Domenico Sottile
Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.
Aggiornato il: 29 gennaio 2026.
Vuoi svuotare l’armadio, liberare spazio e recuperare qualcosa dalle scarpe che non usi più. Oppure stai valutando di trasformare la vendita di scarpe usate in un piccolo secondo reddito, magari più strutturato.
In entrambi i casi, il punto non è “metto un annuncio e vediamo che succede”. Devi scegliere il canale giusto (app, marketplace, negozio fisico), preparare bene le scarpe e l’annuncio, e capire i limiti legali e fiscali, soprattutto dopo la direttiva DAC7.
Questa guida è pensata per chi vende dall’Italia come privato. Troverai percorsi pratici, esempi concreti, una tabella riassuntiva e un focus su sicurezza e fisco. Nessuna promessa di guadagni facili: tutto dipende da marca, condizioni, domanda e tempo che decidi di investirci.
Le parti fiscali e regolamentari sono state riviste alla luce delle pagine ufficiali dell’Agenzia delle Entrate sulla DAC7 e dello scambio di informazioni tra piattaforme e Fisco, oltre che della documentazione pubblica sulla direttiva stessa.
Questa guida ha scopo informativo generale: non è consulenza fiscale, legale o professionale personalizzata. Le regole su vendite occasionali, redditi “diversi” e attività d’impresa dipendono dal tuo caso concreto e vanno valutate con un CAF o un commercialista, soprattutto se vendi in modo continuativo o con importi rilevanti.
Metodo editoriale in breve: sono stati inclusi solo canali effettivamente utilizzabili da privati che vendono dall’Italia nel 2026 (app di moda second hand, marketplace generalisti, negozi conto vendita, programmi Second Hand delle catene sportive), escludendo piattaforme non operative o marginali per il mercato italiano. Le informazioni operative sulle piattaforme (commissioni, programmi usato, DAC7) sono basate sulle rispettive pagine ufficiali, dove disponibili.
Prima di iniziare: che tipo di vendita vuoi fare?
Prima di decidere dove vendere le tue scarpe usate, chiarisci in quale categoria rientri. Ti evita di perdere tempo sui canali sbagliati e ti aiuta a scegliere subito il mix giusto di app e negozi.
Svuota-armadio: poche vendite, zero complicazioni
Se hai poche paia all’anno da vendere (5–10, magari tutte diverse) e il tuo obiettivo è solo liberare spazio e recuperare qualcosa, sei nel caso “svuota-armadio”. Parliamo di sneakers usate ma ancora in buono stato, tacchi messi una volta, scarpe sportive quasi nuove.
In questo scenario non serve un e-commerce né dieci piattaforme diverse: di solito bastano una app di moda second hand e un sito di annunci locali per il ritiro a mano. Un paio di pomeriggi per foto e annunci possono essere sufficienti per chiudere il giro.
Secondo reddito: piccola entrata extra con scarpe usate
Se inizi a cercare attivamente scarpe da rivendere (mercatini, amici, stock), le inserzioni diventano ricorrenti e presidii 2–3 canali, stai cercando un piccolo secondo reddito. Qui conta la continuità: annunci aggiornati, foto curate, risposte rapide alle chat e prezzi sensati.
L’attività richiede più tempo, ma può generare un flusso di vendite più stabile. Quando i volumi crescono, però, entrano in gioco anche costi, resi e possibili implicazioni fiscali da valutare.
Reselling avanzato: sneakers e lusso come attività vera
Se ti concentri su sneakers limitate o scarpe di lusso, segui drop, fiere e community, e usi piattaforme specializzate o negozi conto vendita selezionati, sei già nell’area del reselling avanzato. Qui non stai più “svuotando l’armadio”: investi capitale, ti assumi il rischio di invenduto e punti a margini più alti.
In questi casi è prudente confrontarsi con un commercialista per capire se l’attività rientra ancora tra le vendite occasionali o se va inquadrata come attività abituale.
In tutte e tre le situazioni non esistono guadagni garantiti: puoi fare poche decine di euro, qualche centinaio o niente, in base a marca, stato delle scarpe, stagione, foto, recensioni e pazienza.
Queste tre etichette (“svuota-armadio”, “secondo reddito”, “reselling avanzato”) non sono categorie fiscali ufficiali: servono solo per capire quanto tempo, capitale e rischio ti stai assumendo. Per capire se, nel tuo caso, si configura un’attività abituale d’impresa o solo vendite occasionali, l’unico riferimento affidabile resta un professionista.
Piano rapido: 3 percorsi per vendere scarpe usate dall’Italia
Se vuoi passare subito all’azione, puoi inquadrare la tua situazione in uno di questi tre percorsi, dal più semplice al più strutturato.
Percorso 1 – Svuota-armadio veloce (circa 0–200 € una tantum, non garantiti)
L’obiettivo è liberare spazio e recuperare qualcosa senza trasformare la cosa in un lavoro. Se vendi poche paia all’anno, di solito è inutile aprire un e-commerce o disperdersi in troppe piattaforme: una app di moda second hand (ad esempio Vinted) e un sito di annunci locali per il ritiro a mano possono bastare.
