Domenico Sottile
Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.
Aggiornato il: 15 gennaio 2026
Disclaimer veloce
Le informazioni qui sotto sono generali e non sono consulenza finanziaria, fiscale o legale. Prima di investire o vendere NFT confrontati con un commercialista o un professionista di fiducia, soprattutto se operi stabilmente dall’Italia.
Le autorità europee di vigilanza (EBA, ESMA, EIOPA) ricordano che molte cripto-attività sono altamente rischiose e speculative e che la tutela per i consumatori può essere limitata: puoi perdere anche l’intero capitale investito.
Prima di usare exchange, wallet o marketplace NFT verifica sempre che il fornitore sia autorizzato nell’UE (o rientri nei regimi transitori MiCA) e controlla condizioni, costi, limiti e rischi sulle pagine ufficiali del servizio.
I nomi di wallet, exchange e marketplace citati (MetaMask, OpenSea, Binance, Rarible, ecc.) sono esempi operativi, non sponsorizzazioni né raccomandazioni personalizzate.
Nel 2021 bastava dire “NFT” per vedere grafici in verticale e aste da capogiro. Nel 2026 il film è diverso: il mercato è molto più piccolo, meno liquido e decisamente meno glamour. Qui non trovi promesse di arricchimento veloce, ma una guida pratica per capire se ha senso, per te, creare e vendere un NFT adesso.
Quello che segue è pensato soprattutto per chi vive o opera dall’Italia: vediamo passo passo come preparare il file, aprire il wallet, scegliere blockchain e marketplace, calcolare (a grandi linee) i costi e avere almeno un’idea di base su tasse, rischi e truffe più diffuse. L’obiettivo è farti fare un test controllato, non venderti “il metodo sicuro per fare soldi con gli NFT”.
Cos’è un NFT e cosa aspettarti davvero nel 2026
Cos’è un NFT: spiegazione in 30 secondi
Un NFT (Non-Fungible Token) è un gettone digitale unico registrato su una blockchain, ad esempio Ethereum o Polygon.
Di solito l’NFT contiene o punta a un file digitale (immagine, audio, video, 3D, documento, ecc.) e a una serie di metadata (titolo, descrizione, attributi, link).
Punto chiave: comprare un NFT non significa automaticamente comprare i diritti legali sull’opera, come copyright o diritti commerciali. Quei diritti esistono solo se sono previsti dalla legge e/o se sono descritti in modo chiaro nella scheda dell’NFT o in un contratto separato. Ogni progetto definisce le proprie regole: vanno lette con attenzione, caso per caso.
Un esempio concreto: nel 2023, nel caso MetaBirkins vs Hermès, un tribunale USA ha condannato il creatore di una collezione NFT che usava il marchio Birkin senza autorizzazione, riconoscendo violazione del marchio e cybersquatting, con 133.000 $ di danni.
Tradotto: il fatto che qualcosa sia “solo un NFT” non ti protegge automaticamente da problemi di copyright o marchi se usi materiale o brand altrui senza permesso.
In pratica
L’NFT è il “gettone” registrato sulla blockchain, non per forza il pacchetto completo dei diritti sull’opera. Prima di comprare o vendere, leggi bene descrizione, termini d’uso e contratti collegati.
Ha ancora senso creare un NFT nel 2026?
Ha ancora senso, ma non per gli stessi motivi del boom 2021–2022.
Fra il 2021 e l’inizio 2022 il mercato NFT è esploso: stime come quelle di NonFungible e analisi riportate da grandi gruppi finanziari stimano oltre 17 miliardi di dollari di volumi nel solo 2021, contro poche decine di milioni nel 2020.
Dal 2022 in poi la musica è cambiata: diversi report (DappRadar, The Block, CoinGecko, ecc.) mostrano che tra 2023 e 2024 i volumi annui si sono ridotti a molto meno della metà rispetto ai picchi 2021–2022, con il 2024 indicato come uno degli anni peggiori dal 2020 per trading NFT.
Nel 2025 i dati dei primi trimestri e dei report di settore confermano un mercato debole: per l’arte NFT alcuni studi parlano di un crollo di oltre il 90% dei volumi rispetto al 2021 (da circa 2,9 miliardi di dollari a meno di 200 milioni nel 2024 e poche decine di milioni nel 2025).
Per molte collezioni “blue-chip” (BAYC, Azuki, ecc.) analisi come quella di CoinGecko mostrano calo dei floor price medi oltre l’80% rispetto ai massimi, con singole collezioni scese di oltre il 90%.
