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Guadagnare cucinando per gli altri in Italia (2026): 5 strade reali + come mettersi in regola

14 Febbraio 202618 min di lettura
Guadagnare cucinando per gli altri in Italia (2026): 5 strade reali + come mettersi in regola
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Domenico Sottile

Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.

Aggiornato il:14 febbraio 2026

Questo articolo ha solo scopo informativo. Non è una consulenza finanziaria, legale o fiscale e non sostituisce il parere di un commercialista, consulente del lavoro, avvocato o altro professionista abilitato. Regole, soglie e adempimenti possono cambiare rapidamente tra Comuni, Regioni e a livello nazionale: verifica sempre la documentazione aggiornata e confrontati con un professionista prima di prendere decisioni importanti.

La guida è pensata per chi vuole guadagnare cucinando in Italia in modo pulito: piccole entrate, niente promesse di arricchimento veloce, massima attenzione a burocrazia minima, igiene e inquadramento fiscale. Si basa su normativa UE e italiana sull’igiene alimentare, indicazioni di ASL e SUAP comunali, portali istituzionali comeImpresa in un giorno,Ministero della SaluteeAgenzia delle Entrate, oltre a casi reali di micro-attività nel food.

Se sai cucinare bene e vuoi trasformare questa competenza in entrate sensate, oggi hai diverse strade: chef a domicilio, meal prep, catering, lezioni, contenuti online.
Il punto chiave è semplice: cibo + soldi in Italia = regole. La differenza tra “arrotondo tranquillo” e “mi metto nei guai” nasce spesso dalla burocrazia minima: SUAP/ASL, igiene, allergeni, pagamenti e inquadramento fiscale.

Questa guida è “Italia-first”: ti mostra 5 percorsi concreti con pro/contro e tempi realistici, una checklist per non sbagliare la parte “in regola” e una strategia base per trovare i primi clienti nella tua zona.

Piano rapido: 3 percorsi per iniziare senza complicarti la vita

Se vuoi partire senza incastrarti in troppa teoria, puoi ragionare così.

  1. Subito, nella tua zona: chef a domicilio
    Offerta semplice, zona piccola, menù limitato e foto decenti. Usi la cucina del cliente, incassi con metodi tracciabili, prepari mini-preventivi chiari e fai una decina di contatti mirati con B&B, enoteche e gruppi locali per ottenere i primi 5 clienti. È di solito il modo più rapido per capire se qualcuno è disposto a pagarti.
  2. Da casa con prodotti: microimpresa domestica alimentare / IAD
    “Da casa” non significa “come viene”: servono requisiti per ambiente, igiene, etichettatura, allergeni e tracciabilità. Molte Regioni parlano di Impresa Alimentare Domestica (IAD), ma le regole sono locali e vanno chiarite con SUAP/ASLprimadi vendere una sola vaschetta. Niente scorciatoie: è comunque attività di produzione e vendita di alimenti.
  3. Scalabile: contenuti online + prodotti digitali + affiliazioni
    All’inizio è più lento, ma ti permette di crescere senza lavorare solo “a ore di cucina”. Combini blog, social, YouTube, ebook, ricettari e affiliazioni su strumenti che usi davvero. Se ti interessa questa parte, c’è la guida dedicata aguadagnare con un blog di cucina.

Tabella comparativa: 5 strade per guadagnare cucinando (in 10 secondi)

Prima di entrare nei dettagli, ecco un colpo d’occhio sulle principali strade.

StradaDove cuciniPermessi & burocraziaCosti inizialiTempo per i primi €Rischi principaliIdeale se…
Chef a domicilioA casa del clienteVerifiche con SUAP/Comune, igiene, inquadramento fiscaleBassi (attrezzi base + trasporti)Rapido (se trovi clienti locali)Prezzi a caso, gestione tempi, responsabilità igienicaVuoi iniziare “pulito” e locale
Meal prepLaboratorio/locale idoneo o cucina domestica (da verificare con SUAP/ASL)Notifica/registrazione sanitaria, HACCP, etichette/allergeniMedi (contenitori, etichette, frigo, trasporto)MedioCatena del freddo, reclami, scadenzeTi piace organizzare, porzionare, standardizzare
CateringLocale/centro cottura + eventiDi solito più adempimenti, rapporti continuativi con ASLMedi/AltiMedioLogistica, temperature, preventivi sbagliatiVuoi lavorare su eventi, aziende, weekend
Lezioni di cucinaCasa/locale/onlineDipende da luogo, formule e presenza di somministrazioneBassi/mediMedioOfferta poco chiara, esperienza poco “vendibile”Sai spiegare, intrattenere, gestire gruppi
Content creatorOvunqueP.IVA, contratti sponsor, gestione fiscale da definire col commercialistaBassi (setup base)LentoEntrate instabili, dipendenza dalle piattaformeVuoi scalare senza aumentare le ore ai fornelli