Per rendere il percorso concreto, scegli 5–10 paia in buone condizioni, scarta subito scarpe rotte o maleodoranti, pulisci bene esterno, suola e interni e fai una serie di foto chiare (lati, suola, interno, difetti, eventuale scatola). Prima di fissare il prezzo cerca modelli simili sulla piattaforma e orientati su un valore realistico, spesso intorno al 30–50% del nuovo per scarpe comuni in buono stato.
Quando pubblichi, preferisci spedizioni e pagamenti integrati dove disponibili o ritiro in luogo pubblico per gli annunci locali. Se dedichi uno o due momenti fissi alla settimana a rispondere ai messaggi e a preparare le spedizioni, puoi chiudere il giro in modo ordinato. In molti casi questo approccio permette di recuperare da zero a circa 200 € una tantum, ma è solo un ordine di grandezza, non una promessa.
Percorso 2 – Entrate extra regolari (fino a poche centinaia di €/mese, non garantite)
Qui l’obiettivo è trasformare la vendita di scarpe usate in un piccolo flusso di entrate non garantite ma ricorrenti. Non ti limiti a svuotare l’armadio: cerchi scarpe rivendibili in modo attivo, ti concentri su una nicchia e usi 2–3 canali in modo continuativo.
Un set-up tipico può essere questo: ti specializzi in sneakers di brand medio-alti in buono stato oppure in scarpe tecniche (trekking, running) o in tacchi di marchi conosciuti; usi Vinted o Depop per la platea “moda”, Subito o Facebook Marketplace per il ritiro a mano, e un marketplace di lusso se inizi a trattare pezzi più costosi. Ogni settimana carichi nuovi annunci, reinvesti una parte dei ricavi in nuove occasioni e tieni d’occhio le recensioni.
Con costanza e una buona selezione, alcune persone arrivano a generare qualche centinaio di euro al mese, ma le vendite sono per natura altalenanti. Oltre alle commissioni e ai resi, considera anche il tempo speso: se i volumi crescono, è sensato farsi una prima chiacchierata con un professionista sulla parte fiscale.
Percorso 3 – Reselling avanzato di sneakers/firmate (da valutare col commercialista)
In questo percorso tratti sneakers da collezione o scarpe di lusso come una vera attività, con capitale, rischio e potenziale margine più alto. Entrano in gioco piattaforme specializzate come StockX & simili per modelli molto specifici, marketplace di lusso come Vestiaire, Rebelle o PrivateGriffe e, sul lato offline, fiere, eventi sneakerhead e negozi vintage o conto vendita di alto livello.
Qui è fondamentale conoscere bene il mercato: non solo i prezzi richiesti, ma quelli effettivamente realizzati. Devi valutare anche il rischio di invenduto e i costi nascosti (commissioni, spedizioni verso i centri di autenticazione, eventuali resi). Se compri apposta per rivendere, con una certa organizzazione, è prudente verificare con un commercialista se e come inquadrare l’attività.
Le cifre citate (0–200 €, “poche centinaia” al mese) sono solo esempi indicativi, non soglie fiscali né limiti di legge, e non c’è alcuna garanzia di raggiungerle: tutto dipende da cosa vendi, da quanto spesso lo fai e da come viene inquadrata l’attività ai fini fiscali.
Tabella confronto: dove vendere scarpe usate dall’Italia
I valori indicati sono solo orientativi: commissioni, soglie e condizioni possono cambiare. Prima di usare un canale, verifica sempre le informazioni aggiornate sul sito ufficiale.
Le note su commissioni e condizioni della tabella si basano su come, a gennaio 2026, Vinted, Depop, eBay, Vestiaire e Decathlon descrivono nei propri siti ufficiali fee, programmi Second Hand e servizi collegati; considera comunque la tabella come un riassunto non esaustivo e ricontrolla sempre le pagine di dettaglio prima di iniziare a vendere.
| Canale | Esempi | Incasso tipico (non garantito) | Commissioni/costi (indicativi, da verificare) | Tempi medi di vendita | Rischi / note | Ideale per chi |
|---|---|---|---|---|---|---|
| App moda second hand | Vinted, Depop | Scarpe comuni in buono stato: spesso poche decine di €; di più per brand richiesti o quasi nuove | Commissioni e tariffe gestite dalla piattaforma (a carico acquirente o come fee sul prezzo, da verificare) | Da pochi giorni a diverse settimane | Serve gestire chat e spedizioni; possibili contestazioni se descrizioni o foto non sono accurate | Svuota-armadio e secondo reddito base |
| Annunci e marketplace locali | Subito, Wallapop | Prezzi spesso più bassi, ma incasso netto maggiore se fai ritiro a mano | In genere nessuna commissione piattaforma; restano eventuali costi di spedizione | Rapidi se il prezzo è giusto | Rischio truffe e pagamenti in contanti; meglio preferire pagamenti tracciabili e incontri in luoghi pubblici | Chi vuole ritiro a mano in zona |
| Marketplace generalisti | eBay, Amazon (per merce specifica) | Per modelli ricercati o pari al nuovo si possono spuntare prezzi più alti (non garantiti) | Percentuale sul prezzo finale più eventuali costi fissi; da verificare nel tariffario ufficiale | Variabili, spesso più lunghi | Gestione resi, feedback, eventuali costi internazionali | Venditori più esperti e pezzi di valore |
