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Essere pagati per scrivere racconti nel 2026: siti, concorsi e piani realistici (anche dall’Italia)

Copertina guida 2026 "Essere pagati per scrivere racconti" con laptop, manoscritti corretti e tazza di caffè su scrivania
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Domenico Sottile

Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.

Aggiornato il: 5 gennaio 2026

Essere pagati per scrivere racconti è possibile anche partendo dall’Italia. Ma è diverso dal “vivere di narrativa” fin da subito: servono tempo, costanza e aspettative realistiche.

Quello che trovi qui è materiale informativo, non una promessa di risultati: nessuno dei metodi descritti garantisce guadagni specifici o uno “stipendio da scrittore”. Ogni cifra va letta come ordine di grandezza, non come traguardo assicurato.

In questa guida vedrai cosa significa davvero “essere pagati per i racconti” se vivi in Italia, tre percorsi pratici per iniziare in 30–60 giorni, una tabella riassuntiva dei metodi con pro/contro e tempi, le principali opportunità italiane e internazionali (soprattutto in inglese), un’appendice con 19 siti esteri che pagano racconti e un box su fiscalità, pagamenti e truffe da evitare.

Se, leggendo, scopri che la narrativa non fa per te, puoi considerare altri modi per guadagnare online senza investire soldi.

Cosa significa davvero “essere pagati per i racconti” (in Italia)

“Essere pagati per i racconti” vuol dire, in pratica, monetizzare la tua narrativa in uno di pochi schemi ricorrenti.

Un caso tipico è la vendita di un racconto singolo a una rivista o a un sito: ti pagano una tantum per il diritto di pubblicarlo, a volte in esclusiva, altre volte no. Gli importi, quando ci sono, spaziano di solito da poche decine a qualche centinaio di euro/dollari.

In ambito anglofono, alcune riviste considerate “pro market” (per esempio Asimov’s, Analog, Clarkesworld, Beneath Ceaseless Skies, The Deadlands) dichiarano tariffe tra circa 6 e 14 centesimi di dollaro a parola per racconti di genere: per un testo di 3.000 parole questo si traduce in qualche centinaio di dollari lordi, da cui vanno tolte imposte e commissioni.

Un’altra possibilità sono i concorsi con premio in denaro: scrivi in base a un bando, invii il tuo testo e, se rientri tra i vincitori o i segnalati, ricevi un premio economico e spesso una pubblicazione in antologia. Il rovescio della medaglia è semplice: o vinci o non incassi nulla.

Poi ci sono le royalty da ebook o raccolte di racconti. Pubblicando su Amazon KDP o piattaforme simili, ricevi una percentuale sul prezzo di copertina per ogni copia venduta.
Su KDP, per gli ebook puoi scegliere fra un’opzione di royalty al 35% e una al 70% sul prezzo di listino al netto dell’IVA, se rispetti i requisiti di prezzo e territorio indicati nelle linee guida ufficiali.
Le entrate si spalmano nel tempo e possono essere anche pari a zero se il libro non gira.

Sul versante “lento ma potenzialmente cumulativo” rientrano anche micropagamenti e mance dai lettori: piattaforme a crediti tipo Penpee o sistemi di supporto come Patreon e Tipeee ti permettono di ricevere piccole somme legate alle letture, agli episodi o agli abbonamenti mensili, se costruisci una base di pubblico.

Patreon, ad esempio, chiarisce che per i creator UE applica e versa l’IVA dovuta sui contributi, ma non trattiene imposte sul reddito: i guadagni vanno dichiarati nel Paese di residenza come reddito tassabile.

Tipeee consente a chi vive in Italia di ricevere Tips tramite conto bancario e PayPal, ma richiede di inserire correttamente i dati di pagamento e applica proprie commissioni e tempi di accredito.

Infine, ci sono i lavori su commissione: ghostwriting di racconti, storytelling per brand, storie per giochi, racconti personalizzati. Qui sei più vicino al freelance che all’autore puro: il cliente ti paga per un testo su misura, spesso richiedendo tutti i diritti.

In quasi tutti questi scenari, tieni a mente tre cose: molti pagamenti internazionali arrivano in dollari con cambio EUR/USD variabile, gli importi indicati dalle piattaforme sono lordi (tasse e commissioni a parte) e l’inglese apre molti più mercati paganti rispetto all’italiano.

Quanto si può realisticamente guadagnare nel primo anno

Nel primo anno ha senso ragionare in termini di test, non di stipendio.

Può capitare che i primi mesi non portino nessuna entrata, soprattutto se ti concentri su riviste e concorsi. È normale ricevere molti rifiuti e vedere numeri simbolici su piattaforme a crediti o con mance.

Per darti un contesto realistico: diverse indagini su scrittori professionisti mostrano redditi mediani dalla scrittura spesso molto bassi. L’Authors Guild, per esempio, ha rilevato per gli autori pubblicati USA un reddito mediano da attività di scrittura di circa 6.080 $ annui nel 2017, mentre un’indagine commissionata da ALCS nel Regno Unito parla di un reddito mediano da scrittura intorno alle 7.000 £ l’anno, livelli vicini o inferiori al salario minimo.