Nessuna di queste strade garantisce un certo guadagno: dipende dalla zona, dai prezzi, da quanto sei credibile e da come gestisci la parte “in regola”.

Prima regola: cucina e soldi

Se vuoi guadagnare cucinando in Italia senza problemi, devi trattare da subito soldi e cibo come una vera attività, anche se parti con poche richieste.

Per i pagamenti è prudente usare fin da subito metodi tracciabili (bonifico, carte, POS, piattaforme di pagamento). Ti aiutano a tenere sotto controllo le entrate, a rispondere meglio in caso di verifica fiscale e a ridurre discussioni con i clienti.

Appena capisci che non è più “una volta ogni tanto”, affronta il tema ricevute/fatture con un CAF o un commercialista. Dimentica le “soglie magiche” lette online: contano la frequenza, l’organizzazione e come presenti l’attività, non solo l’importo.

Sul fronte igienico-sanitario smetti di ragionare come “cucina di casa” e inizia a ragionare come operatore del settore alimentare, in forma proporzionata a quello che fai. Non devi trasformarti in un ristorante, ma non puoi ignorare regole su pulizia, contaminazioni, allergeni e temperature. In Europa il riferimento generale è la normativa sull’igiene degli alimenti (ad esempio il Regolamento (CE) n. 852/2004) e le linee guida pubblicate dal Ministero della Salute.

Mini glossario per non perderti

SUAP (Sportello Unico Attività Produttive)

È lo sportello del Comune che gestisce molte pratiche legate alle attività sul territorio: SCIA, avvii e comunicazioni. Spesso è il primo punto da contattare quando vuoi formalizzare un’attività collegata al cibo. In molti Comuni si accede tramite il portale nazionale o regionale dedicato alle imprese, come Impresa in un giorno.

ASL (servizio competente)

È l’interlocutore sanitario nella tua zona. Si occupa di requisiti igienico-sanitari, eventuali registrazioni e controlli. In molti casi la documentazione passa dal SUAP, ma i contenuti tecnici arrivano da indicazioni ASL o strutture equivalenti (ATS, ULSS, ecc. a seconda della Regione).

HACCP

È il sistema di autocontrollo igienico. Tradotto: formazione specifica + procedure per tenere sotto controllo rischi e punti critici (contaminazioni, temperature, pulizia, stoccaggio).
In pratica significa avere almeno: formazione riconosciuta a livello regionale, qualche procedura scritta e l’abitudine a rispettarla davvero.

Notifica/registrazione sanitaria

È una comunicazione legata alle imprese alimentari, spesso da presentare tramite SUAP, con modulistica che cambia per Regione/ASL e per tipo di attività. È uno dei passaggi chiave quando non cucini solo a casa del cliente, ma produci alimenti per la vendita o la consegna.

Checklist “In regola in Italia” prima di vendere

Questa è la base da usare prima di incassare i primi euro. Non sostituisce il parere di un professionista, ma ti evita gli errori più grossi.

1) Definisci in modo chiaro cosa stai facendo

Se cucinia casa del cliente, vendi un servizio di chef a domicilio: preparazione, servizio e pulizia si svolgono nell’abitazione del cliente. Qui l’attenzione è sul tuo comportamento professionale, sulla formazione igienica e sul modo in cui gestisci menù e ingredienti.

Se inveceprepari tu e poi vendi o consegni il cibo, rientri nella logica di produzione/vendita di alimenti. In questo caso si alzano le richieste lato igiene, tracciabilità, etichette e notifiche sanitarie.