| Marketplace di lusso | Vestiaire Collective, Rebelle, PrivateGriffe | Scarpe firmate in ottimo stato: prezzi spesso più alti rispetto alle app generaliste | Commissioni importanti (percentuale sul venduto); da verificare per ogni piattaforma | Da settimane a mesi | Autenticazione, requisiti sulla scatola e sulla documentazione; clientela esigente | Chi ha scarpe firmate/lusso in ottime condizioni |
| Negozi conto vendita / vintage | Mercatopoli, negozi vintage locali, boutique usato | Prezzo fissato dal negozio; quota al venditore come percentuale (es. 30–50%, da verificare) | Commissione forte sulla vendita; in genere nessun costo se non si vende, da chiarire con il singolo esercente | Dipende dal negozio e dalla stagione | Meno controllo su prezzo finale e tempi | Chi vuole delegare tutto |
| Programmi Second Hand catene sportive | Decathlon Second Hand & simili | Di solito ricevi un buono acquisto, non contanti; valore legato a stato, modello e politiche interne | Nessuna commissione diretta; il rimborso è spesso inferiore rispetto alla vendita privata | In negozio, spesso immediati o rapidi | Non tutti i punti vendita accettano scarpe; categorie e condizioni da verificare sul singolo punto vendita | Chi preferisce buoni spesa e zero gestione online |
| Reselling sneaker su piattaforme dedicate | StockX & simili | Potenziali margini interessanti su modelli molto richiesti, con forte variabilità | Commissioni e fee su ogni vendita più costi di spedizione ai centri di autenticazione, da verificare | Può essere veloce, ma non garantito | Serve capitale e competenza; rischio elevato di invenduto | Reseller avanzati e sneakerhead esperti |
Importi e percentuali sono solo ordini di grandezza e non sono garantiti.
App di moda second hand: vendere scarpe usate da privato
Le app di moda second hand sono spesso il punto di partenza più naturale per vendere scarpe usate online dall’Italia come privato. Offrono una base utenti ampia, sistemi di pagamento e spedizione integrati e un’interfaccia facile da capire anche se non hai mai venduto prima.
Vinted: svuota-armadio moda con spedizioni integrate
Vinted è pensato proprio per chi vuole svuotare l’armadio di scarpe e abbigliamento. Crei un account, imposti i dati per ricevere i pagamenti, carichi foto chiare delle scarpe, selezioni categoria, taglia, marca, stato, descrivi eventuali difetti e imposti un prezzo. Se ti interessa vendere più velocemente, puoi utilizzare gli sconti su acquisti multipli e gestire le spedizioni con le opzioni integrate (etichette pronte, punti di ritiro, ecc.).
Dal lato pratico, il vantaggio è la combinazione tra pubblico ampio e strumenti integrati: Vinted è adatto a scarpe in buono stato, consente pagamenti e spedizioni tracciate e dà una certa protezione sia a venditore sia ad acquirente. Di contro, devi mettere in conto il tempo per rispondere alle chat, eventuali trattative e possibili contestazioni se foto e descrizioni non sono precise.
Al momento, per i venditori privati Vinted non applica una commissione di vendita: quello che guadagni è, in linea di massima, l’importo pagato dall’acquirente al netto di eventuali spese di spedizione a tuo carico. La piattaforma applica invece una Commissione per la Protezione acquisti (di solito una percentuale intorno al 5% più una quota fissa per ordine) che viene addebitata all’acquirente e può variare nel tempo e per tipo di ordine; verifica sempre il listino ufficiale prima di impostare i prezzi.
Cosa controllare su Vinted prima di vendere
Prima di caricare le scarpe, vale la pena leggere almeno tre pagine ufficiali di Vinted:
- Regole del catalogo Vinted (cosa puoi vendere e cosa no): https://www.vinted.it/catalog-rules
- Commissione per la Protezione acquisti / Protezione acquisti Pro (come funziona e chi la paga): punto di partenza utile è la sezione “Protezione acquisti” nel Centro assistenza, ad esempio https://www.vinted.it/help/550 e la pagina sul servizio Pro.
- Informazioni ufficiali su DAC7 e obblighi di comunicazione per chi supera determinate soglie di vendite su Vinted: https://www.vinted.it/help/1149-comunicazione-dac7 e la pagina di approfondimento DAC7.
Le condizioni possono cambiare: rileggere ogni tanto le FAQ ufficiali è una buona abitudine.
Depop: scarpe e streetwear per pubblico giovane
Depop è molto usato da un pubblico giovane e orientato a streetwear, sneakers e capi “instagrammabili”. Funziona come un incrocio tra social e marketplace: hai un profilo, un feed con i tuoi articoli, like, messaggi e hashtag.
Le scarpe che vanno meglio sono spesso sneakers, stivali e modelli di tendenza. Foto ed estetica del profilo contano quasi quanto il prezzo: look coerente, descrizioni chiare e hashtag mirati aiutano la visibilità. Le commissioni e le modalità di pagamento possono cambiare nel tempo: considera queste note come un promemoria e non come regole fisse.
In questo momento, Depop indica per i venditori fuori da UK e US una commissione di vendita pari al 10% sul totale della transazione, a cui si sommano le fee di elaborazione del pagamento (Stripe o PayPal), ma la struttura delle commissioni può variare nel tempo e per area geografica: controlla sempre la pagina ufficiale “Seller fees and charges” nella sezione di aiuto.
DA VERIFICARE sul sito ufficiale di Depop: commissioni aggiornate, sistemi di pagamento e condizioni per i venditori italiani.