Con costanza, e combinando almeno due o tre canali (per esempio concorsi, KDP e una piattaforma tipo Penpee), un obiettivo prudente è questo: puntare ad alcune accettazioni nel corso dell’anno (anche solo 1–3 racconti venduti o premiati) e, se le cose vanno ragionevolmente bene, arrivare a un range tipo 50–200 € al mese dopo molti tentativi. Non è garantito, non è automatico e soprattutto è al lordo di tasse, commissioni e cambio.

Il risultato concreto dipende da genere, qualità dei testi, lingua in cui scrivi, frequenza di invio e capacità di promuoverti. Se il tuo obiettivo è costruire entrate ricorrenti, per esempio intorno ai 10 € al giorno combinando racconti e altre attività, può aiutarti: arrivare a 10€ al giorno combinando racconti e altri metodi di guadagno.

Piano rapido: 3 percorsi per iniziare a guadagnare con i racconti in 30–60 giorni

Per non rimanere bloccato nella teoria, serve un percorso pratico da seguire nelle prossime settimane. L’idea è scegliere un canale principale su cui concentrarti all’inizio e, solo dopo, combinare gli altri.

Box — Piano rapido in 30–60 giorni
Pensa a tre strade:

  • il percorso classico, basato su riviste e concorsi, per chi vuole pubblicazioni selezionate;
  • il percorso digitale, con piattaforme e autopubblicazione, per chi ha più racconti e vuole costruire un catalogo;
  • il percorso basato sul pubblico proprio (newsletter, Patreon/Tipeee), per chi è disposto ad accettare una partenza lenta in cambio di lettori fedeli.

Scegline una come priorità e trattala come “progetto di prova” da 1–2 mesi.

Percorso 1 – Riviste e concorsi (classico)

Questo percorso è ideale se ti interessa costruire un curriculum editoriale e misurarti con selezioni “vere”.

Per prima cosa lavora su uno o due racconti solidi. Non devono essere capolavori assoluti, ma testi curati: revisionati più volte, letti ad alta voce, magari passati per le mani di un beta reader di cui ti fidi.

Definisci il genere e la lunghezza di ogni testo: per esempio “fantascienza 3.000 parole”, “narrativa mainstream 2.000 parole”, “horror 1.500 parole”. Questo ti permette di escludere a priori mercati che non c’entrano nulla con ciò che scrivi.

A quel punto metti insieme una lista di 5–10 riviste o concorsi mirati. Inserisci qualche concorso italiano con premi in denaro, un paio di riviste online che dichiarano un compenso e uno o due mercati esteri in inglese, se la lingua non ti spaventa. Per trovarli puoi usare Duotrope o The Submission Grinder, verificando sempre le condizioni sui siti ufficiali.

Non inviare una volta sola e poi sparire. Stabilisci una cadenza: per esempio, una tornata di invii al mese. Usa un foglio di calcolo in cui annoti titolo del racconto, dove lo hai mandato, la data, lo stato (in lettura, rifiutato, accettato) e il compenso previsto.

Quando arriva un rifiuto, non archiviare il racconto per sempre. Se non hai firmato esclusiva, rivedi il testo con calma, aggiusta quello che stona e invialo altrove. La stessa storia può trovare casa su mercati diversi.

Percorso 2 – Piattaforme digitali e autopubblicazione

Qui l’obiettivo è trasformare i tuoi racconti in un piccolo catalogo che, nel tempo, possa generare royalty.

Un punto di partenza realistico è una mini-raccolta di quattro-otto racconti legati da un genere o da un tema. Mettili nell’ordine che valorizza meglio lettura e varietà, poi crea un ebook da pubblicare su Amazon KDP a un prezzo accessibile.

Non fermarti al file: lavora sul “contenitore”. Scegli un titolo chiaro, crea o commissiona una copertina leggibile anche in miniatura, scrivi una descrizione che spieghi subito cosa troverà il lettore e spunta categorie e parole chiave adatte al tuo pubblico. Infine, promuovi la raccolta dove ha senso: profili social, newsletter, sito personale.

Le royalty iniziali sono quasi sempre basse. Il gioco, qui, è di lungo periodo: ampliare la libreria con altre raccolte, migliorare copertine e descrizioni, capire quali storie funzionano meglio.

Per i dettagli tecnici su KDP (formati, impostazioni, percentuali) puoi approfondire qui: guida completa a pubblicare e vendere libri e raccolte di racconti su Amazon KDP.

Percorso 3 – Monetizzare il proprio pubblico (newsletter, Patreon/Tipeee)

Questo percorso ha senso se ti piace l’idea di avere lettori che ti seguono nel tempo, anche a costo di guadagni iniziali quasi nulli.