Il mercato speculativo “flippo e mi arricchisco” non è letteralmente scomparso, ma rispetto al 2021–2022 oggi è per pochi, molto rischioso e difficile da replicare, soprattutto se parti da zero, senza community, track record e capitali.
Quando ha senso creare un NFT oggi?
Nel 2026 ha senso creare NFT se li consideri:
- come estensione del tuo lavoro creativo (arte, illustrazione, musica, fotografia, storytelling),
- come pezzo di un progetto di community (membership, accesso a contenuti o eventi, Discord token-gated, ecc.),
- come asset collegato a gaming/metaverso (skin, oggetti, terreni, pass di gioco),
- oppure come esperimento controllato, con budget ridotto, per capire come funziona la tecnologia.
Ha invece poco senso se il piano è soltanto: “conio un JPG, lo metto caro e qualcuno lo comprerà”.
Se ti interessa monetizzare in modo meno speculativo, puoi valutare anche: “altri prodotti digitali da vendere online oltre agli NFT“
Checklist: questa guida fa per te se…
Questa guida è adatta a te se:
- vuoi tokenizzare una tua opera o un contenuto di cui possiedi i diritti,
- sei disposto a fare un test con budget limitato e ad accettare davvero la possibilità di non vendere nulla,
- sei pronto a tracciare entrate/uscite in euro per eventuali tasse,
- vuoi capire wallet, blockchain e marketplace prima di investire somme importanti.
Se invece stai cercando un “metodo sicuro per fare soldi”, questa guida non fa per te.
Come creare un NFT passo passo (procedura pratica)
Questa è la parte “how-to”: dalla preparazione del file alla creazione tecnica dell’NFT.
Passo 1 – Prepara la tua opera e i diritti
Cosa puoi trasformare in NFT
Puoi trasformare in NFT immagini (JPEG, PNG, GIF, illustrazioni, foto), video (MP4, MOV di durata e peso moderati), audio (MP3, WAV, podcast, tracce musicali) e file 3D o tecnici (modelli 3D, documenti, file generativi), a patto che tu abbia i diritti per farlo.
Nota legale fondamentale
Puoi tokenizzare solo ciò che hai creato tu oppure che ti è stato concesso tramite licenza esplicita, scritta e verificabile. Non basta aver trovato un contenuto online o usare un’immagine generata da un’IA: devi capire chi ha i diritti sull’output e se i termini d’uso del tool lo permettono.
Per i contenuti generati con IA (es. generatori di immagini o musica) leggi sempre i Termini di Servizio del tool: alcuni servizi vietano l’uso commerciale o non chiariscono chi sia titolare dei diritti sull’output.
Mini checklist tecnica prima di iniziare
Prima di iniziare controlla che:
- il formato del file sia supportato dal marketplace scelto (ad esempio JPG/PNG/MP4),
- dimensioni e peso siano ragionevoli,
- tu abbia pronta una breve descrizione (titolo, concept, eventuale storia),
- tu abbia deciso quali diritti d’uso vuoi concedere (uso personale, uso commerciale limitato, ecc.).
Se ti servono strumenti per creare l’opera, puoi partire da: “programmi e app per creare arte digitale da trasformare in NFT”.
Passo 2 – Scegli la blockchain giusta (Ethereum, Polygon, ecc.)
La blockchain che scegli determina i costi di rete (gas fee), la compatibilità con wallet e marketplace e l’ecosistema di app, collezionisti e tool intorno al tuo NFT.
Tabella ultra sintetica (indicativa, non in tempo reale):
| Blockchain | Costi medi di rete* | Ecosistema | Difficoltà percepita | Note principali |
|---|---|---|---|---|
| Ethereum L1 | da centesimi a decine di € (in picchi anche di più) | Molto ampio, collezioni storiche | Medio/alta | Standard “classico” per NFT, fee spesso pesanti (Medium) |
| Polygon (L2) | da frazioni di cent a pochi centesimi/€ | Integrata con ecosistema Ethereum | Bassa/medio | Molto usata per NFT “entry level” e fee più leggere (CoinManufactory) |
| Altre L2 EVM | in genere basse | Ecosistemi in crescita | Medio | Supporto sui marketplace più variabile |
| Solana, ecc. | spesso basse | Ecosistemi separati | Medio/alta | Wallet e marketplace diversi, meno immediati per chi inizia |
*Fee reali in continua variazione.
Per una prima esperienza economica, molti creator partono da Polygon su OpenSea o marketplace simili, proprio per ridurre gli esborsi iniziali.