Vestiaire Collective e simili (lusso)
Se hai scarpe di brand alto o medio-alto in condizioni eccellenti, i marketplace di lusso come Vestiaire Collective, Rebelle o PrivateGriffe spesso funzionano meglio di una app generalista. In cambio di commissioni più alte ottieni un pubblico internazionale abituato a spendere su marchi premium, processi di autenticazione che aumentano la fiducia e, spesso, gestione centralizzata di pagamenti e spedizioni.
Le richieste sono però più rigide: servono foto molto curate, condizioni ottime, spesso scatola originale e, dove possibile, prova d’acquisto. I tempi di vendita tendono a essere più lunghi rispetto ad app come Vinted.
Vestiaire, ad esempio, applica una commissione percentuale sulla vendita e una fee di elaborazione pagamenti che variano in base al Paese, alla valuta e alla fascia di prezzo dell’articolo; negli ultimi anni le percentuali per alcune categorie sono state ritoccate più volte. Prima di caricare scarpe di lusso è quindi fondamentale controllare la sezione “Seller: Selling Fees” aggiornata sul sito ufficiale.
DA VERIFICARE sulle pagine ufficiali di ciascun marketplace: percentuali di commissione, politiche su autenticazione e resi, modalità per i venditori italiani.
Se oltre alle scarpe hai anche borse importanti, può esserti utile una guida dedicata: Dove vendere borse firmate.
Altre app italiane da valutare (da verificare)
In Italia sono comparse negli anni altre app e siti per vendere abbigliamento e scarpe usate (come Svuotaly, Usato.it e realtà locali). Il problema è che questi progetti possono cambiare velocemente: nascono, si fondono, chiudono o modificano il proprio focus.
Per usarli in modo prudente, conviene fare una ricerca attuale del tipo “app per vendere abbigliamento usato Italia” e controllare per ogni app categorie accettate, metodi di pagamento, commissioni, presenza di assistenza e recensioni recenti di utenti italiani.
DA VERIFICARE: disponibilità attuale, condizioni d’uso e sicurezza dei pagamenti su ogni singola piattaforma.
Marketplace generalisti e annunci locali
I marketplace generalisti e i siti di annunci funzionano bene per scarpe meno “moda”, per chi preferisce il ritiro a mano o per chi non vuole dipendere dai sistemi di spedizione integrata.
Subito, Wallapop e annunci locali: vendite veloci in zona
Subito e Wallapop sono adatti a scarpe di fascia media o bassa, numeri particolari da piazzare in zona e venditori che preferiscono incontrare di persona l’acquirente. Per funzionare, devi curare soprattutto tre aspetti: foto chiare, indicazioni precise sulla zona e gestione prudente dei pagamenti.
Nell’annuncio descrivi sempre difetti, odore e usura della suola, specifica quartiere e città per favorire le ricerche locali e proponi appuntamenti in luoghi pubblici come centri commerciali o stazioni. Per importi più alti è più prudente usare pagamenti tracciabili (app di pagamento, bonifico istantaneo) rispetto ai contanti, sia per sicurezza sia in ottica fiscale se le vendite iniziano a essere frequenti.
Se usi gli strumenti integrati delle piattaforme (ad esempio TuttoSubito su Subito o il sistema di spedizioni protette di Wallapop), il denaro viene trattenuto dalla piattaforma e rilasciato al venditore solo dopo che l’acquirente conferma la ricezione dell’oggetto, con regole precise su rimborsi e contestazioni. Verifica sempre le sezioni “Protezione acquisti” e “Spedizioni” nei rispettivi centri assistenza prima di accettare pagamenti fuori piattaforma.
eBay: quando ha senso usarlo per le scarpe usate
eBay ha senso soprattutto se tratti modelli ricercati o da collezione, oppure scarpe nuove o pari al nuovo. Devi però essere disposto a gestire feedback, resi e una platea che può includere acquirenti esteri.
Puoi scegliere tra asta, sperando in una competizione al rialzo (non garantita), oppure “Compralo Subito”, con prezzo fisso e possibilità di proposte d’acquisto. Le commissioni di eBay prevedono in genere una percentuale sul prezzo finale e, in alcuni casi, costi fissi o extra per opzioni di visibilità.
Per i venditori non professionali eBay Italia indica una commissione sul valore finale calcolata come percentuale sul totale della vendita più una quota fissa per ordine (attualmente, nelle guide ufficiali, si parla ad esempio di una percentuale sul prezzo fino a una certa soglia più 0,35 € a transazione). Le percentuali concrete cambiano nel tempo e per categoria: il riferimento aggiornato è la pagina “Tariffe per venditori non professionali” su eBay.it.
DA VERIFICARE: tariffario ufficiale eBay.it per venditori privati, condizioni per la categoria scarpe/abbigliamento ed eventuali promozioni in corso.
Facebook Marketplace e gruppi locali
Facebook Marketplace e i gruppi locali (città, quartiere, appassionati di sneakers) sono utili per vendite locali veloci e per scarpe non particolarmente di marca ma ancora in buono stato. La visibilità può essere ampia, soprattutto se pubblichi anche nei gruppi giusti.
