Domenico Sottile
Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.
Aggiornato il: 2 febbraio 2026
Vuoi capire cosa vendere per fare soldi nel 2026 in Italia senza farti illusioni su “guadagni garantiti”? Qui trovi idee concrete per iniziare da casa, testare il mercato e capire se ha senso fare un passo in più.
In questa guida trovi un piano rapido in 3 strade per iniziare a vendere in 7 giorni, oltre 34 categorie di prodotti reali, una tabella riassuntiva con cosa vendere/dove/quanto impegno e una panoramica su legalità, tasse e rischi in Italia.
Tutto quello che leggerai è informativo e non è consulenza fiscale o legale. Prima di trasformare le vendite in un’attività vera, valuta sempre la tua situazione con un commercialista o un consulente di fiducia.
Questa guida è informativa, pensata per aiutarti a fare test realistici con poco capitale e rischi limitati.Le idee sono selezionate guardando 3 cose:
- domanda reale in Italia,
- possibilità di iniziare in piccolo (usato, artigianale, digitale),
- vincoli legali e fiscali minimi per un principiante.
Dove parlo di tasse, norme o piattaforme, troverai link a fonti ufficiali (Agenzia delle Entrate, Ministero della Salute, regolamenti UE, pagine di supporto delle singole app) per poter verificare i dettagli aggiornati in autonomia.
Tutto quello che leggerai è informativo e non è consulenza fiscale, legale o di investimento. Prima di trasformare le vendite in un’attività vera, o se hai dubbi su tasse, contributi e obblighi, confrontati sempre con un commercialista, un CAF o un professionista abilitato, perché la normativa può cambiare e ogni situazione personale è diversa.
Prima di tutto: cosa intendi per “fare soldi” vendendo cose?
Prima di decidere cosa vendere per fare soldi, chiarisci che risultato cerchi. Le opzioni, in pratica, sono tre e hanno impatto diverso su tempo, impegno e rischi.
Extra una tantum: svuotare casa e fare cassa
Qui vuoi solo monetizzare quello che hai già una volta sola: svuoti armadi, garage e cantine, ti liberi di oggetti che non usi più e punti a qualche decina o centinaio di euro in un periodo limitato.
È la strada con meno rischi perché non compri merce e non immobilizzi capitale. Puoi trattarla come un “progetto weekend”: selezioni 20–30 oggetti, li fotografi, pubblichi gli annunci e osservi cosa si vende e cosa resta fermo.
Extra ricorrente (100–300€/mese circa, non garantiti)
Qui cerchi un piccolo extra mensile, non uno stipendio. Di solito scegli una o due categorie (per esempio vestiti usati, libri, giochi, sneakers), inizi a comprare e rivendere ogni tanto oppure continui a svuotare casa in modo più ordinato.
Con costanza e un po’ di esperienza su foto e prezzi è realistico, ma mai garantito, puntare a 100–300 euro al mese. È una fascia puramente indicativa, basata su chi vende piccoli lotti di usato con regolarità: non è una statistica ufficiale e non devi considerarla una promessa di risultato.
Servono però organizzazione minima (spazio per la merce, gestione spedizioni e resi) e tempo per chat e annunci: non è reddito passivo.
Micro-business vero e proprio (da valutare con commercialista)
In questo scenario stai costruendo un lavoro vero: gestisci stock di merce, sviluppi una produzione o trovi fornitori, vendi in modo continuativo e il fatturato cresce nel tempo. A un certo punto potrebbe servirti la Partita IVA.
Qui diventa essenziale studiare bene la nicchia (domanda, concorrenza, margini), scegliere il modello (ecommerce, dropshipping, mercatini, negozio fisico) e confrontarti con un commercialista sia prima di partire sia quando il giro diventa stabile, anche per capire se ti conviene un regime agevolato come il forfettario e quali obblighi (fatturazione elettronica, registri, comunicazioni) si applicano nel tuo caso.
Piano rapido: come iniziare a vendere in 7 giorni
L’obiettivo non è “fare un sacco di soldi in 7 giorni”, ma pubblicare i primi annunci, capire come funzionano le piattaforme e raccogliere dati reali su cosa si muove. Scegli una sola strada e trattala come un test di 30 giorni.
Strada 1 – Vendere l’usato che hai già in casa
È il modo più semplice per rompere il ghiaccio. In pratica prendi 2–3 ore, giri stanza per stanza e ti chiedi cosa potresti vendere: in camera da letto di solito trovi vestiti, scarpe e borse; in soggiorno libri, giochi, console e decorazioni; in cucina piccoli elettrodomestici funzionanti; in cantina o in garage mobili, attrezzi e articoli sportivi.
Segna una lista di 20–30 oggetti, scatta con il telefono qualche foto decente (luce naturale, oggetto pulito, sfondo neutro) e pubblica almeno 5–10 annunci su Vinted, Subito, eBay o Facebook Marketplace. Un obiettivo sensato per il primo mese è incassare 50–100 euro di test: il vero valore però è l’esperienza, non la cifra.
Strada 2 – Scegliere una nicchia di usato o vintage
Qui non vendi “quello che capita”, ma ti specializzi su una sola categoria che conosci o ti appassiona: solo libri e fumetti, solo sneakers e streetwear, solo modellini, vinili o videogiochi retrò.
