali, interrompi subito la conversazione e usa gli strumenti di segnalazione della piattaforma.
Evita di trascinarti in discussioni infinite: non devi convincere nessuno di nulla. Il tuo obiettivo è proteggere il tuo tempo, la tua sanità mentale e il tuo profilo.
Pagamenti sicuri
La regola di base è privilegiare sistemi tracciabili e, quando possibile, integrati nella piattaforma (wallet interni, sistemi di protezione acquirente/venditore).
In alternativa, meglio pagamenti come bonifico o PayPal impostato correttamente, evitando ricariche anonime su carte prepagate, gift card improbabili o metodi che non lasciano traccia.
Non inviare in chat foto di documenti o dati completi delle carte. Se una piattaforma fetish gestisce in proprio incassi e riscossioni, informati prima su commissioni, tempi di accredito e condizioni di utilizzo, soprattutto se pensi di arrivare a importi più consistenti.
Fisco e burocrazia (in breve)
Riassumendo al massimo:
- vendere ogni tanto qualche paio di scarpe dal tuo armadio rientra normalmente nelle vendite occasionali tra privati, che di solito non richiedono partita IVA;
- se però inizi a vendere con costanza, promuoverti sui social, avere entrate regolari e offrirti come “negozio” di riferimento, l’attività può essere vista come abituale, con tutte le conseguenze in termini di partita IVA, IRPEF e contributi.
In parallelo, la direttiva DAC7 obbliga molte piattaforme (Vinted, eBay, Airbnb, ecc.) a trasmettere automaticamente all’Agenzia delle Entrate i dati dei venditori che superano soglie come 30 vendite o 2.000 € l’anno. Questo non introduce nuove tasse, ma rende più facile per il Fisco incrociare i dati e contestare situazioni che sembrano più un’attività d’impresa che un semplice svuota-armadio.
Quando sentire un commercialista
Ha senso prenotare un confronto con un esperto quando:
- superi indicativamente il migliaio/pochi migliaia di euro lordi l’anno da questa attività;
- vendi ogni mese o quasi, su più piattaforme, con un catalogo articolato;
- oltre alle scarpe inizi a proporre in modo sistematico altri prodotti fetish (indumenti, contenuti digitali);
- vuoi capire se un regime agevolato (per esempio forfettario) può essere adatto alla tua situazione complessiva.
Per approfondire, può essere utile:
- la sezione dell’Agenzia delle Entrate sulle vendite a distanza di beni e lo scambio automatico di informazioni (DAC7);
- le guide divulgative aggiornate su vendite online e qualificazione d’impresa pubblicate da studi fiscali e associazioni di categoria.
In ogni caso, il commercialista resta il riferimento principale per il tuo caso specifico.
Alternative e cross-selling: quando passare a calze, mutandine e foto dei piedi
Molte persone che iniziano vendendo scarpe usate, se si trovano a loro agio, finiscono per ampliare l’offerta: calze usate (più economiche e facili da spedire), mutandine usate, altri indumenti o foto dei piedi in contesti più regolamentati.
Se vuoi approfondire il tema calze: “vendere calze usate”.
Per il mondo delle mutandine usate, può essere utile una guida specifica con confronto piattaforme: “migliori siti per vendere mutandine usate”.
Se preferisci lavorare solo con contenuti digitali e piattaforme strutturate, ha senso una guida più legale su foto dei piedi: “vendere foto dei piedi in modo legale”.
Se scopri che la vendita di usato ti piace come idea generale, puoi valutare altri oggetti: “altri oggetti usati che si vendono bene” e, più in grande, una “vendere usato online dall’Italia”.
E se ti rendi conto che il mercato fetish ti mette troppa ansia, puoi sempre spostarti su idee meno esposte: “metodi per fare soldi online nel 2026”.
FAQ rapide + 3 step finali
È legale vendere scarpe usate ai feticisti in Italia?
In generale vendere scarpe usate tra privati è legale. Il problema non è la scarpa, ma come e dove la proponi. Su marketplace generalisti devi rispettare i TOS, che vietano articoli esplicitamente fetish o contenuti per adulti. Se l’attività diventa continuativa e organizzata, è prudente sentire un commercialista per capire l’inquadramento fiscale.
Quanto posso guadagnare vendendo scarpe usate per feticisti?
Dipende da tipo di scarpe, piattaforma e costanza. In contesti fetish alcune persone pagano sovrapprezzi per scarpe molto usate, ma nella maggior parte dei casi si parla di decine o poche centinaia di euro al mese, non di uno stipendio pieno. I guadagni non sono garantiti e richiedono tempo, pazienza e cura del profilo.
Posso usare Vinted per vendere scarpe usate ai feticisti?
Vinted consente la vendita di scarpe usate ma vieta articoli esplicitamente fetish e contenuti per adulti. Se ti rivolgi apertamente a feticisti nelle descrizioni rischi ban e perdita del saldo. Meglio usare Vinted in modo neutro e valutare piattaforme dedicate se vuoi un pubblico fetish, dopo aver letto i TOS aggiornati.
Come posso tutelare la mia privacy quando vendo scarpe usate?