Passo 3 – Apri e metti in sicurezza il wallet crypto
Il wallet è la tua chiave d’accesso alla blockchain, il posto dove tieni crypto e NFT e lo strumento con cui firmi le transazioni (mint, vendita, trasferimenti).
Wallet molto usati sono MetaMask e Coinbase Wallet per Ethereum/Polygon, Phantom per Solana e Trust Wallet in diversi ecosistemi.
Ricorda di verificare sempre sul sito o nell’app ufficiale eventuali requisiti per residenti italiani, procedure KYC, limiti di deposito e prelievo e struttura delle commissioni.
Esempi di sezioni da consultare: “Terms of Use”, “Fees”, “Supported countries/regions”, “Compliance”.
Per creare il wallet:
- scarica l’estensione o l’app solo da store ufficiali,
- genera un nuovo wallet,
- annota la seed phrase (12/24 parole) su carta senza salvarla in screenshot o cloud,
- imposta una password robusta e, se puoi, attiva la 2FA.
Prima di caricare importi più seri, fai un test: ricevi una piccola quantità di crypto, prova a inviare un importo minimo e assicurati di saper scegliere rete corretta (es. Polygon vs Ethereum). Per somme importanti valuta l’uso di un hardware wallet.
Passo 4 – Scegli il marketplace NFT
Il marketplace è il portale dove colleghi il wallet, crei la collezione, carichi il file e metti in vendita l’NFT.
Nel 2025/2026 i nomi principali da valutare (sempre da verificare al momento dell’uso) sono:
- OpenSea, marketplace generalista che supporta più blockchain EVM (Ethereum, Polygon, Base, Arbitrum, ecc.); commissione piattaforma di solito intorno al 2,5% per transazione, con varianti nel tempo.
- Rarible, multi-chain con forte focus su creator e collezioni community-driven; in passato fee ~2,5% per parte, oggi con possibili riduzioni (anche all’1% per acquirente e venditore) su alcune configurazioni.
- marketplace legati a grandi exchange come Crypto.com NFT o Binance NFT, che integrano direttamente l’ambiente di trading e applicano in genere fee intorno all’1% per vendita.
Per Rarible, Crypto.com, Binance & co. controlla sempre nelle sezioni Help/TOS di ciascuna piattaforma:
- disponibilità per residenti italiani,
- commissioni aggiornate su mint, listing e vendita,
- livello di KYC richiesto (documenti, limiti),
- modalità di cash-out (solo crypto o anche euro, bonifico, carte),
- eventuali avvisi di autorità di vigilanza.
Cosa verificare prima di usare una piattaforma
Prima di usarla controlla se il marketplace accetta utenti italiani, quali sono le commissioni sulle vendite, quali documenti chiede per il KYC, se permette di incassare direttamente in euro o solo in crypto e che reputazione ha (anni di attività, volumi, eventuali avvisi dei regolatori).
Passo 5 – Crea la collezione e carica il file
Scelto il marketplace (prendiamo OpenSea come esempio), collega il wallet, crea il tuo profilo e vai nella sezione tipo “Create collection”. Compila nome, logo e immagine di copertina, descrizione (tema, stile, numero di pezzi), categoria (arte, musica, fotografia, gaming, ecc.) e link esterni (sito personale, portfolio, social).
Nella parte finale scegli la blockchain di default (ad esempio Polygon), imposta l’eventuale percentuale di royalty e indica l’indirizzo wallet che le riceverà. Salva la collezione e, se richiesto, conferma nel wallet.
Per il singolo NFT entra nella collezione, clicca su “Add item” o “Create item”, carica il file, inserisci il titolo, un eventuale link esterno, una descrizione che spieghi significato, tecnica e serie, gli attributi (colore, stile, ecc., se ti servono) ed eventuali livelli o statistiche per progetti di gioco. Nella descrizione chiarisci sempre se l’acquirente ha solo uso personale, diritti commerciali limitati o altre forme di sfruttamento consentite.
Nella descrizione chiarisci sempre che cosa compra esattamente l’acquirente:
- uso personale solo,
- diritti commerciali limitati (es. fino a X € di fatturato/anno),
- altri diritti specifici.
Se inserisci un link a termini esterni (licenza, contratto), assicurati che sia stabile e leggibile.