Il processo è semplice: fai un inventario di quello che hai già in quella nicchia, studi i prezzi delle vendite concluse su eBay e app simili e pubblichi una decina di annunci dedicati. Se ti diverti a cercare pezzi interessanti e noti che la nicchia ha domanda, inizi a esplorare mercatini, gruppi Facebook o lotti usati per rifornirti.
Obiettivo del test: capire se quella categoria ti piace abbastanza da dedicarle tempo e se il mercato risponde.
Strada 3 – Prodotti fatti a mano o digitali
Se ti piace creare o lavorare al PC, puoi testare subito se qualcuno è disposto a pagare per quello che fai. La prima cosa è un inventario delle tue competenze: da un lato attività manuali come cucito, maglia, gioielli, legno, candele, saponi; dall’altro skill digitali come scrittura, grafica, Excel, social o lingue.
Scegli un solo prototipo semplice, per esempio un bracciale, una candela artigianale, un template Excel, un mini ebook o un set di grafiche. Creane 3–5 varianti, pubblicale su Etsy, eBay, social o marketplace adatti e osserva se arrivano visualizzazioni, messaggi o vendite. Se chiudi anche solo 1–2 vendite hai già una risposta onesta: qualcuno è disposto a tirare fuori la carta per il tuo lavoro.
Tabella riassuntiva: cosa vendere, dove venderlo e con che impegno
La tabella qui sotto non è una previsione di guadagno, ma una fotografia orientativa di cosa si muove spesso online, dove e con quale livello di impegno minimo. Tempi e risultati reali dipendono da qualità degli oggetti, prezzi, stagione e domanda nella tua nicchia.
Le piattaforme citate (Vinted, eBay, Subito, ecc.) sono disponibili in Italia. Commissioni, condizioni e regole cambiano nel tempo: prima di iniziare verifica sempre le informazioni aggiornate sulle pagine ufficiali, ad esempio le condizioni di Vinted o le regole per i venditori di eBay.
| Cosa vendere | Dove vendere (Italia) | Tempo per la prima vendita (indicativo) | Impegno | Rischi / note |
|---|---|---|---|---|
| Vestiti usati | Vinted, Subito, eBay, Facebook Marketplace | Da pochi giorni a 2–3 settimane | Basso–medio | Servono buone foto; rischio invenduto se prezzi troppo alti o capi poco richiesti. |
| Scarpe e borse di marca | Vinted, eBay, marketplace moda | Da 1 settimana a 1 mese | Medio | Autenticità e condizioni incidono molto; attenzione a resi e contestazioni. |
| Libri, fumetti, manga | Subito, eBay, gruppi Facebook, mercatini | Da pochi giorni a diverse settimane | Basso–medio | Valore variabile: grandi differenze tra edizioni comuni e prime edizioni rare. |
| Elettronica usata | Subito, eBay, Marketplace, negozi usato | Da 2–3 giorni a 2 settimane | Medio | Serve test accurato, cancellazione dati e imballaggi seri per evitare problemi. |
| Giochi e infanzia | Subito, Vinted, gruppi locali | Da pochi giorni a 1 mese | Basso | Articoli voluminosi; spesso conviene il ritiro a mano. |
| Prodotti fatti a mano (gioielli, candele, ecc.) | Etsy, eBay, social, mercatini | Da 1–4 settimane (dipende dalla nicchia) | Medio–alto | Serve tempo per brand, foto, packaging; per cosmetici attenzione alla normativa. |
| Vintage e collezionismo | eBay, Catawiki, fiere, gruppi specializzati | Da 1 settimana a diversi mesi | Alto | Richiede studio del mercato; alcune nicchie sono lente ma con buoni margini potenziali. |
| Moda e beauty nuovi (reselling) | eBay, marketplace moda, proprio ecommerce | Da 1 settimana a 1–2 mesi | Alto | Capitale immobilizzato in stock; rischio invenduto, resi e mode che cambiano. |
| Articoli casa, fitness, outdoor | Subito, eBay, Marketplace | Da pochi giorni a 1 mese | Medio | Prodotti voluminosi; spesso meglio ritiro a mano per attrezzi e mobili. |
| Prodotti digitali e servizi | Piattaforme freelance, siti per guadagnare, proprio sito | Da pochi giorni a qualche mese | Medio–alto | Richiede competenze specifiche e tempo per trovare i primi clienti. |
Se vuoi un quadro più completo sulle piattaforme, guarda anche la guida alle app per vendere tutto nel 2026.
Cosa vendere per fare soldi subito partendo da casa
In questa sezione ti concentri sugli oggetti che hai già, senza investire capitale. Il modello è semplice: perché si vende, dove funziona meglio, a cosa devi stare attento.
Vestiti usati (donna/uomo/bambino)
L’abbigliamento è uno dei pilastri del second hand. Chi compra cerca risparmio, brand di qualità, capi particolari o un’alternativa più sostenibile al nuovo. Tutti abbiamo nell’armadio vestiti ancora in buono stato che non mettiamo più: è il punto di partenza più immediato.
In Italia Vinted oggi è uno dei canali più usati per questo tipo di prodotto, affiancato da Subito, eBay e gruppi locali. Se vuoi fare sul serio con i vestiti, ti aiuta una guida dedicata su come vendere bene su Vinted per ottimizzare foto, descrizioni e prezzi.