In pratica consiste nel pubblicare racconti in modo regolare, spesso a puntate, e nel collegarli a sistemi di supporto diretto. Potresti, per esempio, aprire una newsletter o un blog dove esce un racconto al mese, oppure una serie a episodi settimanali. L’importante è che il format sia semplice da spiegare: “micro-storie di fantascienza in 5 minuti di lettura”, “un racconto di 1.000 parole ogni venerdì” e così via.

Su questa base puoi aggiungere strumenti come Patreon o Tipeee per chi vuole sostenerti ogni mese, più una tip jar o altre forme di donazione singola per chi preferisce contribuire di tanto in tanto.

Prima di impostare una strategia basata su abbonamenti, controlla sempre nelle FAQ ufficiali di Patreon e Tipeee le modalità di pagamento disponibili per chi risiede in Italia, le commissioni applicate sulle transazioni e le note fiscali per creator UE (per esempio sulla gestione dell’IVA e sulla classificazione del reddito).

Per ringraziare chi ti sostiene, puoi offrire contenuti extra: racconti in anteprima, versioni estese, commenti e dietro le quinte. La priorità, però, resta il rapporto con il pubblico: nelle fasi iniziali conta più la costanza che l’importo.

Tabella riassuntiva dei metodi per essere pagati per scrivere racconti

La tabella seguente serve solo a farti percepire ordini di grandezza e limiti principali. I valori sono indicativi, non garantiti, e sempre lordi.

MetodoDove si pubblicaLingua richiestaTempo per vedere risultati (indicativo)Potenziale di guadagno medio*Rischi/limiti
Riviste italiane a pagamentoItalia / onlineItalianoMesi0–150 € a raccontoPochi mercati, pagamenti non sempre regolari
Riviste internazionali (inglese)USA/UK/esteroInglese avanzatoMesi/anni0–300+ € a raccontoSelezione durissima, contratti da leggere con attenzione
Concorsi con premi in denaroItalia / esteroItaliano o ingleseScadenze annuali/semestrali0–500+ € per premioQuote di iscrizione, alta competizione
Raccolta su Amazon KDPStore online internazionaliItaliano o ingleseMesi0–100+ €/mese (se vendite costanti)Serve marketing, rischio vendite quasi nulle
Piattaforme tipo PenpeePiattaforma dedicataDi solito ingleseMesi0–30 €/mese (micropagamenti)Molte letture per cifre piccole, cambio USD/EUR
Newsletter + Patreon/TipeeeCanali propriItaliano o ingleseMesi/anni0–200+ €/mese (se abbonati attivi)Crescita lenta, richiede costanza e relazione col pubblico
Piattaforme freelance (Upwork/Fiverr)Marketplace globaleDi solito ingleseSettimane/mesi0–300+ € a progettoCompetizione alta, lavori su commissione, aspetti fiscali da chiarire

*Valori indicativi, non garantiti e soggetti a tasse, commissioni e variazioni di cambio.

Le fasce presenti in tabella prendono spunto da esempi pubblicamente dichiarati (tariffe per parola di riviste internazionali, opzioni di royalty KDP, fee e meccanismi di pagamento su marketplace come Upwork/Fiverr e piattaforme di membership). Prima di fare conti, controlla sempre i dati aggiornati nelle pagine ufficiali: condizioni, percentuali e commissioni possono cambiare da un anno all’altro.

Dove pubblicare racconti a pagamento se vivi in Italia

Per chi vive in Italia, il quadro è misto. Lo spazio in italiano è più limitato ma esiste, soprattutto sotto forma di concorsi e riviste con compensi; il mondo anglofono offre molti più mercati, ma richiede un buon livello di lingua o una traduzione professionale, insieme a un po’ di burocrazia in più su pagamenti e diritti.

Conviene ragionare per blocchi: prima le opportunità italiane o comunque in italiano, poi le piattaforme internazionali accessibili e, infine, i concorsi con premi in denaro.

Riviste e siti italiani che pagano racconti

In italiano puoi trovare concorsi letterari organizzati da editori, associazioni culturali o festival, riviste (cartacee o online) che prevedono premi in denaro o compensi per i racconti selezionati e progetti editoriali che sfociano in antologie retribuite.

Quando valuti una di queste opzioni, il documento più importante è il bando o la pagina di regolamento. Lì dovresti trovare importi dei premi, numero di vincitori, modalità di assegnazione, tempi e forme di pagamento (per esempio bonifico) e condizioni sui diritti d’autore, cioè cosa stai cedendo e per quanto tempo.

Vale la pena dare priorità alle realtà che indicano con chiarezza compensi o premi e spiegano in modo trasparente come gestiscono i diritti (esclusiva temporanea, pubblicazione solo in antologia, possibilità di riutilizzo ecc.).

DA VERIFICARE per ogni rivista/concorsi: bando ufficiale, importi, modalità di pagamento, diritti d’autore aggiornati.

Piattaforme internazionali accessibili agli autori italiani

Se puoi scrivere in inglese o hai la possibilità di farti tradurre, puoi allargare il raggio a piattaforme e mercati internazionali. È fondamentale, però, controllare sempre accessibilità dall’Italia e condizioni di pagamento.