Dal punto di vista SEO, nella scheda usa parole chiave naturali (es. “arte digitale astratta”, “fotografia in bianco e nero 1/1”, “collezione NFT musica ambient”), specifica lingua e contesto (“NFT arte digitale in italiano”, “collezione di 50 pezzi ispirata a [tema]”) e chiarisci i diritti d’uso. Aiuta sia l’algoritmo interno sia chi arriva da Google o dai social.
Passo 6 – Imposta supply, royalties e tipo di minting
Quando definisci l’NFT decidi prima di tutto se sarà un pezzo unico (1/1) o se vuoi fare edizioni multiple (10, 50, 100 copie), e scegli lo standard tecnico coerente:
- ERC-721 per pezzi singoli o tirature contenute,
- ERC-1155 molto usato per edizioni multiple e oggetti di gioco.
Se il marketplace lo consente puoi impostare una percentuale di royalty (ad esempio 5–10%) sulle rivendite future.
Attenzione però: non tutte le piattaforme le gestiscono allo stesso modo. In diversi marketplace (incluso OpenSea) le royalty sono diventate parzialmente o totalmente opzionali per l’acquirente, con forte pressione al ribasso rispetto al 2021–2022. Prima di farci affidamento, leggi le regole aggiornate del marketplace.
Infine scegli il tipo di minting:
- nel minting classico l’NFT viene creato subito sulla blockchain e paghi la gas fee al momento del mint;
- con il lazy minting l’NFT viene registrato sul marketplace e coniato solo alla prima vendita, spesso con gas fee a carico dell’acquirente o più bassa.
Non tutte le piattaforme supportano il lazy minting e le modalità cambiano nel tempo: è uno strumento utile per testare senza spendere troppo all’inizio, ma non garantisce costi zero.
Checklist: hai davvero creato il tuo NFT?
Per essere sicuro che l’NFT sia stato creato verifica che:
- compaia nella tua collezione sul marketplace,
- abbia una pagina pubblica con un URL univoco,
- nel wallet o nella sezione “attività” tu veda la transazione di mint e il token ID o un riferimento al token.
Se sai usare un block explorer, controlla contratto, token ID e proprietario su Polygonscan, Etherscan o strumenti equivalenti.
Se qualcosa non torna, fermati e chiarisci il problema prima di inviare altri fondi o creare nuovi NFT.
Esempio pratico: creare il primo NFT su OpenSea
Per seguire un esempio concreto ti servono un wallet compatibile (es. MetaMask), una piccola quantità di crypto sulla blockchain scelta (un po’ di MATIC se usi Polygon, ETH se stai su Ethereum) e il file già pronto con una descrizione di base.
Per prima cosa vai su https://opensea.io, controlla che il dominio sia corretto con il lucchetto HTTPS, poi clicca su “Connect wallet” e seleziona il tuo wallet. Conferma la connessione nella finestra che si apre (verifica sempre che il sito sia davvero opensea.io).
Dal menu vai su “Create” → “Collection”, carica logo e copertina, inserisci nome, URL personalizzato se disponibile, descrizione, categoria e link. In fondo scegli la blockchain, imposta eventuali royalty e il wallet che le riceverà, quindi clicca su “Create” e conferma se il wallet lo richiede.
Dentro la collezione clicca su “Add item” o “Create item”, carica il file, inserisci nome, link esterno se necessario, descrizione, attributi e livelli. Nella stessa schermata (o in una successiva, a seconda dell’interfaccia) scegli la blockchain, verifica se c’è l’opzione di lazy minting e decidi come procedere. Alla fine clicca su “Create” / “Mint”: il wallet mostrerà tipo di operazione, rete e gas fee stimata. Se tutto ti torna, conferma e attendi la fine della transazione. A quel punto dovresti vedere l’NFT nella collezione con la relativa scheda pubblica.
A questo punto l’NFT esiste: manca la parte di vendita.
Come vendere un NFT e aumentare le probabilità di vendita
Tipi di vendita disponibili sui marketplace NFT
Quasi tutti i marketplace offrono tre modalità principali:
- Prezzo fisso (Fixed price / Set price): imposti un prezzo e chi vuole compra paga quella cifra. È la modalità più semplice e adatta a chi inizia o non ha una community consolidata.
- Asta a tempo (Timed auction): imposti prezzo di partenza, durata e, se vuoi, prezzo di riserva. Può funzionare se c’è già interesse per la tua opera, ma rischi di chiudere a cifre molto più basse di quanto speravi.
- Solo offerte (Offers): metti l’NFT in vetrina e aspetti che arrivino offerte. Ha senso per collezioni con una storia alle spalle, meno per un primissimo test.