Dal punto di vista pratico, i capi vanno lavati, stirati e fotografati con luce naturale. Taglia, misure ed eventuali difetti vanno indicati chiaramente: promettere “come nuovo” quando non lo è genera solo recensioni negative e problemi.
Scarpe e borse di marca
Scarpe e borse di marca, se in buone condizioni, mantengono un valore interessante nel tempo. Alcune persone le cercano per avere un modello fuori produzione, altre semplicemente per risparmiare sul nuovo.
I canali principali restano Vinted, eBay, Subito e i marketplace specializzati moda. Se vuoi focalizzarti sulle calzature può esserti utile un approfondimento dedicato a dove vendere scarpe usate online in Italia.
Nelle foto fai vedere bene suola, interno, cuciture e difetti. Per i marchi più noti scontrini, scatole, dust bag o certificati, se li hai, aiutano a dimostrare autenticità. Non vendere mai imitazioni spacciandole per originali: è scorretto e rischioso.
Libri, fumetti, manga, manuali universitari
I libri sono uno dei primi oggetti a cui pensi quando cerchi cosa vendere per fare soldi restando a casa. I manuali universitari e scolastici hanno forte richiesta soprattutto a inizio anno; fumetti, manga e prime edizioni interessano invece collezionisti e appassionati.
Puoi partire da Subito, eBay, gruppi Facebook dedicati e mercatini dell’usato. Le serie complete e i manga popolari si vendono più facilmente dei numeri singoli sparsi.
Nelle inserzioni specifica sempre edizione, anno e stato, indicando eventuali sottolineature o pagine mancanti. Per il collezionismo conta molto la condizione di copertina e sovraccoperta e la presenza di autografi o tirature particolari, quindi foto ravvicinate e oneste fanno la differenza.
Elettronica ed elettrodomestici piccoli
Smartphone, tablet, console, cuffie e piccoli elettrodomestici sono tra gli oggetti che possono generare incassi più alti per singola vendita, se funzionano bene e sono presentati in modo chiaro.
Di solito si usano Subito, eBay, Facebook Marketplace e, in alcuni casi, negozi dell’usato che ritirano in conto vendita. Prima di mettere in vendita testa tutto, fai un reset di fabbrica su smartphone e PC e cancella i dati personali. Per la spedizione prepara imballaggi seri: la maggior parte delle contestazioni nasce da oggetti danneggiati in viaggio o descrizioni troppo ottimistiche.
Giochi, articoli per l’infanzia e passeggini
Bambini e neonati usano gli oggetti per pochissimo tempo, quindi il mercato dell’usato gira. Giocattoli, lettini, fasciatoi, seggioloni, passeggini e seggiolini auto sono tra gli articoli più scambiati.
Vinted (sezione bimbi), Subito, gruppi locali e mercatini per l’infanzia sono i canali più frequenti. Prima di vendere controlla bene sicurezza e pulizia. Per passeggini e seggiolini indica modello, anno e stato, specificando se la normativa ancora li considera utilizzabili. Per oggetti ingombranti, spesso il ritiro a mano è la soluzione più semplice.
Mobili e oggetti d’arredo in buono stato
Se non vuoi passare la vita a preparare pacchi, i mobili sono una categoria interessante perché di solito si vendono con ritiro a mano. Studenti, giovani coppie e chi arreda case vacanza o stanze in affitto cercano soluzioni economiche e veloci.
Su Subito, Facebook Marketplace e i gruppi locali puoi proporre tavoli, sedie, scaffali, madie, letti e oggetti di decorazione come lampade, quadri, specchi. Servono misure precise, foto che mostrino l’oggetto nell’ambiente e indicazioni chiare su piano, ascensore e modalità di smontaggio e trasporto.
Cosa vendere se ami creare: prodotti fatti a mano
Se ti piace lavorare con le mani, una delle risposte più naturali alla domanda “cosa posso vendere per fare soldi?” sono i prodotti artigianali. Il capitale principale è il tuo tempo, ma puoi differenziarti con stile personale e cura dei dettagli.
Gioielli fatti a mano e bigiotteria
Braccialetti, collane, orecchini e accessori creati a mano, magari con materiali riciclati o personalizzazioni su misura, funzionano bene come regali e piccoli sfizi. Etsy, eBay, marketplace per artigiani e social come Instagram o TikTok ti permettono di mostrare il tuo stile e ricevere ordini via messaggio o tramite un piccolo shop.
Conta molto la qualità dei materiali (attenzione al nichel e alle allergie), la solidità delle chiusure e un packaging semplice ma curato. Calcola sempre anche i costi delle spedizioni e la gestione dei resi quando definisci i prezzi.
Saponette, bombe da bagno e candele artigianali
Saponette profumate, bombe da bagno e candele decorative o profumate sono prodotti che piacciono a chi ama l’home decor e i regali “carini”. Però la normativa fa la differenza: i cosmetici (saponi e prodotti per la pelle) hanno regole precise su sicurezza, ingredienti, etichette e registrazioni. Le prove fatte per amici e familiari non sono la stessa cosa di un’attività strutturata.
Prima di vendere saponi, creme o prodotti per la pelle in modo continuativo, è essenziale conoscere il Regolamento (CE) 1223/2009 sui prodotti cosmetici, che richiede tra le altre cose la notifica del prodotto al portale europeo CPNP e il rispetto di requisiti su sicurezza, composizione e etichettatura.