Se stai pensando ahome restaurant o social eating, entri in un terzo scenario: cene a pagamento in casa con ospiti paganti. È un terreno delicato, con normative e prassi locali: va sempre discusso con SUAP/ASL del tuo territorio, senza basarsi sui racconti di altri.

2) Inquadra l’igiene nel contesto UE

L’igiene alimentare, in Europa e in Italia, si appoggia a un quadro comune di regolamenti che parlano di rischi, strutture adeguate e controlli.

In pratica, anche se sei “piccolo”, devi poter dimostrare che hai pensato a: pulizia, contaminazioni, temperature, tracciabilità degli ingredienti e gestione delle scadenze. Le procedure possono essere essenziali, ma non possono essere inesistenti.

3) Capisci che cosa vuole il SUAP del tuo Comune

Molte attività che riguardano la somministrazione o la vendita di alimenti richiedono comunicazioni via SUAP (SCIA, comunicazioni, altre forme di avvio). Cambiano i moduli, i tempi e perfino le etichette della pratica.

Prima di spendere soldi in attrezzatura o packaging, chiarisci con il SUAP se per la tua idea – chef a domicilio, laboratorio di meal prep, attività con consegna, home restaurant – serve una comunicazione specifica, quali allegati richiedono e se ci sono indicazioni ad hoc per attività meno “classiche”.

4) Valuta quando ti serve HACCP

Non appena inizi a manipolare alimenti per venderli o somministrarli in modo organizzato, la formazione HACCP smette di essere teoria e diventa necessaria. È uno dei modi con cui dimostri che conosci i rischi e le corrette procedure di lavoro.

La parte operativa ha due strati:

  • laformazionevera e propria (corso, attestato valido nella tua Regione);
  • un minimo didocumentazione internache descriva come gestisci i punti critici (conservazione, pulizia, temperature, allergeni).

Il punto chiave è verificare con SUAP/ASL quali percorsi formativi sono accettati, ogni quanto vanno aggiornati e come devi conservare attestati e documenti.

5) Non sottovalutare etichette, allergeni e trasporto

Se vendi o consegni cibo, non basta che sia buono: deve essere chiaro cosa contiene, come va conservato e fino a quando è sicuro. Per molti prodotti il riferimento è la normativa europea sull’informazione ai consumatori (allergeni, ingredienti, date di scadenza).

L’ideale è predisporre da subito una piccola scheda o etichetta con: ingredienti, allergeni, data di produzione, modalità di conservazione e consumo. I contenitori devono essere idonei al contatto con alimenti; il trasporto va organizzato in modo da non interrompere la catena del freddo quando serve.

Infine, tieni una traccia di base di fornitori, lotti usati e ordini: è utile in caso di controlli o problemi, e ti fa lavorare in modo più professionale.

Home restaurant: approccio prudente

L’home restaurant è un campo in cui pesano molto le regole locali e le interpretazioni di ASL/Comuni.

Per non sbagliarti, conviene descrivere con precisione a SUAP/ASL cosa vuoi fare (frequenza degli eventi, numero di ospiti, tipo di menù, prezzo richiesto) e chiedere indicazioniscrittesu requisiti igienici, comunicazioni e limiti.

Evita di basarti su frasi tipo “tanto lo fanno tutti”: non è un argomento che funziona in caso di controllo. È meglio rimandare un progetto di home restaurant che farlo partire nel modo sbagliato.

1) Chef a domicilio: la via più semplice per iniziare locale

Lo chef a domicilio è spesso la strada più diretta per guadagnare cucinando, perché sfrutti la cucina del cliente e puoi iniziare con organizzazione minima ma mentalità professionale.

Cosa fai, cosa includi e come ti pagano

In sostanza vendi un servizio di cucina a casa del cliente. Ti occupi di: proporre uno o due menù chiari, definire se fai tu la spesa (con ricarico e scontrino da mostrare) oppure se la gestisce il cliente, spiegare come si svolge la preparazione e la durata del servizio, oltre a stabilire fin dove arriva la pulizia finale che offri.

Per evitare discussioni è meglio mandare sempre un piccolo preventivo scritto che riepiloghi: menù, durata, cosa è incluso, cosa è escluso, prezzo, eventuale caparra, modalità e tempi di pagamento. L’obiettivo è che, già prima della cena, nessuno abbia dubbi su cosa sta comprando.