L’altro lato della medaglia sono i rischi: profili fake, tentativi di truffa, link sospetti. Mantieni la conversazione dentro Facebook, non cliccare link che ti portano su siti esterni per “sbloccare il pagamento”, incontra l’acquirente solo in luoghi pubblici e, per cifre non banali, preferisci pagamenti tracciabili. Se la conversazione ti suona strana, lascia perdere.
Facebook pubblica linee guida specifiche per comprare e vendere in sicurezza su Marketplace (attenzione a link sospetti, verifica dei profili, preferenza per incontri in luoghi pubblici, segnalazione dei contenuti fraudolenti): prima di iniziare a usarlo vale la pena leggere la sezione “Suggerimenti per fare acquisti in modo sicuro su Facebook Marketplace” nel Centro assistenza.
Dove vendere scarpe firmate o di lusso
Per le scarpe firmate o di lusso il canale di vendita conta quanto, se non più, del prodotto. Lo stesso paio può valere poco su un’app generalista e molto di più su un marketplace di lusso o in un negozio vintage ben frequentato.
Marketplace di lusso (Vestiaire, Rebelle, PrivateGriffe)
Se possiedi scarpe di brand medio-alti o di lusso in ottime condizioni, questi marketplace possono offrire un mix interessante di pubblico internazionale, processi di autenticazione e gestione dei pagamenti. In genere il percorso è questo: carichi foto curate, descrivi modello e condizioni, invii o fai validare l’articolo, il marketplace si occupa di autenticazione e gestione dell’acquirente.
In cambio di prezzi potenzialmente più alti accetti commissioni più onerose, tempi di vendita spesso più lunghi e requisiti rigidi su condizioni, confezione originale e documentazione.
DA VERIFICARE: percentuali di commissione, politiche di autenticazione e reso, disponibilità e condizioni specifiche per venditori italiani.
Negozi vintage e conto vendita in Italia
Molti negozi vintage o catene di usato come Mercatopoli offrono il conto vendita. Tu porti le scarpe, il negozio le seleziona, le espone e decide il prezzo di vendita; quando vengono vendute, ricevi una percentuale, spesso compresa in un intervallo che può aggirarsi intorno al 30–50% del prezzo, da confermare sempre con il singolo esercente.
Il vantaggio è che deleghi quasi tutto: esposizione, foto eventuali, trattativa con il cliente. Di contro, hai meno controllo sul prezzo finale e sui tempi di vendita, e non tutti i negozi accettano qualsiasi marca o condizione. Prima di consegnare le scarpe fatti mettere per iscritto percentuale, durata dell’esposizione e destino degli invenduti: se li ritiri, se vengono scontati, se vengono donati.
Sneakers da collezione e reselling avanzato
Se ti occupi di sneakers da collezione e modelli limitati, il tuo scenario è più vicino a un’attività di reselling che a un semplice svuota-armadio.
Piattaforme tipo StockX (solo per modelli molto richiesti)
StockX e piattaforme simili non funzionano come un normale marketplace, ma più come una “borsa” delle sneakers. I venditori impostano una ask, i compratori una bid: quando i due valori coincidono, la vendita si conclude. Nel mezzo ci sono spedizione verso un centro di autenticazione, commissioni e fee su ogni transazione, tempi tecnici e costi di spedizione.
Ha senso usare questi canali solo se hai accesso a modelli molto richiesti, conosci i prezzi reali di vendita e sei pronto a sostenere il rischio di invenduto. Ogni piattaforma ha regole proprie su paesi supportati, costi e modalità operative.
DA VERIFICARE direttamente sui siti ufficiali: commissioni, fee, paesi abilitati e modalità di pagamento.
Community sneakerhead, fiere ed eventi
Il mondo sneakers vive molto anche in community e incontri fisici: gruppi Facebook italiani dedicati alle sneakers, canali Telegram o Discord dove si scambiano informazioni su drop e prezzi, fiere e mercatini specializzati nelle grandi città.
Questi contesti possono essere utili per vendere e per capire il mercato reale, ma richiedono ancora più prudenza nei pagamenti. Per cifre importanti è preferibile usare metodi tracciabili, evitare grossi importi in contanti e conservare sempre prove di acquisto e di vendita. Se inizi a muovere volumi e importi significativi, parlare con un commercialista su inquadramento e adempimenti diventa quasi obbligatorio.
Negozi fisici, mercatini e programmi Second Hand
Se non ami gestire spedizioni e chat o preferisci il contatto diretto, i canali fisici sono una buona alternativa ai marketplace online.
Mercatini dell’usato e negozi di seconda mano
I mercatini dell’usato, fissi o periodici, e i negozi di seconda mano ti permettono di esporre le scarpe in uno spazio fisico. In molte formule paghi un piccolo affitto per uno stand oppure accetti una commissione sul venduto: esponi per un certo periodo, il gestore incassa e poi ti riconosce la tua parte.
Per orientarti, parti dal tuo Comune: molti organizzano mercatini regolamentati, soprattutto in alcune stagioni. Poi guarda catene come Mercatopoli e negozi di usato o vintage della tua zona. In tutti i casi chiedi sempre per iscritto condizioni, durata, commissioni e regole sugli invenduti.
Se tratti anche accessori come caschi, può esserti utile una guida dedicata: Dove vendere caschi usati.
Programmi Second Hand di catene sportive (Decathlon & co.)