Le candele, pur non essendo cosmetici, vanno comunque prodotte e testate in sicurezza, scegliendo materiali adatti e contenitori resistenti al calore. In caso di dubbi, valuta la consulenza di un tecnico o di un laboratorio specializzato, soprattutto se pensi di vendere a un pubblico ampio.
Decorazioni per festività, matrimoni ed eventi
Ghirlande, centrotavola, segnaposto, decorazioni per compleanni, baby shower, matrimoni e kit fai-da-te per feste sono un altro modo per monetizzare la tua manualità. Etsy e marketplace artigianali ti danno vetrina, ma anche Instagram, Pinterest e i gruppi Facebook locali possono portare clienti. In alcuni casi ha senso collaborare con wedding planner e location.
Qui è fondamentale gestire bene tempi di produzione e consegna. Chi organizza un evento ha una data fissa: ritardi o cambi last minute possono compromettere l’esperienza di chi compra.
Stampe, quadri e oggetti d’arte
Se disegni o dipingi, puoi vendere quadri originali, stampe numerate, illustrazioni digitali da scaricare, ma anche poster, cartoline o adesivi. Etsy, eBay e le piattaforme di stampa on demand ti aiutano a gestire produzione e spedizioni; mostre locali, mercatini e social servono per farti conoscere dal vivo.
Devi capire se il tuo modello ideale è vendere l’originale a un prezzo più alto, distribuire stampe a prezzi accessibili o combinare entrambe le cose. Considera il tempo speso per ogni pezzo e i costi di stampa prima di fissare i prezzi.
Articoli di sartoria e abbigliamento personalizzato
Se sai usare la macchina da cucire puoi iniziare con borse, zainetti, pochette e accessori semplici, poi passare a capi su misura, modifiche e personalizzazioni su t-shirt e felpe. Chi compra è spesso disposto a pagare di più per qualcosa di unico o adatto al proprio corpo.
Per non svendere il tuo lavoro, stima quante ore ti servono per ogni prodotto, quanto costano tessuti e materiali e che commissioni chiede la piattaforma che vuoi usare. Non farti tentare da prezzi troppo bassi “per iniziare”: è difficile alzarli in un secondo momento.
Vendere prodotti fatti in casa senza Partita IVA (panoramica)
In Italia molte persone cominciano con piccole vendite occasionali di prodotti fatti in casa. Per quantità minime e sporadiche si parla spesso di vendite occasionali, ma il confine con l’attività abituale non è sempre chiaro.
Negli ultimi anni sono aumentati anche i controlli sulle vendite tramite piattaforme: in attuazione della direttiva europea DAC7, marketplace come Vinted o eBay devono comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati dei venditori che, in un anno civile, superano 30 vendite o 2.000 € di corrispettivi. Questo non introduce una “nuova tassa”, ma rende più semplice per il Fisco distinguere tra attività davvero saltuarie e attività commerciali vere e proprie.
Appena la produzione diventa continuativa e organizzata – per esempio hai un catalogo stabile, fai promozione, gestisci ordini regolarmente – può essere necessario aprire Partita IVA e rispettare norme specifiche, soprattutto se vendi alimenti o cosmetici. In molte situazioni, anche se resti nel perimetro delle “vendite occasionali”, i proventi possono comunque dover essere indicati in dichiarazione dei redditi come redditi diversi.
Per non muoverti a intuito, lega questa scelta a una guida su vendere prodotti fatti in casa senza Partita IVA e a un confronto con un professionista abilitato.
Vintage e collezionismo: cosa comprare e rivendere per guadagnare
Vintage e collezionismo possono offrire margini interessanti, ma richiedono studio, pazienza e capitali che restano bloccati in oggetti che potrebbero vendere lentamente. Non è una scorciatoia: è un gioco di competenze.
Fumetti, manga e prime edizioni
Fumetti, manga e romanzi in prima edizione valgono di più quando sono completi, in buono stato e difficili da trovare. I pezzi più ricercati sono prime stampe, serie complete e numeri fuori catalogo.
Per rifornirti puoi girare mercatini, aste locali e lotti usati online, ma la parte decisiva è capire quali titoli hanno davvero mercato. Studiare le vendite concluse e la fascia di prezzo in cui gli oggetti si muovono ti evita di ritrovarti scaffali pieni di volumi invenduti.
Carte collezionabili (Pokémon, Magic, ecc.)
Carte Pokémon, Magic e simili hanno un mercato molto attivo, ma volatile. I prezzi cambiano nel tempo, lo stato fisico conta tantissimo e la conservazione è cruciale: bustine, raccoglitori, protezioni e una gestione attenta dell’umidità fanno la differenza.
Per non bruciarti, focalizzati su poche serie o espansioni, impara le scale di valutazione (mint, near mint, ecc.) e compra solo quando hai chiaro il valore realistico. Entrare comprando “a caso” perché qualcosa è di moda è il modo più rapido per perdere soldi.
Vinili e dischi rari
Nel mondo dei vinili diventano interessanti le prime stampe, le tirature limitate e i dischi di nicchia o fuori catalogo. Serve occhio per etichette, codici catalogo e condizioni di disco e copertina.