Usa un alias, una mail dedicata e non mostrare il volto nelle foto. Evita dettagli che facciano capire dove vivi o lavori. Scegli piattaforme con messaggistica interna e sistemi di pagamento tracciabili. Se ricevi messaggi molesti, blocca e segnala. Ricorda che le foto possono essere salvate e riutilizzate altrove: il Garante Privacy suggerisce di pensarci bene prima di pubblicare immagini online perché rimuoverle del tutto può essere difficile.
È obbligatorio mostrare il viso nelle foto delle scarpe?
No. Se il tuo obiettivo è vendere scarpe, non hai nessun motivo per mostrare il viso. Moltissimi venditori usano inquadrature in cui si vedono solo gambe e scarpe. Questo riduce il rischio di riconoscimento, furto d’identità e associazione diretta tra il tuo nome reale e contenuti adulti.
Devo dichiarare le entrate della vendita di scarpe usate?
Se vendi sporadicamente qualche paio di scarpe, di solito rientri nelle vendite occasionali tra privati. Se però inizi a vendere spesso, su più piattaforme e con guadagni regolari, potresti ricadere in un’attività vera e propria. In quel caso è prudente parlare con CAF o commercialista per capire gli obblighi fiscali, tenendo conto anche delle comunicazioni DAC7 delle piattaforme.
Meglio usare marketplace normali o siti fetish dedicati?
I marketplace normali (Vinted, eBay, Subito) hanno più utenti e tutele, ma vietano annunci esplicitamente fetish. I siti fetish dedicati hanno pubblico più mirato, ma spesso meno numeroso e più delicato da gestire, con maggiori implicazioni per privacy e reputazione. Prima di iscriverti verifica paesi supportati, commissioni e modalità di payout.
Come capisco se questa attività fa per me?
Chiediti se ti senti a tuo agio sapendo che sconosciuti assoceranno le tue scarpe e il tuo odore a fantasie sessuali, anche senza sapere chi sei. Valuta il tuo lavoro attuale, il contesto familiare e quanto tieni alla privacy. Se la risposta è “mi mette troppa ansia”, è meglio lasciar perdere.
Che pagamenti usare per vendere scarpe usate?
Preferisci pagamenti tracciabili e sicuri: sistemi integrati nelle piattaforme, bonifico, PayPal impostato correttamente. Evita ricariche anonime su carte prepagate e non condividere dati bancari sensibili in chat. Se la piattaforma offre un wallet interno o un sistema escrow, di solito è l’opzione più prudente.
Ci sono alternative meno esposte rispetto al mercato fetish?
Sì. Puoi limitarti a vendere scarpe usate “normali” su Vinted, eBay o Subito, concentrarti su altri oggetti usati (borse, vestiti, caschi, ecc.) o usare metodi di guadagno online meno delicati. Nel sito possono esserci articoli dedicati a calze, mutandine usate, foto dei piedi e guide su guadagni online più tradizionali.
3 cose da fare oggi (se vuoi prendere una decisione)
Prepara foto e primo annuncio in modo neutro, sicuro e rispettoso dei TOS, senza aspettarti guadagni miracolosi: trattalo come un esperimento controllato, non come “la soluzione ai problemi economici”.
Chiediti con sincerità se questo mercato ti fa stare abbastanza tranquilla/o, anche considerando reputazione, lavoro e famiglia.
Se la risposta è “sì, ma con limiti chiari”, scegli una sola piattaforma di partenza e 2 paia di scarpe da testare.

Che stranezza! Non mi sarei mai aspettato che ci fosse un modo così particolare per vendere scarpe usate. 😅
😅😅😅😅
ciao ,non ho un sito web utilizzo solo facebook ed isrageam più raramente. Mi interesserebbe la vendita “Scarpe” per feticisti, posso recuperare scarpine e sandaletti molto graziosi. E’inportante per me, oggi,poter guadagnare qualcosa in quanto sono rimasta senza lavoro . se questa fosse una opportunità, seppur momentanea per me,debbo sfruttarla o almeno provarci . Non posseggo un xobto online ma solo uno bancario corrente grazie
Ciao! Ti capisco benissimo e hai fatto bene a scrivere. In un momento difficile come questo, provare a guadagnare anche con piccoli mercatini alternativi è assolutamente legittimo.
Per iniziare, ti consiglio di puntare solo su piattaforme gratuite o su canali social che già usi.
Facebook può essere un ottimo punto di partenza: ci sono gruppi privati e community dedicate al feticismo (cerca ad esempio “scarpe usate vendite” o “feet community”), dove spesso si può pubblicare gratuitamente.
Anche Instagram può funzionare, magari creando un profilo separato dedicato solo alla vendita. Se pubblichi foto curate e descrizioni dettagliate, puoi attirare i follower giusti. Lì puoi comunicare in DM e gestire i pagamenti direttamente (bonifico, PostePay, o PayPal con attenzione).
Piattaforme come AllThingsWorn sono tra le poche che offrono opzioni di iscrizione gratuita, mentre altre come FeetFinder o FunWithFeet chiedono un abbonamento mensile. Ti consiglio quindi di valutare bene prima di iscriverti, soprattutto se non vuoi spendere all’inizio.
Infine, anche Vinted e Subito.it possono essere testate, anche se non sono dedicate al feticismo: se descrivi le scarpe in modo neutro, potresti comunque trovare acquirenti.
Provarci senza spendere è assolutamente possibile. Inizia da dove sei, con ciò che hai. Ti auguro che questa possa diventare almeno un piccolo aiuto concreto.