Cosa ti serve per non avere problemi

Sul fronte igiene e sicurezza, comportati fin da subito come se fossi in una cucina professionale, anche se lavori in quella del cliente. Le regole base dell’HACCP, spesso con formazione obbligatoria quando manipoli alimenti, sono un buon punto di partenza; i requisiti precisi vanno chiesti alla tua Regione/ASL.

Appena l’attività diventa continuativa e organizzata, il tema fiscale va affrontato: si entra nel campo della partita IVA, dei regimi fiscali (per esempio il regime forfettario) e degli obblighi relativi a fatturazione, dichiarazioni e contributi. Per questa parte è essenziale rifarsi alle indicazioni dell’Agenzia delle Entrate e poi ragionare con un commercialista sul tuo caso specifico.

Alcuni Comuni pubblicano linee guida specifiche per lo chef a domicilio e per la somministrazione presso abitazioni private. Prima di investire in comunicazione, verifica con il SUAP se esistono indicazioni già scritte.

Come trovare i primi 5 clienti nella tua zona

La prima soglia sensata è arrivare a cinque clienti paganti e cinque recensioni vere.

Puoi creare una scheda su Google Business Profile con foto curate, descrizione “chef a domicilio + nome città” e zona servita. Puoi usare Instagram in modo locale, sfruttando i tag di quartiere e collaborando con realtà vicine. I gruppi di zona su Facebook o altre chat funzionano se entri con un annuncio chiaro, non con spam generico.

Una leva spesso sottovalutata è la partnership con B&B, enoteche, wedding planner e piccoli locali: loro hanno clienti, tu porti un servizio aggiuntivo.

Se cerchi spunti extra su cosa fare nel weekend per arrotondare, puoi leggere anche la guida suilavori extra nel weekend.

Come costruire prezzi che reggono nel tempo

Non esiste una tariffa giusta valida per tutta Italia. Quello che puoi impostare è un metodo:

  • parti dal costo reale degli ingredienti;
  • somma le ore totali (spesa, preparazione, servizio, pulizia, spostamenti);
  • scegli un compenso orario coerente con le tue competenze;
  • aggiungi extra per trasporto, eventuali aiuti e imprevisti.

Alla fine ottieni un totale composto da ingredienti, compenso e margine aggiuntivo. Se ti sembra troppo alto, non è detto che tu debba tagliare la paga oraria: a volte è più sensato semplificare il menù o restringere la zona di lavoro, così proteggi il tuo tempo e la qualità del servizio. Nessuno ti garantisce un certo incasso mensile, ma questo metodo ti evita di lavorare in perdita.

2) Meal prep e preparazione pasti in abbonamento

Il meal prep ti fa guadagnare cucinando con logica da “laboratorio”: ricette studiate per essere preparate in serie, porzioni ripetibili, logistica delle consegne precisa. È un modello più “industriale” rispetto allo chef a domicilio.

Scegliere una nicchia che abbia senso

Più la tua proposta è generica, più sarai intercambiabile. Ha molto più senso presentarsi come soluzione a un problema specifico:

  • pranzi da ufficio per chi non vuole mangiare panini ogni giorno;
  • menù orientati al fitness con porzioni e macro indicativi (senza improvvisare diete cliniche);
  • opzioni veg o high-protein per chi non ha voglia di cucinare ogni sera;
  • vassoi e vaschette per famiglie, piatti “salva-serata” che reggono bene frigo o freezer.

Scegli una nicchia in cui hai esperienza reale (es. cucina vegana che conosci davvero) e non vendere competenze che non hai, soprattutto se tocchi temi sensibili come diete o allergie.

Organizzare produzione, contenitori e consegna

Prima di pensare al prezzo della vaschetta, serve un minimo di sistema: contenitori idonei, porzioni standard, etichette con ingredienti, allergeni, date e modalità di conservazione. Devi anche definire un calendario: quando cucini, quando consegni, quali zone copri e quali no.

Più allarghi la mappa, più diventa difficile mantenere tempi e temperature corrette. La parte formale – registrazioni, notifiche, requisiti del locale – è da chiarire con SUAP/ASL, perché stai a tutti gli effetti commercializzando alimenti.