Se stai partendo da zero, un prezzo fisso con durata limitata (ad esempio 7–30 giorni) è spesso la configurazione più chiara e gestibile.
Quanto chiedere per un NFT?
Non esiste un “prezzo giusto” universale. Nessuno è tenuto a comprare il tuo NFT solo perché esiste sulla blockchain.
Per orientarti, confronta su OpenSea o marketplace simili NFT vicini al tuo per:
- stile,
- dimensione della collezione,
- reputazione dell’artista (presenza social, vendite passate),
- blockchain utilizzata.
Non guardare solo il floor price: controlla prezzi di listing, vendite effettive e volumi recenti. Molti report ricordano che oggi la maggior parte delle collezioni NFT ha volumi molto bassi e una quota significativa è considerata “illiquida” o con valore vicino allo zero.
Come approccio iniziale è spesso meglio puntare a una vendita reale a prezzo moderato che a un NFT invenduto a cifre fuori mercato. Considera sempre gas fee, commissioni del marketplace e il tempo che hai speso. Il mercato NFT attuale è molto illiquido: i prezzi clamorosi delle collezioni storiche sono eccezioni, non benchmark.
Come promuovere il tuo NFT in modo realistico
Senza pubblico, le probabilità di vendita sono basse. Lavora su tre fronti: profilo, contenuti e relazioni.
Cura il tuo profilo artista con una bio chiara, link a portfolio, sito e social e pochi progetti spiegati bene anziché decine di esperimenti mezzi vuoti. Sui social (Twitter/X, Instagram, TikTok, Reddit) racconta work in progress, storia dietro l’opera e qualche dietro le quinte, evitando spam aggressivo in DM e tag a caso.
A questo affianca la presenza in community dedicate (Discord, spazi per artisti e collezionisti, collaborazioni, collezioni collettive, contest tematici) e un po’ di cross-promo con altri artisti o newsletter e blog di settore.
Messaggio onesto: anche facendo tutto “bene”, senza community reale è molto probabile non vendere nulla.
Errori comuni da evitare quando vendi NFT
Gli errori più frequenti sono usare contenuti di altri o immagini senza licenza (con rischio ban e problemi legali), non dichiarare chiaramente i diritti d’uso dell’NFT (che genera dispute e scontenti), sparare prezzi scollegati dal mercato, soprattutto se è il primo NFT, e sottovalutare tasse e adempimenti, non tracciando fee, conversioni e introiti in euro.
Per idee più orientate al guadagno, ma comunque non garantite, puoi approfondire qui:
“strategie per guadagnare con gli NFT (non garantite)”
Quanto costa creare e vendere un NFT
I costi cambiano nel tempo, ma puoi ragionare per ordini di grandezza.
Gas fee e costi di rete
La gas fee è il costo che paghi alla rete (Ethereum, Polygon, ecc.) per:
- registrare il mint dell’NFT,
- firmare la messa in vendita,
- accettare offerte,
- trasferire il token.
Dipende da:
- traffico della rete,
- complessità dell’operazione,
- prezzo del token in quel momento.
Esempi (puramente indicativi, in USD, stimati da analisi 2024–2025):
- su Ethereum L1 una singola operazione può costare da pochi centesimi in fasi tranquille a decine di dollari in momenti di congestione (es. mint molto richiesti);
- su Polygon e molte L2, le fee tipiche sono spesso tra 0,0005 e 0,01 $ per transazione standard.
Non esiste un valore fisso: ogni volta che firmi una transazione guarda la stima di gas che il wallet ti propone.
Commissioni dei marketplace NFT
Oltre alle gas fee, il marketplace trattiene di solito una percentuale sul prezzo di vendita, spesso fra l’1 e il 3%, ma va controllata nel tariffario ufficiale:
- OpenSea: tipicamente commissione piattaforma intorno al 2,5% per venditore (salvo promozioni o versioni Pro).
- Binance NFT: in genere 1% sul prezzo di vendita e zero listing fee.
- Altri marketplace (Rarible, Crypto.com, ecc.) hanno strutture simili, ma possono variare nel tempo.
Dal 2024 in avanti molti marketplace hanno modificato più volte struttura di commissioni e royalty: evita di basarti su numeri sentiti in giro senza verificarli nelle pagine ufficiali.
Altri costi indiretti da considerare
Oltre a gas e commissioni ci sono costi indiretti come lo spread e le fee quando acquisti crypto su exchange o broker, i costi di conversione da crypto a euro (commissioni di prelievo e bonifico verso il conto bancario), le spese per software, plugin, hosting e automazioni e, naturalmente, il tempo che investi nella creazione, configurazione e promozione del progetto.