Anche qui la regola è sempre la stessa: studia le vendite passate, evita di pagare prezzi da collezionista a oggetti che il mercato considera comuni e non sottovalutare l’importanza di graffi, fruscii e difetti visibili.
Console e videogiochi retrò
Console e giochi delle generazioni più vecchie (Nintendo, Sega, PlayStation, ecc.) attirano nostalgici e collezionisti. I giochi completi di scatola e manuale sono i più richiesti, alcune edizioni speciali possono valere molto di più del base.
Ogni pezzo va testato con calma e descritto con precisione, indicando eventuali difetti (tasti difettosi, lettori lenti, plastiche scolorite). Una descrizione onesta fa vendere meno in fretta ma riduce tantissimo discussioni e contestazioni.
Modellini, action figure e giocattoli d’epoca
Modellini auto e treni, action figure vintage e giocattoli d’epoca sono un campo vasto e spesso redditizio, soprattutto quando gli oggetti sono in buono stato, con scatola originale e appartengono a brand o serie molto ricercate.
Se ti appassiona questo mondo, può esserti utile una guida su dove vendere modellini auto online e offline come base, per poi allargarti a categorie affini man mano che capisci gusti e valori.
Mobili antichi restaurati
Qui entri in un segmento più impegnativo. Per guadagnare devi riconoscere i pezzi interessanti, valutare se vale la pena restaurarli e organizzare trasporto e consegna. Se non hai competenze di restauro puoi collaborare con artigiani, ma devi prevedere il loro costo in anticipo.
I mobili giusti possono dare margini importanti, ma i tempi di vendita sono spesso lunghi. Non è adatto a chi cerca soldi rapidi.
Dove vendere collezionismo e come valutare gli oggetti
Per il collezionismo i canali principali sono eBay (aste e prezzo fisso con pubblico internazionale), Catawiki (aste curate per oggetti particolari), fiere e mercatini specializzati, gruppi Facebook e forum di nicchia.
Per non andare a caso, il punto di partenza è sempre lo stesso: analizzare le vendite concluse, imparare a valutare lo stato con criteri standard del settore e informarsi su come riconoscere falsi, ristampe e riproduzioni. All’inizio lavora con cifre contenute e considera gli errori un costo di formazione.
Moda, beauty e lifestyle: cosa vendere se ami lo stile
Se ti piace seguire tendenze e brand, puoi usare la tua conoscenza per scegliere cosa vendere. Sapere cosa cercano le persone è già metà del lavoro.
Intimo e loungewear
Intimo di marca, bralette, body, pigiami e tute “da casa” di qualità hanno un mercato costante. Chi compra cerca comfort e qualità migliore rispetto al fast fashion, senza pagare il prezzo del nuovo.
Per l’intimo ha senso proporre solo capi praticamente nuovi o con cartellino. Le foto devono essere chiare ma rispettose e le descrizioni precise su taglia, modello e stato.
Abbigliamento sportivo e athleisure
Tute, leggings, top tecnici e sneakers da allenamento sono un’altra categoria forte. I brand noti si vendono meglio, ma per chi compra contano molto lo stato del tessuto, l’elasticità e il numero di lavaggi.
Se il tuo mondo sono le sneakers, una guida su come vendere sneakers online ti aiuta a capire piattaforme, autenticità e rischi, prima di investire in modelli più costosi.
Accessori (borse, zaini, occhiali, orologi, gioielli)
Accessori ben scelti completano l’outfit, occupano poco spazio e sono facili da spedire. Borse e zaini di marca mantengono in parte il valore, occhiali e orologi attirano chi cerca un buon affare.
Prima di vendere controlla graffi su lenti, quadranti e fibbie, lo stato di cinturini, manici e cerniere. E, di nuovo, niente marchi falsi spacciati per originali: meglio indicare chiaramente se un articolo è ispirato e non autentico.
Prodotti beauty e skincare (con attenzione a norme e ingredienti)
Beauty e skincare sono un terreno delicato. In generale conviene vendere solo prodotti nuovi, sigillati e con scadenza leggibile. Creme aperte e make-up usato interessano molto meno e possono creare diffidenza.
Se passi dalla rivendita di prodotti di terzi alla produzione o importazione di cosmetici, rientri nell’ambito del Regolamento (CE) 1223/2009 e delle indicazioni del Ministero della Salute su sicurezza, composizione e cosmetovigilanza. Prima di fare il salto è fondamentale capire obblighi su etichette, dossier di sicurezza e notifica al CPNP.
È un ambito dove “fare a occhio” non è una buona idea: confrontati sempre con un consulente o un laboratorio specializzato se vuoi creare un vero micro-brand.
Cosa si vende spesso bene su Vinted e app di second hand
Su Vinted e sulle app di second hand si muovono di solito meglio abbigliamento di marca in buono stato, sneakers richieste, borse conosciute, abbigliamento bambino e premaman e capispalla di mezza stagione.
Casa, fitness e outdoor: prodotti sempre richiesti
Queste categorie intercettano bisogni molto concreti: organizzare la casa, rimettersi in forma e fare attività all’aperto senza spendere una fortuna.