Catena del freddo: il punto critico

Se lavori con piatti pronti o prodotti sensibili, la catena del freddo è una responsabilità reale: devi fissare tempi massimi tra produzione e consegna, usare borse termiche o altri sistemi adeguati e spiegare ai clienti come conservare e consumare i piatti.

Anche qui, nessuno ti garantisce un certo numero di abbonamenti: è un lavoro che si costruisce testando zona, menù e prezzi, senza forzare i numeri.

3) Catering: più incasso per evento, più complessità operativa

Il catering ti permette di concentrare molto fatturato in un singolo evento, ma richiede più struttura. Oltre alla cucina, entrano in gioco logistica, trasporto, gestione del personale, relazione con fornitori e location.

Permessi, locali e rapporti con ASL

Rispetto allo chef a domicilio, il catering si muove in un contesto in cui gli adempimenti sono di solito più consistenti. Potresti aver bisogno di un centro cottura con requisiti strutturali precisi e di notifiche specifiche per il trasporto e la somministrazione esterna.

Il modo più prudente per non sbagliare è descrivere in dettaglio a SUAP/ASL che tipo di eventi vuoi seguire, con che frequenza e con quale organizzazione. In base alle risposte capirai se il locale che stai pensando è sufficiente, quali adempimenti servono e quali limiti hai.

Preventivi, caparre e condizioni scritte

Sul piano economico, il rischio principale non è solo l’incasso: sono gli errori nei preventivi. Conviene costruire menù a pacchetto e separare chiaramente il costo del cibo, il servizio, il trasporto e l’eventuale noleggio attrezzature.

Caparra e saldo devono avere date precise e condizioni chiare: cosa succede in caso di disdetta, variazione del numero di invitati, richieste particolari dell’ultimo minuto. Tutto va scritto, anche in un documento semplice: data, luogo, orari, numero di persone, esigenze particolari e penali base.

4) Lezioni di cucina in presenza e online

Le lezioni di cucina permettono di guadagnare cucinando in modo diverso: vendi un’esperienza fatta di spiegazioni, pratica e condivisione, più che il piatto in sé.

Scegliere il formato giusto per il tuo stile

Puoi muoverti su lezioni individuali molto personalizzate, che hanno un costo più alto ma richiedono più preparazione specifica, oppure concentrarti su piccoli gruppi per occasioni particolari (compleanni, addii al nubilato, serate a tema).

Se hai contatti in azienda, il filoneteam buildingè interessante: gruppi di colleghi che cucinano insieme con un obiettivo di collaborazione. Se hai un pubblico online o un tema ben definito (pasta fresca, panificazione, cucina regionale), puoi valutare anche lezioni o mini-corsi online.

La parte autorizzativa dipende da dove si svolgono le lezioni, se è coinvolta somministrazione di alimenti e da come è classificato il locale: anche qui è prudente un passaggio con SUAP/ASL.

Dove trovare persone disposte a pagare

Le lezioni in presenza possono essere vendute in collaborazione con associazioni, circoli, enoteche, B&B, scuole private o scuole di lingua che cercano attività esperienziali. Funzionano anche gli eventi locali: festival, rassegne, fiere dove puoi proporre workshop brevi.

Per gli eventi aperti al pubblico può avere senso usare piattaforme comeEventbriteoMeetup, verificando prima condizioni e compatibilità con il tuo modello. Anche in questo caso, se usi cucine o locali non nati per fare scuola di cucina, è bene confrontarsi con SUAP/ASL per capire se servono accorgimenti o comunicazioni specifiche.

5) Contenuti online (blog, social, YouTube) e prodotti digitali

La strada digitale richiede tempo e costanza, ma può generare entrate scollegate dal numero di ore che passi fisicamente ai fornelli.

Come si guadagna davvero online con la cucina

Il modello tipico combina più canali:

  • traffico sul blog o sul canale video per la pubblicità;
  • collaborazioni sponsorizzate con brand selezionati;
  • affiliazioni su strumenti che usi e consigli davvero;
  • prodotti digitali (ebook, ricettari, mini-corsi).

Per funzionare servono contenuti utili, una nicchia riconoscibile e numeri condivisibili con le aziende. Promesse tipo “guadagna cifre assurde in pochi mesi” non sono realistiche: l’approccio sensato è costruire un archivio di contenuti che nel tempo porta lettori e iscritti.