Alcune catene sportive, come Decathlon, hanno attivato programmi Second Hand o di “seconda vita” per prodotti usati. In pratica porti in negozio l’articolo, il personale valuta se rientra tra le categorie accettate e, se tutto va bene, ricevi un buono da spendere nella stessa catena.
Prima di presentarti con le scarpe, verifica se il punto vendita vicino a te tratta anche quella categoria (non tutti i negozi lo fanno), controlla le condizioni minime richieste (pulizia, usura, marca, eventuale scontrino) e fatti spiegare come viene calcolato il valore del buono e quanto dura.
Decathlon, ad esempio, descrive sul proprio sito una sezione dedicata all’usato sportivo / Second Hand, in cui spiega che acquista prodotti usati selezionati (incluso materiale tecnico e, in alcuni casi, calzature sportive), li controlla e li rimette in vendita con garanzia e reso, riconoscendo al precedente proprietario un buono da spendere in negozio. Prima di portare le scarpe, verifica online la pagina “Second Hand” del sito italiano e le condizioni del punto vendita che ti interessa.
Altre catene potrebbero avviare programmi simili: vale la pena dare un’occhiata periodica ai siti delle principali insegne sportive attive in Italia.
Donare invece di vendere: quando ha più senso regalare le scarpe
Non tutte le scarpe meritano il giro degli annunci. Se un modello è difficilmente vendibile, ma ancora pulito, integro e indossabile in sicurezza, puoi prendere in considerazione la donazione.
Parrocchie, associazioni di volontariato e raccolte locali per persone in difficoltà sono spesso felici di ricevere calzature ancora buone. È un modo rapido per liberare spazio, ridurre sprechi e dare una seconda vita alle scarpe, anche quando il valore economico è basso.
Come preparare le scarpe e l’annuncio
Preparare bene scarpe e annuncio è spesso la differenza tra oggetti che restano mesi online e vendite relativamente rapide.
Pulizia e condizioni minime accettabili
Una buona regola è semplice: vendi solo scarpe che indosseresti ancora tu senza imbarazzo. Prima di fotografarle, pulisci esterno e suola con acqua e sapone delicato, spazzola via terra e polvere, arieggia le scarpe per ridurre eventuali odori forti e valuta se sostituire lacci rovinati o solette economiche può migliorare molto la percezione.
Evita di mettere in vendita scarpe con suole che si staccano, parti rotte o danni strutturali evidenti: rischi contestazioni, recensioni negative e perdita di tempo. I piccoli difetti (graffi, segni, leggera scoloritura) vanno invece mostrati e descritti con onestà, così chi compra sa cosa aspettarsi.
Foto: quante farne e come farle
Le foto sono il tuo negozio. Per un paio di scarpe, 6–8 immagini ben fatte sono più che sufficienti: lato esterno e interno, punta, tallone, suola, interno e, se presente, scatola e accessori.
Scatta in luce naturale, senza filtri che cambiano il colore, su uno sfondo semplice come un muro chiaro o un tavolo neutro. Ai difetti dedica almeno una foto ravvicinata, in modo da poterli richiamare nella descrizione. Più le immagini sono pulite e coerenti, più trasmettono affidabilità.
Titolo e descrizione che aiutano a vendere
Per il titolo puoi usare uno schema standard: brand, modello, numero, stato e genere. Frasi tipo “Nike Air Max 90 n. 42 buono stato uomo” o “Sandali Zara tacco 8 n. 39 ottimo stato donna” sono semplici ma danno subito le informazioni importanti.
Nella descrizione indica taglia, modello, colore e, se lo ricordi, anno di acquisto. Spiega come calzano (ad esempio se risultano strette o larghe rispetto al numero riportato), indica quante volte sono state usate o in che contesto e segnala eventuali difetti rimandando alle foto. Evita frasi generiche tipo “come nuove” se non sono davvero quasi immacolate.
Prezzi: come stimarli senza farsi del male
Per non tirare prezzi a caso, il metodo più lineare è guardare quanto hanno effettivamente venduto scarpe uguali o simili alle tue. Cerca su Vinted, Depop ed eBay, filtra per articoli venduti e guarda quanto incassano modelli con condizioni comparabili.
Come base indicativa, per scarpe comuni in buono stato ci si muove spesso tra il 30 e il 50% del prezzo del nuovo, salendo un po’ per brand molto richiesti o paia praticamente intonse. Per modelli da collezione, invece, la forbice può allargarsi molto in più o in meno e va fatta una ricerca dedicata. Sono sempre range, non promesse: in alcuni casi dovrai scendere, in altri potresti scoprire che qualcuno è disposto a pagare di più.
Spedizione e pagamenti tracciabili
Spedizione e pagamento sono i punti dove nascono la maggior parte dei problemi. Se la piattaforma offre spedizioni integrate, usarle ti facilita la vita: etichette pronte, tracking e una certa protezione in caso di controversie. Se vendi fuori piattaforma o organizzi tu la spedizione, scegli sempre servizi con codice di tracciamento, soprattutto per importi un po’ più alti.
Sul fronte pagamenti, i metodi tracciabili (sistemi integrati della piattaforma, bonifico, app di pagamento riconosciute) sono di solito la scelta più sensata. I contanti possono andare bene per cifre piccole e scambi di persona, ma per importi più importanti è meglio avere una prova. Diffida di link esterni inviati in chat per “ricevere il pagamento” o di richieste di spostare la transazione fuori dalla piattaforma senza un motivo logico.