Riepilogo costi: tabella di riferimento
| Voce di costo | Quando si paga | Ordine di grandezza (indicativo) | Note |
|---|---|---|---|
| Gas fee mint NFT | Creazione sulla blockchain | da centesimi a decine di € | Molto variabile; controlla sempre nel wallet |
| Gas fee listing/vendita | Messa in vendita / accettazione offerta | da centesimi a pochi € | Dipende da rete e complessità |
| Fee marketplace | Al momento della vendita | ~1–3% del prezzo di vendita | Percentuale indicativa, da verificare nei TOS (OpenSea Developer Documentation) |
| Fee acquisto crypto | Acquisto su exchange/broker | ~0,1–2% o più | Dipende da piattaforma e metodo di pagamento |
| Fee prelievo in € | Conversione crypto → € e bonifico | importo fisso o % | Varia da exchange a exchange |
| Software/strumenti | Durante la creazione dell’opera | da 0 a decine di €/mese | In base ai tool scelti |
Il punto è capire se il costo totale ha senso rispetto al tuo budget e agli obiettivi che ti sei dato.
Tasse, aspetti legali e rischi NFT in Italia
La normativa su cripto-attività e NFT è in evoluzione, anche con il regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets). Questa sezione è solo panoramica e non sostituisce una consulenza personalizzata.
Come possono essere tassati i guadagni da NFT
La normativa su cripto-attività e NFT è in evoluzione, anche con il regolamento europeo MiCA (Markets in Crypto-Assets). Questa sezione è solo panoramica e non sostituisce una consulenza personalizzata.
Come possono essere tassati i guadagni da NFT
In Italia, il trattamento fiscale dei guadagni legati a NFT e cripto-attività dipende da:
- se la tua è un’attività occasionale o abituale,
- il livello complessivo di flussi in crypto/NFT,
- la continuità con cui vendi opere digitali (con possibile inquadramento come attività d’impresa o lavoro autonomo),
- il modo in cui converti i proventi in euro.
La Legge di Bilancio 2023 (L. 197/2022) ha introdotto per la prima volta nel fisco italiano la categoria di “cripto-attività” e una disciplina specifica per plusvalenze e altri proventi, con imposta sostitutiva (storicamente al 26%) su molti redditi diversi derivanti da cripto-attività.
La Circolare Agenzia delle Entrate 30/E del 27 ottobre 2023 ha chiarito diversi aspetti pratici, includendo anche i casi in cui operazioni che coinvolgono NFT possono generare redditi imponibili (es. permuta NFT/crypto considerata fiscalmente rilevante).
Per il 2025 molte analisi indicano ancora un’aliquota del 26% su plusvalenze e altri proventi da cripto-attività per le persone fisiche (fuori dall’impresa), mentre la Legge di Bilancio 2026 prevede – salvo modifiche future – un aumento al 33% per alcune tipologie di proventi da cripto-attività.
Attenzione:
- la qualificazione esatta di un NFT (cripto-attività? opera digitale? diritto su bene sottostante?) dipende dal caso concreto e dalla documentazione contrattuale;
- le aliquote e le franchigie possono cambiare con le leggi di bilancio successive;
- esistono regimi particolari (es. regime amministrato, quadri RW, imposta di bollo) che vanno valutati con un professionista.
Come regola di buon senso:
- tieni sempre traccia in euro di quanto spendi (crypto, gas fee, software) e di quanto incassi dalle vendite,
- annota quando converti in euro sul conto corrente,
- conserva estratti conto, report degli exchange e storici delle transazioni.
E discuti la situazione con un commercialista o un CAF che conosca il tema cripto. Questa guida non sostituisce una consulenza professionale.
Avvisi dei regolatori (CONSOB, Banca d’Italia, ESMA)
Le autorità europee e italiane hanno più volte segnalato i rischi delle cripto-attività, NFT inclusi quando hanno una componente di investimento.
- Le European Supervisory Authorities (EBA, ESMA, EIOPA) hanno pubblicato avvisi in cui spiegano che molte cripto-attività sono altamente rischiose e speculative, con tutela limitata per i consumatori.
- La Banca d’Italia ha ripreso questi avvisi, sottolineando rischio di perdita integrale, opacità degli operatori e necessità di verificare autorizzazioni e sicurezza dei wallet.