Un esempio è Penpee, piattaforma dedicata a racconti brevi pubblicati a episodi. I lettori comprano crediti e le letture generano micropagamenti per gli autori. È adatta a chi vuole testare serie e storytelling “da binge-reading” in inglese, sapendo che servono molte visualizzazioni per superare la soglia delle cifre simboliche. Prima di investire tempo, verifica sul sito modalità di pagamento per residenti in Italia, soglie di payout e eventuali limiti di paese.

Un’altra risorsa utile sono i database come Duotrope e The Submission Grinder. Non ti pagano direttamente, ma ti aiutano a trovare riviste e mercati aperti alle submission. Puoi filtrare per genere, lunghezza, tipo di pagamento e selezionare solo mercati che dichiarano un compenso. Dopo il filtro, però, la verifica va fatta sempre sul sito ufficiale della rivista, controllando lingua richiesta, contratto e diritti.

Accanto a queste opzioni, ci sono le piattaforme freelance come Upwork o Fiverr. Qui non stai vendendo “racconti d’autore” nel senso tradizionale, ma testi su commissione: storie personalizzate, racconti per giochi, ghostwriting narrativo. Le piattaforme sono di solito accessibili anche agli utenti italiani, con pagamenti gestiti in dollari o euro. I punti delicati sono tre: tariffe spesso basse agli inizi, diritti che il cliente tende a chiedere in modo totale, e inquadramento fiscale se l’attività diventa continuativa.

Nota Italia-first: se inizi a ricevere compensi regolari da queste piattaforme, può diventare necessario un inquadramento fiscale stabile (per esempio partita IVA, gestione separata INPS, ecc.). La classificazione dei redditi (diritti d’autore, lavoro autonomo, redditi diversi) dipende dal caso concreto e va verificata con un professionista, partendo dalle indicazioni generali di Agenzia delle Entrate sui redditi da diritto d’autore e sugli altri redditi di lavoro autonomo.

Se, esplorando queste piattaforme, ti rendi conto che preferisci scrivere articoli, recensioni o contenuti non narrativi, può esserti utile: piattaforme che pagano articoli, recensioni e contenuti non narrativi.

Un’ultima categoria è quella delle piattaforme di narrativa seriale, come Wattpad e simili, che in alcuni casi offrono programmi a pagamento o funzioni di tip/mance. Ogni piattaforma, però, fa storia a sé: vanno verificati programmi attivi, requisiti per accedere alla monetizzazione, forme di pagamento e disponibilità per autori residenti in Italia.

Concorsi letterari con premi in denaro

I concorsi letterari restano una delle strade più concrete per testare le storie, ottenere visibilità e, quando previsto, incassare premi.

Per usarli in modo strategico, il bando è il tuo documento chiave: deve chiarire tema, lunghezza ammessa, data di scadenza, importo dei premi, diritti richiesti e presenza di eventuali quote di iscrizione. È prudente diffidare dei concorsi che chiedono quote elevate senza indicare in modo trasparente premi, giuria e modalità di selezione.

Invece di mandare testi a raffica a decine di concorsi, conviene selezionarne pochi, in linea con quello che scrivi, e lavorare bene sui racconti. I testi non premiati non sono da buttare: dopo una revisione possono essere riproposti a riviste, inseriti in raccolte autopubblicate o trasformati in episodi per newsletter e blog.

Opportunità extra: 19 siti internazionali che pagano racconti (in inglese)

Essere disposto a scrivere in inglese, o a investire in una buona traduzione, ti permette di guardare a mercati storici della narrativa breve. È importante, però, considerare questi canali come un’espansione extra del tuo piano, non come base principale, soprattutto se vivi in Italia e hai vincoli di tempo o budget.

In generale, queste realtà hanno alcuni tratti comuni: pubblicano in inglese, pagano in dollari (spesso dichiarando tariffe per parola o compensi fissi) e prevedono procedure standardizzate di invio. Per gli autori non residenti servono verifiche ulteriori: possibilità di partecipare dall’estero, modalità di pagamento accettate, eventuali commissioni bancarie.

Le informazioni qui sotto sono basate sulle linee guida pubbliche disponibili tra fine 2024 e fine 2025: prima di inviare, ricontrolla sempre i dettagli su lunghezza, tariffe e diritti nelle submission guidelines ufficiali.

Riviste di fantascienza/fantasy “pro-rate” (inglese)

  1. Asimov’s Science Fiction (USA) – Fantascienza; tariffe dichiarate intorno a 8–10 cent di dollaro a parola per narrativa originale; aperta ad autori internazionali. Note Italia: pagamento in USD, diritti di prima pubblicazione in inglese, da valutare per impatto fiscale in Italia.
  2. Analog Science Fiction and Fact (USA) – Fantascienza hard e scientifica; tariffe simili ad Asimov’s, con pagamento per parola e diritti di prima pubblicazione.
  3. Clarkesworld Magazine (USA) – Fantascienza e fantasy; tariffe pro spesso sopra gli 8 cent/word; politiche di invio e paesi ammessi da verificare (hanno avuto periodi di chiusura e limitazioni geografiche).
  4. Lightspeed Magazine (USA) – Speculative fiction; paga intorno a 8 cent/word per racconti originali, con diritti di prima pubblicazione e alcuni diritti non esclusivi per l’archivio online.
  5. Strange Horizons (internazionale) – Fantascienza, fantasy e slipstream; compensi professionali a parola; molto selettiva; accetta invii internazionali, con attenzione a diversità e inclusione.