In pratica, prima di pubblicare l’annuncio
Prima di cliccare su “Pubblica”, fai un controllo rapido su questi quattro punti di base:
- controlla che le scarpe siano pulite e indossabili
- prepara 6–8 foto chiare con eventuali difetti in evidenza
- verifica il prezzo confrontando annunci già venduti
- scegli un metodo di pagamento e spedizione tracciabile
Legalità, fisco e DAC7 (non è consulenza fiscale)
Questa parte è solo informativa e non sostituisce una consulenza fiscale. Le regole cambiano e ogni situazione è diversa: in caso di dubbi seri è sempre meglio parlare con un CAF o un commercialista.
Vendite occasionali vs attività abituale
In Italia la distinzione chiave non è tanto “online sì/no”, ma il confine tra vendite occasionali di beni propri e attività abituale organizzata. Se vendi ogni tanto scarpe che hai comprato per uso personale e che ora non ti servono più, spesso rientri nella casistica della cessione saltuaria di oggetti usati.
Se invece compri scarpe apposta per rivenderle, hai stock, fai molte transazioni all’anno e ti organizzi in modo sistematico su più piattaforme, ti avvicini a un’attività vera e propria. In quel caso è prudente verificare se serve aprire partita IVA, quale regime potrebbe essere applicabile e come gestire dichiarazioni e adempimenti.
In linea generale, la prassi fiscale italiana distingue tra:
- vendite del tutto sporadiche di beni propri, che possono rientrare tra i “redditi diversi” da indicare in dichiarazione (con possibilità di dedurre le spese inerenti), e
- vendite abituali e organizzate, che per l’Agenzia delle Entrate e la giurisprudenza recente tendono a essere considerate reddito d’impresa, con obbligo di partita IVA, fatturazione e adempimenti IVA.
Se ti interessa il mercato fetish (18+), è meglio affrontare l’argomento in una guida separata, con focus specifico su aspetti legali e di sicurezza: come vendere scarpe usate ai feticisti in modo legale e prudente (18+).
Cosa cambia con la direttiva DAC7
La direttiva DAC7 introduce obblighi di comunicazione per le piattaforme digitali come Vinted, eBay, Vestiaire e simili. Quando un venditore supera determinate soglie di numero di transazioni o di importi annui, la piattaforma è tenuta a comunicare all’Agenzia delle Entrate i dati relativi alle sue vendite.
Non si tratta di una nuova tassa specifica sulle piattaforme, ma di un sistema di reporting. Il fatto che una piattaforma segnali i tuoi dati non significa automaticamente che devi aprire partita IVA: conta la natura dell’attività (occasionale o abituale), non solo il numero delle vendite. Allo stesso tempo, aumenta la visibilità delle operazioni, quindi diventa ancora più importante essere trasparenti.
In pratica, per molte piattaforme che applicano la DAC7 (tra cui Vinted), scatta l’obbligo di comunicazione all’Agenzia delle Entrate quando in un anno civile:
- concludi almeno 30 vendite, oppure
- superi i 2.000 € di corrispettivi sulle vendite effettuate tramite la singola piattaforma.
Queste soglie riguardano solo l’obbligo di report da parte della piattaforma: non introducono un’imposta nuova e non significano, da sole, che la tua attività sia automaticamente “impresa”, ma rendono più semplice per il Fisco incrociare i dati con la tua dichiarazione.
Per capire come le regole si applicano al tuo caso, il riferimento resta sempre un professionista.
Sicurezza e privacy quando vendi scarpe usate
Oltre alla parte fiscale, cura anche la tua sicurezza. Negli annunci evita di pubblicare indirizzo completo di casa, mail principale o numero di telefono personale se non strettamente necessario. Usa le chat interne delle piattaforme, diffida di chi ti chiede di passare subito a metodi di comunicazione strani e non cliccare link sospetti relativi a pagamenti.
Per gli scambi di persona scegli luoghi pubblici, possibilmente in orari frequentati, e fatti accompagnare se la cifra o il contesto ti mettono a disagio. Se dall’altra parte noti fretta, pressioni o richieste poco chiare, è sempre meglio interrompere la trattativa: nessuna vendita giustifica un rischio inutile.
Molte piattaforme (Subito, Facebook Marketplace, Wallapop, Vinted) pubblicano guide di sicurezza con consigli pratici su pagamenti tracciabili, protezione acquisti e gestione degli incontri dal vivo: leggere queste sezioni ufficiali è un buon complemento a qualunque guida generica.
Quanto si può guadagnare davvero con le scarpe usate?
La domanda vera è se ti conviene rispetto al tempo investito. La risposta varia in base a quante scarpe hai, al tipo di modelli che tratti e alla cura che metti negli annunci.
Per uno svuota-armadio classico, con 5–10 paia in buono stato di brand comuni, è realistico pensare a un recupero nell’ordine delle decine o poche centinaia di euro una tantum, a volte di più, a volte meno. Se inizi a vendere regolarmente scarpe in buone condizioni, con annunci ben curati e una selezione attenta, puoi arrivare a qualche centinaio di euro al mese, tenendo conto della naturale variabilità tra un mese e l’altro.