Articoli per la casa e l’arredo
Lampade, tavolini, sedie, quadri, specchi, cornici e oggetti di design sono spesso acquistati usati per arredare stanze, uffici domestici e case vacanza. Foto curate che mostrano l’oggetto in una stanza, e non buttato in cantina, aumentano tantissimo le probabilità di vendita.
Descrivi dimensioni, eventuali difetti e stile (moderno, industrial, vintage). Così chi cerca un pezzo specifico capisce subito se fa al caso suo.
Attrezzatura fitness usata
Pesi, bilancieri, panche, tapis roulant, cyclette ed ellittiche sono articoli voluminosi, ma hanno un pubblico ampio: chi vuole allenarsi a casa senza spendere per attrezzi nuovi.
Specificare marca, modello, misure e stato di usura aiuta a filtrare i curiosi. Per molti di questi oggetti il ritiro a mano è la soluzione più sensata, sia per costi di spedizione sia per evitare danni.
Accessori per yoga e benessere
Tappetini, cuscini per meditazione, rulli massaggio, elastici e piccoli attrezzi sono facili da spedire e occupano poco spazio. La concorrenza sul nuovo è però forte, quindi l’usato deve essere in ottime condizioni e ben pulito.
Per distinguerti puoi creare piccoli set (per esempio tappetino + blocchi + fascia elastica) invece di vendere ogni oggetto singolarmente.
Articoli per il campeggio e gli sport outdoor
Tende, zaini, sacchi a pelo, attrezzatura trekking, bici e monopattini sono tipici “acquisti una volta e poi rivendi”. Hanno in genere più domanda in primavera ed estate e spesso vengono cercati usati per ridurre i costi di un viaggio o di una nuova attività.
Nelle inserzioni indica difetti come cerniere inceppate, micro-strappi o parti mancanti. Dimensioni e peso aiutano a capire se l’oggetto è adatto al tipo di viaggio o uso che l’acquirente ha in mente.
Oltre agli oggetti: prodotti digitali e servizi da vendere
Non devi per forza vendere solo oggetti fisici. Una parte della risposta a “cosa vendere per fare soldi online” è anche in ciò che sai fare, non solo in ciò che possiedi.
Guide, template e risorse digitali
Se conosci bene un argomento, puoi condensarlo in mini ebook, guide pratiche o corsi brevi. Se sei bravo con i fogli di calcolo puoi creare template Excel per budget, gestione spese o pianificazione. Se hai occhio grafico, puoi offrire preset foto, grafiche e planner stampabili.
Il vantaggio è che non hai magazzino e non prepari pacchi. Lo svantaggio è la concorrenza elevata: per emergere serve un posizionamento chiaro e un minimo di lavoro su audience e marketing.
Servizi online (grafica, traduzioni, social media, lezioni)
Competenze come grafica, montaggio video, copywriting, traduzione, ripetizioni e lezioni online o gestione social possono essere vendute direttamente come servizi. In questo caso “il prodotto sei tu”.
Piattaforme freelance, portali elencati nella guida ai siti per guadagnare soldi online in Italia e un tuo sito o profilo social professionale sono i canali più immediati. I primi clienti spesso arrivano da contatti esistenti: amici, ex colleghi, conoscenti.
Quando ha senso passare da “vendere cose” a “vendere competenze”
Ha senso spostare il focus quando noti che i clienti ti cercano non tanto per un oggetto specifico, ma per la tua capacità di risolvere un problema: spiegare qualcosa, creare contenuti, impostare campagne, insegnare una lingua.
Se margini e logistica dei prodotti fisici iniziano a diventare pesanti, puoi valutare un percorso misto in cui affianchi prodotti digitali e servizi alle vendite di oggetti. Anche qui è fondamentale tenere d’occhio tassazione, contributi e sostenibilità nel lungo periodo.
Legalità, tasse e rischi in Italia (panoramica veloce)
Questa parte non sostituisce il parere di un commercialista o di un ente ufficiale, ma ti aiuta a capire quali domande portare a un professionista.
Quando inizi a vendere con una certa regolarità, porta sempre queste tre domande al tuo consulente:
- le mie vendite sono ancora “occasionali” o già “abituali”?
- che forma è più adatta per me (lavoro autonomo occasionale, Partita IVA in regime forfettario, altro)?
- quali obblighi pratici ho (fatture, ricevute, dichiarazioni, comunicazioni legate alle piattaforme)?
Vendite occasionali di usato: cosa significa in pratica
Vendere oggetti usati personali, per esempio quelli di uno svuota-armadio o di una cantina, in molti casi rientra nella gestione del proprio patrimonio e non viene considerato automaticamente un’attività d’impresa.
Il quadro cambia se inizi a comprare apposta per rivendere, se le vendite sono frequenti e organizzate, se hai magazzino, listini e fai promozione strutturata. In queste situazioni è più facile che l’attività venga vista come abituale e non più occasionale.
Quando iniziare a parlare di attività abituale e Partita IVA
Segnali tipici che richiedono attenzione sono l’acquisto di merce con l’obiettivo specifico di rivenderla, il flusso costante di vendite ogni mese e la presenza di uno shop, campagne sponsorizzate e un brand riconoscibile.
Quando ti riconosci in questo profilo è prudente valutare con un commercialista se aprire Partita IVA, quale codice ATECO usare e se puoi rientrare in un regime agevolato come il forfettario (ad oggi accessibile, in generale, a chi non supera 85.000 € di ricavi annui, con regole specifiche sul superamento delle soglie).