Altre riviste di genere e horror

  1. Uncanny Magazine (USA) – SFF e weird; paga tariffe pro per parola; linee guida molto dettagliate su temi e contenuti non desiderati; aperta ad autori di qualsiasi paese.
  2. Apex Magazine – Fantascienza, fantasy, horror; paga tariffe pro (intorno a 6–8 cent/word) con diritti di prima pubblicazione e archiviazione digitale.
  3. Beneath Ceaseless Skies – Fantasy secondaria e “secondary world”; paga tariffe professionali per racconti ambientati in mondi secondari.
  4. The Deadlands – Horror e dark fantasy; paga circa 10 cent/word per narrativa originale, con particolare attenzione a storie legate a morte e aldilà.
  5. Diabolical Plots – Speculative flash; tariffe dichiarate di circa 10 cent/word per racconti brevi; finestre di invio limitate nel corso dell’anno.

Riviste letterarie generaliste

  1. One Story – Rivista che pubblica un solo racconto alla volta; paga compensi forfettari (es. 500 $ per racconto) e fornisce un editing approfondito.
  2. The Threepenny Review – Rivista letteraria; segnala compensi fissi per racconti (es. 400 $ a testo), oltre a copie della rivista.
  3. The Sun Magazine – Nonfiction e narrativa letteraria; paga compensi sostanziali per racconti e saggi (centinaia o migliaia di dollari per pezzo, secondo le linee guida pubbliche).
  4. Granta – Rivista letteraria di alto profilo; parla di “pagamenti a tariffe professionali” senza sempre specificare gli importi; rilevanza alta in termini di prestigio, selezione durissima.
  5. AGNI – Rivista letteraria; nelle linee guida indica pagamenti che combinano un forfait per pagina e un massimo complessivo (es. 10 $/pagina fino a un certo tetto).

Mercati orientati al flash e ai racconti brevi

  1. Flash Fiction Online – Pubblica narrativa breve (500–1.000 parole) e paga circa 8 cent/word per i racconti originali, secondo le info aggiornate al 2025.
  2. Daily Science Fiction – Flash di fantascienza; indica pagamenti pro per parola, in genere per racconti molto brevi.
  3. Story Unlikely – Magazine multi-genere; in alcune call dichiara compensi intorno a 8 cent/word per racconti selezionati.
  4. Aniko Magazine / Aniko Press – Rivista e imprint che pubblicano racconti e altre forme; in alcune iniziative recenti hanno previsto compensi fissi (ad es. 125 AUD) per opere selezionate, ma condizioni e importi variano a seconda dei bandi.

Nota operativa “Italia-first”: per tutti questi mercati, verifica sempre: lingua richiesta (inglese UK/US), formati di invio, diritti ceduti (primo uso, esclusiva, archiviazione online), possibilità per autori non residenti, modalità di pagamento (spesso tramite PayPal o bonifico) e impatto fiscale in Italia.

Riviste generaliste internazionali che pagano racconti

Riviste letterarie generaliste come Reader’s Digest, The Threepenny Review, The Iowa Review e testate simili accolgono spesso narrativa breve accanto a saggi e poesia.

Il livello di selezione è alto: ricevono molti testi, pubblicano poco e cercano una qualità coerente con la loro linea editoriale. La parte positiva è che, quando pagano, lo dicono esplicitamente sul sito, specificando tariffe e range.

Prima di inviare ha senso leggere alcuni numeri recenti, per farsi un’idea del tono, e passare con attenzione per le submission guidelines: lì trovi limiti di lunghezza, formato richiesto, periodi in cui le submission sono aperte e dettagli sui diritti. Anche tempi di risposta e modalità di pagamento vanno verificati.

Riviste di genere (fantascienza, fantasy, horror) che pagano racconti

Se scrivi fantascienza, fantasy o horror, le riviste di genere come Asimov’s, Analog, Clarkesworld, Strange Horizons, Giganotosaurus sono riferimenti naturali.

Il requisito non è solo “scrivere di draghi o astronavi”, ma farlo in un inglese fluido e con un livello narrativo competitivo. Molte di queste testate dichiarano tariffe per parola e precisano in modo rigoroso cosa vogliono, cosa non vogliono e come inviare.

Per aumentare le probabilità di essere letti con attenzione conviene studiare i racconti pubblicati, capire quale tipo di storie prediligono, adattare di conseguenza i testi più affini e rispettare con precisione maniacale formattazione e lunghezza richieste.