Per sviluppare la parte blog, la guida naturale è quella sucome guadagnare con un blog di cucina.
Se vuoi una visione più ampia sul lavoro da remoto, puoi approfondire conidee per fare soldi da casaelavorare da casa.

Per quanto riguarda partita IVA, contratti e tassazione delle entrate online, il riferimento restano le fonti ufficiali e un confronto con un consulente: le casistiche (collaborazioni, diritti d’autore, prestazioni professionali) vanno valutate caso per caso.

Se ti interessa il lato “professione online” più in generale, c’è anche la guida sucontent creator.

Errori tipici che ti fanno mollare dopo due mesi

Molti progetti di cucina “per arrotondare” saltano per pochi errori ripetuti. I più frequenti sono:

  • prezzi messi a caso, senza calcolare ore e costi reali;
  • offerte confuse, con troppi menù e nessuna nicchia chiara;
  • assenza totale di foto e portfolio (la gente compra con gli occhi);
  • leggerezza su igiene, conservazione ed etichettatura considerati solo “burocrazia”;
  • gestione alla buona dei pagamenti, tra caparre non definite e incassi non tracciati.

Mettere ordine su questi punti non rende il lavoro perfetto, ma ti sposta subito nella fascia di chi dura più di poche settimane. Non elimina il rischio di periodi vuoti, ma riduce la probabilità di problemi seri.

Mini-kit strumenti essenziali

Prima di comprare l’ennesimo aggeggio da cucina, ha più senso costruire un kit minimale che ti aiuta a lavorare in modo più sicuro e organizzato.

Attrezzatura pratica

Bastano pochi pezzi scelti bene: un set di coltelli decente con taglieri facili da igienizzare, un termometro alimentare per controllare cotture e temperature di sicurezza, contenitori impilabili adatti al contatto con alimenti e trasporto, almeno una borsa termica o un sistema equivalente se prevedi consegne. Completa con guanti e prodotti per una routine di pulizia ripetibile.

Strumenti digitali per burocrazia e prenotazioni

Per la parte amministrativa può servirti un software di fatturazione compatibile con la normativa italiana. Come punto di partenza puoi guardare soluzioni come:

Non sono gli unici strumenti disponibili e non sono consigli personalizzati: servono solo come esempi di cosa cercare (fatturazione elettronica, anagrafica clienti, gestione ricevute). Verifica sempre funzionalità, costi e compatibilità con il tuo regime fiscale.

Le prenotazioni possono essere gestite con strumenti semplici ma efficaci, per evitare scambi infiniti di messaggi, ad esempio:

Per contratti e preventivi è sufficiente un modello chiaro che il cliente possa confermare anche con firma digitale. Per un quadro più ampio sulla cassetta degli attrezzi di chi ha partita IVA, puoi leggere la guida suglistrumenti per partita IVA.

Conclusione: cosa fare oggi in tre mosse

Per non restare bloccato in teoria e iniziare davvero a guadagnare cucinando in Italia, conviene semplificare il percorso.

  1. Scegli una sola strada principale
    Chef a domicilio, meal prep, lezioni o contenuti online. Le altre possono arrivare dopo: partire con tutto insieme ti fa solo sprecare energia e soldi.
  2. Costruisci un’offerta minima chiara
    Un menù, un prezzo e una zona o un tipo di cliente ben definiti. Non deve essere perfetta: deve solo essere abbastanza chiara da permetterti di fare i primi lavori e aggiustare il tiro.
  3. Metti in fila burocrazia e primi contatti
    Avvia le verifiche con SUAP/ASL e parla con un professionista per l’inquadramento fiscale. In parallelo contatta una decina di possibili partner locali tra B&B, enoteche, wedding planner, gruppi di quartiere o aziende. L’obiettivo pratico rimane lo stesso: arrivare ai primi cinque clienti veri con pagamenti tracciabili e condizioni scritte.

Se vuoi approfondire la parte dedicata alla vendita di prodotti alimentari preparati in casa, puoi leggere la guida specifica sucome vendere cibo fatto in casae, per la parte online, la guida sucome guadagnare con un blog di cucina.

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