In parallelo, dal 1° gennaio 2024 tutti i contribuenti in regime forfettario sono tenuti a emettere fattura elettronica, quindi anche chi vende online con Partita IVA deve considerare questo aspetto operativo.
Prodotti “sensibili” (alimentari, cosmetici, integratori, bambini)
Per alimenti, cosmetici, integratori e prodotti per bambini ci sono norme molto precise su sicurezza, igiene, tracciabilità, etichette, INCI, certificazioni e omologazioni. Prima di iniziare a vendere in modo continuativo è indispensabile informarsi su regole e permessi in Italia e in UE.
In particolare, per gli alimenti si applicano tra gli altri il Regolamento (CE) 852/2004 sull’igiene dei prodotti alimentari e il Regolamento (UE) 1169/2011 sulle informazioni al consumatore (etichettatura, allergeni, ecc.); per i cosmetici vale il Regolamento (CE) 1223/2009, che prevede obblighi specifici su sicurezza, composizione, etichettatura e notifica dei prodotti al portale CPNP prima dell’immissione sul mercato.
Qui il fai-da-te è rischioso: le sanzioni possono essere pesanti e, soprattutto, c’è di mezzo la salute delle persone.
Dove informarsi: Agenzia delle Entrate, INPS, commercialista
Come punto di partenza puoi consultare:
- il sito dell’Agenzia delle Entrate per regimi fiscali (incluso il regime forfettario) e adempimenti collegati alle attività di impresa e lavoro autonomo;
- il sito INPS per contributi e previdenza legati a lavoro autonomo, commercio e gestione separata;
- le informazioni di associazioni di categoria (per esempio Confcommercio sull’e-commerce) per gli aspetti pratici di apertura attività e comunicazioni obbligatorie.
La figura chiave resta comunque il commercialista o un CAF esperto di micro-business ed ecommerce. Ogni situazione personale è diversa: puntare solo su esempi letti online o su forum è un errore frequente.
Come scegliere cosa vendere TU: checklist in 3 passi
Non esiste una risposta generica alla domanda “cosa vendere per fare soldi”: dipende da ciò che hai, da chi sei e da quanto tempo e capitale puoi davvero investire.
Passo 1 – Parti da ciò che hai già (oggetti e competenze)
Il primo esercizio è doppio. Da un lato fai l’elenco degli oggetti che potresti vendere: usato di casa, collezioni, attrezzature sportive, strumenti musicali. Dall’altro scrivi le competenze che potresti offrire: manualità, competenze digitali, lingue, capacità di insegnamento o di organizzazione.
Quando hai entrambe le liste prova a incrociarle. Per esempio potresti vendere libri di un argomento che conosci bene e, una volta capito l’interesse, valutare consulenze, lezioni o contenuti digitali su quello stesso tema.
Passo 2 – Filtra con tempo, capitale e spazio di magazzino
Prima di decidere cosa vendere fai tre domande semplici: quanto tempo hai ogni settimana, quanti soldi puoi permetterti di bloccare in merce e quanto spazio hai per stoccare prodotti.
Se tempo, soldi e spazio sono limitati, la risposta più logica è iniziare da ciò che possiedi già e da categorie che non riempiono casa di scatoloni. Solo quando hai verificato che la cosa funziona e ti piace puoi valutare stock più grandi, reselling strutturato o un micro-business.
Passo 3 – Testa in piccolo su 1–2 piattaforme per 30 giorni
Una volta definita la categoria, scegli una o due piattaforme e impegnati per 30 giorni. Pubblica annunci con regolarità, osserva quali ricevono visite e messaggi, modifica foto, descrizioni e prezzi in base alle reazioni.
Alla fine del mese, guarda quanto hai incassato al netto di commissioni e spedizioni e quante ore ci hai lavorato. Se stai ragionando su obiettivi numerici può aiutarti una guida su come guadagnare 10€ al giorno in Italia per trasformare gli esperimenti in un piano più strutturato, sempre senza considerare i risultati come garantiti.
FAQ su cosa vendere per fare soldi
Cosa posso vendere per fare soldi subito?
Per soldi “subito” è quasi sempre meglio partire dall’usato che hai in casa: vestiti, scarpe di marca, libri, elettronica funzionante, giochi e articoli per l’infanzia. Puoi proporli su Vinted, eBay, Subito o Facebook Marketplace. Il risultato dipende da condizioni, prezzi e domanda nella tua zona.
Cosa vendere da casa per fare soldi senza investire?
Se non vuoi o non puoi investire, concentrati su ciò che possiedi già: abbigliamento, accessori, libri, videogiochi, piccoli elettrodomestici e qualche pezzo di arredamento. Il costo principale è il tuo tempo. Se inizi a produrre cose fatte a mano, considera sempre il prezzo dei materiali, il numero di ore necessarie e, se la cosa diventa continuativa, gli aspetti fiscali.
Cosa vendere online per guadagnare nel lungo periodo?
Nel lungo periodo funzionano meglio le categorie con domanda costante: moda e accessori, casa e decorazione, prodotti per animali, fitness, articoli per bambini, oggetti artigianali o di nicchia. Puoi usare marketplace o costruire un tuo ecommerce, ma servono lavoro su brand, logistica, marketing e assistenza clienti, senza nessuna garanzia sui guadagni.