Per tutte queste riviste restano valide tre note: lingua di lavoro in inglese, pagamenti in dollari convertibili in euro con cambio variabile e necessità di verificare se e come accettano autori italiani, oltre a metodi di invio e pagamento.

Nota obbligatoria: DA VERIFICARE possibilità per autori italiani, modalità di invio, pagamento e eventuali fee o limiti di paese.

Concorsi e iniziative audio (BBC, radio, podcast)

Accanto a riviste e siti, esistono opportunità legate al mondo audio: bandi e iniziative di radio, podcast e format come quelli legati alla BBC possono prevedere invio di racconti o brevi sceneggiature.

Il vantaggio è doppio: premi in denaro e possibilità di ascoltare il proprio testo interpretato in radio o in un podcast con buona diffusione. Il rovescio è che i bandi possono avere vincoli geografici o linguistici stringenti e richiedere una cessione di diritti specifica per l’adattamento audio.

Prima di partecipare, verifica sempre se il concorso è aperto anche a residenti fuori da UK/USA, che lingua richiede, quali diritti chiede e come avverrà il pagamento. Se scopri che il formato audio ti interessa, puoi esplorare anche la strada del podcast narrativo: trasformare i tuoi racconti in podcast narrativi e monetizzarli.

Nota operativa: l’elenco di riviste e mercati internazionali va ricontrollato almeno una volta l’anno (o quando aggiorni l’articolo) verificando per ogni sito: lingua, compensi dichiarati, aperture/chiusure alle submission, modalità di invio, note per autori italiani.

Come aumentare le probabilità di essere accettato (portfolio, invii, rifiuti)

Non puoi controllare il gusto dei selezionatori, ma puoi rendere i tuoi racconti più presentabili e il tuo metodo di invio più efficiente. Tre leve principali: portfolio, gestione degli invii e revisione dopo i primi feedback.

Costruire un mini-portfolio di racconti

Per iniziare basta un portfolio essenziale: tre-cinque racconti completi, revisionati con calma, che rappresentino bene quello che ti piace scrivere. È utile avere almeno un testo per il tuo genere principale, una versione leggibile in PDF o su una pagina del tuo sito/blog e una breve bio centrata sulla scrittura.

Con qualche racconto pronto puoi adattare meglio ogni invio. Se una rivista cerca storie più brevi, scegli il testo giusto; se un concorso predilige un certo tono, selezioni il racconto più in linea. La stessa base ti servirà anche per costruire raccolte autopubblicate o serie per newsletter e Patreon.

Gestire invii e rifiuti senza impazzire

Senza un minimo di organizzazione è facilissimo dimenticarsi dove hai mandato cosa. Un semplice foglio di calcolo con colonne dedicate a titolo del racconto, mercati a cui è stato inviato, date, condizioni di pagamento e risposte ricevute è spesso sufficiente.

Molti mercati specificano se accettano o meno invii simultanei: è bene rispettare le loro linee guida, per non bruciarsi occasioni. Dal punto di vista mentale, conviene trattare il rifiuto come una parte strutturale del processo. Invece di aspettare l’idea perfetta per mesi, stabilisci un numero minimo di invii al mese e consideralo un allenamento.

Box — In pratica

  • scegli due o tre mercati in cui iniziare a inviare;
  • imposta un obiettivo mensile di invii (per esempio due al mese);
  • ogni volta che ricevi un rifiuto, programma il prossimo invio di quel racconto entro pochi giorni.

Migliorare le storie dopo i primi feedback

Ogni segnale di ritorno è materiale utile, anche se il racconto è stato rifiutato. Se una rivista ti ha tenuto in lettura a lungo, o ti ha mandato un rifiuto personalizzato, rileggi le linee guida e confronta il tuo testo con quelli pubblicati: potresti notare differenze di ritmo, densità di conflitti, profondità dei personaggi.

Identifica i punti deboli ricorrenti: inizi troppo lenti, finali affrettati, dialoghi poco naturali sono problemi frequenti. Fai una revisione mirata, concentrata su uno o due aspetti per volta. Per i testi che senti più promettenti, potresti valutare il parere di un editor o un laboratorio specifico sul tuo genere.

Fiscalità italiana, pagamenti e aspetti pratici (non è consulenza fiscale)

Questa parte è importante, ma non è consulenza fiscale: serve solo come promemoria di temi di cui parlare con un professionista. Ogni situazione concreta va valutata con un CAF o un commercialista abilitato, soprattutto se inizi a ricevere compensi non più simbolici o regolari.

Il primo punto è la tracciabilità dei pagamenti. Meglio usare bonifici, PayPal o altre piattaforme regolamentate e conservare ricevute, estratti conto e contratti. Sono documenti che tornano utili se, in seguito, devi chiarire natura del reddito o dimostrare le somme incassate.