Il regolamento europeo MiCA (Reg. UE 2023/1114), entrato in vigore nel 2023 e pienamente applicabile ai fornitori di servizi su cripto-attività dal 30 dicembre 2024, introduce un quadro uniforme per emittenti e fornitori di servizi su cripto-attività nell’UE.
Questo non elimina il rischio: restano la possibilità di perdita del capitale, frodi, problemi tecnici o di controparte e, su scala maggiore, questioni di stabilità finanziaria.
Se ti interessa l’uso degli NFT dentro il metaverso e gli asset virtuali, puoi approfondire qui: “come investire nel metaverso usando anche NFT e asset virtuali”.
Truffe tipiche e sicurezza quando usi NFT
Oltre alla volatilità del mercato, nel mondo NFT sono diffuse truffe e pratiche aggressive.
È frequente il phishing sul wallet tramite finti pop-up o link che ti chiedono la seed phrase o l’accesso remoto al dispositivo, spesso fingendosi “supporto tecnico”. Esistono poi siti e marketplace falsi con domini simili a quelli ufficiali che invitano a fare mint gratuiti in cambio di una firma nel wallet, così come i classici rug pull, ovvero progetti che raccolgono fondi e poi spariscono, lasciando la community senza roadmap né sviluppo.
Un altro rischio concreto è comprare o vendere NFT basati su materiale protetto da copyright senza permesso, con possibili rimozioni dal marketplace e conseguenze legali.
Per proteggerti:
- usa solo link ufficiali per wallet, marketplace ed exchange (meglio partendo da comunicazioni ufficiali o siti istituzionali delle piattaforme);
- verifica l’indirizzo del contratto quando acquisti collezioni famose;
- non condividere mai la seed phrase, nemmeno con chi si presenta come “supporto”;
- diffida da chi promette guadagni facili o rendimenti garantiti;
- valuta l’uso di un hardware wallet se gestisci somme consistenti;
- controlla periodicamente avvisi di CONSOB, Banca d’Italia ed ESMA su operatori non autorizzati.
FAQ veloci su come creare e vendere NFT
Come si crea un NFT in pratica?
In pratica devi preparare un file digitale (immagine, video, audio, ecc.), aprire un wallet compatibile, scegliere una blockchain, collegare il wallet a un marketplace NFT come OpenSea, caricare il file, compilare i dati principali e confermare il minting dal wallet. Alcune piattaforme offrono il lazy minting per ridurre il costo iniziale.
Quanto costa creare un NFT?
Il costo varia in base a blockchain, momento e piattaforma. In generale paghi una o più gas fee (per il mint e per eventuali operazioni successive), possibili costi di listing e una percentuale sulla vendita al marketplace. Il lazy minting può spostare parte dei costi sull’acquirente, ma non elimina fee indirette e non è sempre disponibile.
È possibile creare NFT gratis?
“Gratis” in senso assoluto è raro. Con il lazy minting, l’NFT viene coniato solo al primo acquisto e la gas fee viene spesso sostenuta dall’acquirente, ma tu hai comunque costi indiretti legati all’acquisto di crypto, al tempo investito e alle fee che si applicano nel momento della vendita. Per sapere cosa ti aspetta davvero, leggi sempre la sezione tariffe del marketplace.
Come si vende un NFT dopo averlo creato?
Una volta creato l’NFT, apri la sua pagina sul marketplace, clicca su “Sell/Vendi”, scegli il tipo di vendita (prezzo fisso o asta), imposta prezzo, durata e blockchain e conferma la transazione dal wallet. Se qualcuno compra, ricevi la crypto sul tuo indirizzo al netto delle commissioni. La vendita però non è garantita: senza pubblico l’NFT può restare invenduto a lungo.
Quanto si guadagna con un NFT?
Non c’è una cifra standard. Alcuni casi famosi hanno fatto incassi enormi, ma la maggior parte degli NFT viene venduta a cifre modeste o non viene venduta affatto. Il mercato è molto speculativo e oggi è in forte calo rispetto al 2021–2022, quindi devi mettere in conto con serietà la possibilità di non guadagnare nulla.
Gli NFT sono ancora redditizi nel 2026?
Dipende dall’obiettivo. Come asset di puro investimento, il settore ha subito un forte ridimensionamento e resta molto rischioso. Alcuni progetti legati ad arte, gaming o membership possono ancora funzionare, ma servono idee solide, una community autentica e un orizzonte di medio-lungo periodo. Non è uno strumento adatto a chi cerca rendimenti facili.
Che wallet serve per creare e vendere NFT?