Cosa comprare e rivendere per guadagnare davvero?
Il reselling ha senso quando riesci a trovare oggetti sottovalutati rispetto al loro valore di mercato. Succede per vinili, fumetti, carte collezionabili, giocattoli d’epoca, modellini, sneakers, elettronica particolare e mobili vintage. Serve studio e tempo: chi si avvicina pensando ai “soldi facili” di solito resta deluso.
Cosa vendere per fare soldi se ho poco tempo?
Se hai poco tempo, meglio puntare su pochi oggetti dal valore unitario più alto, come elettronica, scarpe o borse di marca, collezionismo specifico. Prepari pochi annunci molto curati e gestisci poche spedizioni. Micro-prodotti a basso prezzo, che richiedono volumi enormi per generare un extra sensato, difficilmente sono compatibili con agende già piene.
Quali sono gli oggetti usati che si vendono meglio in Italia?
Di solito si vendono bene abbigliamento di marca, sneakers e borse, smartphone e console, libri scolastici e universitari, giochi e articoli per bambini, piccoli mobili e arredo. Le piattaforme più usate includono Vinted, Subito, eBay e Facebook Marketplace.
Posso vendere prodotti fatti in casa senza Partita IVA?
Per quantità piccole e saltuarie si parla spesso di vendite occasionali, ma il confine con l’attività abituale non è definito una volta per tutte. Se inizi a produrre saponi, candele, dolci o simili in modo continuativo, è prudente informarsi su requisiti igienico-sanitari, norme di sicurezza e possibili obblighi fiscali con un commercialista o con un CAF.
Ricorda anche che, superate certe soglie di operazioni o importi sulle piattaforme (ad esempio 30 vendite o 2.000 € annui per la comunicazione DAC7), i tuoi dati vengono trasmessi all’Agenzia delle Entrate: non significa automaticamente che devi aprire Partita IVA, ma è un segnale in più per farti seguire da un professionista e capire se e come dichiarare i proventi.
Quanti soldi posso fare vendendo oggetti online?
Dipende da cosa vendi, da quanto hai da proporre e da quanto tempo investi. Molte persone usano il reselling per ottenere un extra di qualche decina o centinaio di euro al mese; poche costruiscono un business vero e proprio. Non esistono cifre garantite: l’unico modo serio è testare e monitorare i tuoi numeri.
Meglio vendere usato o comprare nuovo per rivendere?
Per iniziare, l’usato che possiedi già è la scelta più prudente, perché non immobilizzi capitale in magazzino. Comprare nuovo per rivendere ha senso solo quando conosci bene una nicchia, hai studiato prezzi e concorrenza e puoi permetterti errori e giacenze invendute senza problemi.
Qual è la cosa più semplice da vendere per iniziare?
In genere la cosa più semplice è quella che conosci meglio: vestiti del tuo stile, libri dei tuoi interessi, oggetti legati ai tuoi hobby. Conosci già marche, prezzi e cosa cercano le persone. Parti da lì, pubblica qualche annuncio test e usa i risultati per capire se vale la pena fare un passo in più.
Conclusione: 3 cose da fare oggi
Per passare dalla teoria alla pratica scegli una delle tre strade del piano rapido: svuota-casa, nicchia usato/vintage oppure prodotti fatti a mano o digitali. Poi decidi un micro-obiettivo concreto, come pubblicare 5–10 annunci o lanciare il primo prodotto digitale, e portalo a termine entro pochi giorni.
Infine individua la guida di approfondimento più coerente con la strada scelta – Vinted, eBay, app per vendere tutto, siti per guadagnare online o vendere prodotti fatti in casa senza Partita IVA – e usala per trasformare i tuoi primi dati reali in un piano più strutturato, senza promesse automatiche.

Wow, questo articolo è davvero informativo! Mi ha dato un’ottima panoramica su cosa potrei vendere per fare soldi extra. Tuttavia, mi chiedo se esistono strategie specifiche per promuovere questi prodotti e massimizzare le vendite. Ad esempio, ci sono consigli su come utilizzare i social media in modo efficace per promuovere le mie creazioni artigianali o i miei prodotti per la casa? O magari suggerimenti su come gestire al meglio un negozio online su piattaforme come Etsy o eBay? Sarebbe fantastico avere più informazioni su queste strategie di marketing per sfruttare al massimo il potenziale di guadagno di ciò che voglio vendere.
Certo! Utilizzare i social media in modo strategico può essere un ottimo modo per promuovere le tue creazioni artigianali o i tuoi prodotti per la casa. Concentrati su piattaforme come Instagram e Pinterest, dove le immagini svolgono un ruolo chiave. Assicurati di creare contenuti visivamente accattivanti e di utilizzare hashtag pertinenti per raggiungere il tuo pubblico di riferimento. Per quanto riguarda la gestione di un negozio online su piattaforme come Etsy o eBay, assicurati di ottimizzare le tue inserzioni con descrizioni dettagliate e immagini di alta qualità. Rispondi prontamente alle domande dei potenziali acquirenti e cerca di ottenere recensioni positive per costruire fiducia. Concentrati sulla tua unicità e sui punti di forza dei tuoi prodotti per differenziarti dalla concorrenza e massimizzare le vendite.