Un altro nodo è la distinzione tra piccoli compensi sporadici e attività continuativa. Qualche premio o pagamento isolato in un anno non è la stessa cosa di entrate regolari ogni mese, e l’inquadramento fiscale può cambiare. Anche i guadagni provenienti dall’estero — riviste USA/UK, piattaforme internazionali — possono essere tassati in Italia e vanno dichiarati correttamente.

In Italia, i compensi derivanti dallo sfruttamento del diritto d’autore rientrano in genere tra i redditi di lavoro autonomo o “assimilati” e, se non collegati a un’attività professionale abituale, sono spesso inquadrati tra i redditi diversi, con regole specifiche per l’abbattimento forfettario della base imponibile. Le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate sui quadri RL e LM e gli approfondimenti ufficiali sul diritto d’autore sono un buon punto di partenza per orientarsi.

Quando le cifre crescono o diventano ricorrenti, è il momento di chiedere a un professionista se e quando ha senso aprire partita IVA, iscriversi alla gestione separata INPS o quale altra forma di inquadramento è più adatta al tuo caso. Nel frattempo, ha senso conservare in modo ordinato contratti, email di conferma, bandi e prove di pagamento.

Cosa fare lato fisco (in breve)

  • Tieni i pagamenti tracciati, con ricevute e contratti in ordine.
  • Appena superi qualche centinaio di euro l’anno o inizi a vedere entrate ricorrenti, programma un confronto con un CAF o un commercialista.
  • Chiarisci con lui/lei come inquadrare i redditi da diritti d’autore e quelli da lavoro autonomo continuativo (per esempio su Upwork/Fiverr).

Per informazioni ufficiali puoi partire da:

  • Agenzia delle Entrate – istruzioni su “altri redditi di lavoro autonomo” (quadro RL, redditi assimilati, diritti d’autore)
  • INPS – scheda “Iscrizione liberi professionisti” alla Gestione separata

Per importi ricorrenti o non più simbolici, un controllo con un professionista è sempre una scelta prudente.

Attenzione alle truffe e alle offerte poco serie

Dove si parla di “guadagnare scrivendo” compaiono sempre anche proposte discutibili. Un po’ di sano sospetto è una buona difesa.

Un primo campanello d’allarme è la richiesta di soldi per farsi leggere: concorsi che chiedono cifre alte solo per “valutare” il racconto, piattaforme che non spiegano cosa offrono in cambio della quota, siti che promettono guadagni garantiti solo inviando un PDF. Se il regolamento è vago o inesistente e non trovi una pagina chiara con condizioni d’uso e diritti, è un altro segnale poco rassicurante.

Anche l’assenza di contatti verificabili è un problema: solo un form anonimo, nessun indirizzo, nessun riferimento legale. Lo stesso vale per richieste di cedere tutti i diritti su una quantità di testi a fronte di compensi opachi.

Prima di inviare, prenditi il tempo per leggere le pagine Terms, FAQ e Payments del sito ufficiale, cercare recensioni ragionate (non solo commenti entusiasti di due righe), capire da quanto tempo esiste la piattaforma e chi la gestisce. Se non emergono informazioni solide, è spesso più sano lasciar perdere e concentrarsi su mercati più trasparenti.

FAQ: domande frequenti su come farsi pagare per i racconti

1. Come posso iniziare a essere pagato per scrivere racconti?

La partenza più semplice è questa: prendi uno o due racconti, curali sul serio e scegli un canale principale — riviste e concorsi, piattaforme tipo Penpee o autopubblicazione su KDP. Costruisci un mini-portfolio di tre-cinque testi e inizia a inviare con regolarità, tenendo traccia di tutto. I primi guadagni, se arrivano, di solito lo fanno dopo diversi tentativi.

2. Quanto si guadagna scrivendo racconti brevi?

Non esiste una cifra fissa. Le entrate dipendono da tipo di mercato, lingua, genere, qualità percepita dei testi e capacità di promuoverli. Alcune riviste pagano da poche decine a qualche centinaio di euro/dollari a racconto; altre offrono solo copie o visibilità. Le piattaforme a crediti tendono a generare guadagni lenti e bassi. I primi anni, più che sul reddito, ha senso concentrarsi su pratica, catalogo e risultati ripetibili.

3. Esistono siti che pagano racconti in italiano?

Esistono, ma sono meno rispetto a quelli in inglese. Si trovano soprattutto tra concorsi letterari, riviste culturali e iniziative editoriali con antologie retribuite. Ogni realtà ha un funzionamento proprio, quindi è essenziale leggere con attenzione bandi e condizioni, verificando premi, diritti ceduti, modalità di pagamento e tempi.

4. Devo scrivere per forza in inglese per guadagnare dai racconti?

No. Puoi iniziare in italiano con concorsi, riviste e autopubblicazione, costruendo esperienza e qualche credito editoriale. L’inglese, però, apre l’accesso a molti più mercati paganti, in particolare in fantascienza, fantasy e horror. Se non ti senti sicuro nella lingua, ha più senso valutare la traduzione professionale solo per quei testi che stanno già funzionando bene.