Per NFT su Ethereum e Polygon i wallet più usati sono MetaMask e Coinbase Wallet, mentre per Solana è molto diffuso Phantom. In generale devi scegliere un wallet compatibile con la blockchain su cui vuoi operare e supportato dal marketplace che userai, verificando al contempo requisiti, commissioni e supporto per utenti italiani sulle pagine ufficiali.
Che tasse si pagano sugli NFT in Italia?
I guadagni da NFT possono essere tassati in modo diverso a seconda che l’attività sia occasionale o abituale, dei volumi complessivi e di come gestisci le conversioni in euro. Le regole si intrecciano con quelle sulle cripto-attività e sono in evoluzione. La cosa più prudente è tracciare tutto in euro, conservare la documentazione e parlarne con un commercialista o CAF.
Quali sono i principali rischi degli NFT?
I rischi principali sono la perdita totale del capitale a causa di volatilità e crolli del mercato, problemi di sicurezza (furto del wallet, seed phrase compromessa), truffe come rug pull e fake marketplace, controversie legate ai diritti d’autore e un quadro regolamentare che sta cambiando ma non può eliminare volatilità e rischio. Le autorità europee segnalano le cripto-attività come strumenti ad alto rischio per gli investitori retail.
Serve la Partita IVA per vendere NFT?
Se vendi un NFT ogni tanto con importi piccoli, potresti rientrare nell’ambito delle attività occasionali. Se però inizi a operare in modo continuativo, con volumi significativi o con una struttura vera e propria (brand, collezioni, promozione regolare), è probabile che serva un inquadramento fiscale adeguato, ad esempio una Partita IVA. La linea non è sempre netta: è importante discuterne con un commercialista o con un CAF che conosca il tema.
Cosa fare oggi: 3 passi concreti per iniziare
Passo 1 – Definisci obiettivo e budget massimo
Per prima cosa chiarisci se stai usando gli NFT con un obiettivo artistico, di community o per pura sperimentazione tecnica. Subito dopo decidi un budget massimo in euro che sei disposto a perdere senza mettere a rischio le tue finanze personali. Dentro questo budget considera gas fee, fee del marketplace e costi degli strumenti creativi. Se l’idea principale è “fare soldi”, tieni presente che nel 2026 gli NFT sono una scommessa ad alto rischio, non un investimento prudente.
Passo 2 – Scegli marketplace, apri il wallet e fai un test piccolo
Scegli una coppia blockchain + marketplace (ad esempio Polygon + OpenSea), crea e metti in sicurezza il wallet (seed phrase su carta, password robusta, 2FA), acquista una piccola quantità di crypto e trasferiscila al wallet.
Poi fai un test minimo: crea una sola collezione, minta un solo NFT e mettilo in vendita a un prezzo moderato. Lo scopo principale è capire il flusso tecnico, vedere come funzionano le fee e farti un’idea concreta del processo, non guadagnare.
Passo 3 – Crea il primo NFT di prova e valuta i risultati
Per il primo ciclo completo segui la procedura: prepara il file, configura il wallet, usa OpenSea (o piattaforma analoga) per creare collezione, NFT, mint e listing. Annota in un foglio o foglio di calcolo quante ore hai speso, quali costi hai sostenuto (gas fee, software, eventuali commissioni) e che risultati hai ottenuto in termini di visualizzazioni, offerte o vendite.
Dopo qualche giorno o settimana valuta a mente fredda: quanto ti è costato davvero questo esperimento, se c’è un minimo di risposta verso il tuo lavoro e se ha senso destinare altro tempo e denaro agli NFT. Se senti che non fa per te, puoi spostare energia su progetti digitali meno speculativi, ad esempio:
- “altri prodotti digitali da vendere online oltre agli NFT”
- “idee su cosa vendere online, fisico o digitale”.
Se invece vuoi esplorare il lato metaverso e giochi play-to-earn, puoi approfondire: “strategie per guadagnare nel metaverso (inclusi NFT e giochi P2E)”.

Interessante guida! Mi piace come sia spiegato tutto in modo chiaro e completo.
Grazie mille per il tuo gentile commento! Sono contento che tu abbia trovato la guida interessante e chiara. 😊 Se hai altre domande o dubbi, non esitare a chiedere!
Ottimo lavoro!
Grazie!
Finalmente una guida chiara e dettagliata su come creare e vendere gli NFT! Grazie mille
Grazie!
Ecco finalmente una spiegazione chiara su come funzionano gli NFT. Grazie mille!
Grazie a te!