5. Meglio inviare racconti a riviste o autopubblicarli su Amazon KDP?

Sono due strategie complementari. Le riviste offrono un compenso una tantum e, se sono note, anche prestigio; la selezione è più dura e accettano pochi racconti. KDP richiede lavoro su copertina, descrizione e promozione, ma può generare royalty nel tempo. Puoi dedicare alcuni racconti alle riviste e, con altri, costruire raccolte da autopubblicare.

6. Come faccio a capire se un sito che paga racconti è affidabile?

Un sito serio spiega in modo chiaro come paga, quali diritti chiede, che tipo di contenuti cerca e come funziona il processo di selezione. Dovresti trovare una pagina con termini d’uso, una sezione dedicata ai pagamenti e contatti riconoscibili. Le recensioni online aiutano, ma vanno lette con occhio critico. Se mancano informazioni di base o compaiono promesse di guadagni garantiti, è meglio diffidare.

7. Devo aprire partita IVA per farmi pagare per i racconti?

Per piccoli compensi occasionali, la tua situazione potrebbe rientrare in inquadramenti diversi rispetto a chi svolge una vera attività continuativa di scrittura. Appena i guadagni crescono o diventano regolari, la cosa più sensata è parlare con un CAF o un commercialista e farti spiegare come inquadrare entrate, eventuali diritti d’autore e obblighi dichiarativi.

8. Ha senso partecipare a concorsi letterari non retribuiti?

Può avere senso per fare esperienza, sperimentare generi diversi o ottenere qualche feedback, soprattutto all’inizio. Se però il tuo obiettivo è guadagnare, nel medio periodo conviene concentrare le energie su concorsi con premi in denaro, pubblicazione chiara e diritti ben definiti. Ogni volta chiediti se la quota d’iscrizione e il tempo necessario sono giustificati.

9. Posso riutilizzare un racconto rifiutato da una rivista?

Quasi sempre sì, a meno che tu non abbia firmato un accordo che lo vieti. Molti rifiuti non sono un giudizio assoluto sul testo, ma il risultato di scelte editoriali. Dopo un rifiuto, rileggi il racconto, confrontalo con ciò che la rivista pubblica, apporta eventuali miglioramenti e proponilo altrove o inseriscilo in una raccolta autopubblicata.

10. Ha senso usare piattaforme freelance (tipo Upwork o Fiverr) per racconti?

Può avere senso se sei disposto a scrivere su commissione: racconti per clienti, storie per giochi, ghostwriting narrativo. In questi casi, però, scrivi per gli obiettivi del cliente e spesso cedi i diritti sul testo. Prima di buttarti, è utile capire come funzionano i contratti, come ti pagano se vivi in Italia e che peso hanno queste entrate sulla tua situazione fiscale.

Conclusione: 3 cose da fare oggi per iniziare

Per uscire dalla modalità “un giorno pubblicherò” e passare a qualcosa di concreto, puoi concentrarti su tre azioni semplici.

Per prima cosa, scegli il tuo percorso principale tra riviste e concorsi, autopubblicazione digitale o costruzione di un pubblico tramite newsletter e Patreon. Non serve farli tutti insieme: all’inizio è meglio testarli uno alla volta.

Poi prendi un racconto che ti rappresenta e portalo al miglior livello possibile per il canale scelto: sistemane la lunghezza, rileggi con occhio critico l’incipit e il finale, controlla grammatica e coerenza con le linee guida.

Infine, decidi una data per il primo invio o la prima pubblicazione entro sette giorni. Segnala sul calendario, prepara file, sinossi ed eventuale bio e manda. Nel frattempo, invece di aspettare soltanto la risposta, inizia già a lavorare sul racconto successivo.

Se vuoi allargare lo sguardo oltre i racconti, puoi usare questo articolo come base e poi passare a una panoramica più ampia sulla scrittura: panoramica completa su come monetizzare la scrittura, non solo racconti.

10 commenti su “Essere pagati per scrivere racconti nel 2026: siti, concorsi e piani realistici (anche dall’Italia)”

    1. Ciao! Grazie mille per il tuo commento positivo e gentile! Sono contento che tu abbia trovato l’articolo utile e spero che ti sia stato d’ispirazione. Se hai altre domande o bisogno di ulteriori informazioni, sono qui per aiutarti! Buona scrittura!

  1. Sono sempre alla ricerca di nuove opportunità per condividere le mie storie e, al tempo stesso, guadagnare qualcosa. Ho già provato alcuni dei siti menzionati e devo dire che sono rimasto sorpreso dalla varietà di opzioni disponibili. Ogni scrittore dovrebbe dare un’occhiata a questa lista e trovare la piattaforma che meglio si adatta alle proprie esigenze e stile di scrittura. In bocca al lupo

    1. Ciao Patrizia, grazie mille per il tuo commento! Purtroppo su queste piattaforme/siti, che sono in inglese, è possibile inviare racconti solo tradotti. L’importante è condividere storie interessanti e coinvolgenti! 😊 Grazie ancora per il tuo interesse e partecipazione!

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