Nel reselling avanzato i margini teorici possono essere più alti, ma aumentano anche rischi e complessità: invenduto, cali di domanda, errori di valutazione, gestione delle regole fiscali. Quando fai i conti, considera sempre anche ore dedicate a foto, chat, spedizioni e ricerca di stock: quello è lavoro a tutti gli effetti, anche se non lo chiami così.
Nessuno di questi scenari rappresenta una garanzia di reddito: sono solo ordini di grandezza per aiutarti a farti un’idea. La tassazione dipenderà dall’inquadramento complessivo (occasionale o abituale) e dal tuo quadro reddituale complessivo, non da una singola cifra “magica”.
Se, oltre alle scarpe, vuoi monetizzare altri capi o accessori, puoi approfondire anche:
- guida su come vendere calze usate
- guida ai siti per vendere biancheria usata
- come vendere un abito da sposa usato
- dove vendere occhiali usati
3 cose da fare oggi
Per non restare fermo sulla teoria, puoi iniziare così: seleziona 5–10 paia in buone condizioni e decidi il loro destino (vendere, donare, buttare se rovinate), scegli una o due piattaforme in base al tuo obiettivo (Vinted/Depop per la parte moda, Subito/Wallapop per le vendite locali, marketplace di lusso se hai scarpe firmate) e crea il primo annuncio seguendo la checklist su pulizia, foto, titolo, descrizione, prezzo e pagamenti tracciabili.
Dopo il primo annuncio, gli altri verranno molto più veloci. Per una panoramica più ampia puoi consultare anche una guida generale sui siti dove vendere online nel 2026.
Appendice: piattaforme poco adatte all’Italia o da usare solo in casi particolari
Per completezza, vale la pena ricordare che molte guide internazionali citano canali che, per chi vende scarpe usate dall’Italia, sono poco utili o pratici. Craigslist e siti analoghi, ad esempio, hanno un peso enorme in alcuni paesi ma sono quasi irrilevanti per un privato italiano. Alcuni programmi di buy-back di grandi retailer esistono solo in determinati paesi e non sono attivi in Italia.
Lo stesso vale per app nate in altri mercati che non permettono registrazione o spedizioni dall’Italia o che non gestiscono pagamenti in euro. Questi strumenti possono avere senso solo se vivi all’estero o hai esigenze molto specifiche. Per la maggior parte dei venditori italiani, le soluzioni concretamente utilizzabili restano app di moda second hand, marketplace locali, negozi conto vendita e programmi Second Hand delle catene sportive presenti in Italia.
FAQ
1. Dove conviene vendere scarpe usate dall’Italia?
Dipende dal tipo di scarpa e dall’obiettivo. Per uno svuota-armadio veloce funzionano bene app come Vinted e Depop o gli annunci locali su Subito e Wallapop. Per scarpe firmate o sneakers rare è spesso più efficace usare marketplace specializzati o negozi vintage e conto vendita. Non esiste un canale migliore in assoluto: ragiona per nicchia, condizioni e tempo che vuoi dedicarci.
2. Quanto posso guadagnare vendendo scarpe usate?
Non esiste una cifra garantita. In uno svuota-armadio tipico, con qualche paio in buono stato, spesso si parla di decine o poche centinaia di euro una tantum. Chi vende in modo ricorrente scarpe ben selezionate può arrivare a qualche centinaio di euro al mese, ma con molta variabilità. Se i volumi e gli importi crescono, è opportuno considerare anche gli aspetti fiscali con un professionista.
3. Dove vendere scarpe firmate usate o di lusso?
Per scarpe firmate in ottimo stato conviene guardare marketplace dedicati al lusso come Vestiaire Collective, Rebelle, PrivateGriffe o negozi vintage/contovendita che trattano brand medio-alti. Questi canali offrono spesso autenticazione e una clientela disposta a pagare di più, ma trattengono commissioni più alte. Le condizioni aggiornate vanno sempre verificate sui siti ufficiali.
4. Quali app usare per vendere scarpe usate in Italia?
Le app più usate sono Vinted e Depop per moda e streetwear, Subito e Wallapop per annunci locali e ritiro a mano, eBay per modelli più ricercati o pari al nuovo. Alcuni marketplace di lusso come Vestiaire accettano anche scarpe firmate. Prima di iscriverti controlla paesi supportati, metodi di pagamento, commissioni e indicazioni su DAC7 direttamente sulle pagine ufficiali.
5. Come capisco se devo pagare tasse sulle vendite di scarpe usate?
La differenza principale è tra vendite occasionali di oggetti propri e attività abituale organizzata. La direttiva DAC7 obbliga le piattaforme a comunicare i dati oltre certe soglie, ma non introduce di per sé una nuova imposta. Se inizi a vendere spesso, con incassi rilevanti o stock acquistati apposta per rivendere, è prudente parlarne con un CAF o un commercialista: ogni situazione va valutata a parte.
6. Posso vendere scarpe usate in contanti a un negozio o a privati?
Sì, molti usano ancora i contanti per gli scambi di persona, ma non è sempre la soluzione più prudente. Per importi più elevati è meglio preferire pagamenti tracciabili come bonifico, carte o sistemi integrati delle piattaforme, sia per una maggiore tutela personale sia in ottica fiscale. Se un negozio paga solo in contanti, è utile farsi rilasciare almeno una ricevuta.
7. Come devo pulire le scarpe prima di venderle?
Basta puntare a un aspetto ordinato e igienico. Rimuovi sporco e polvere dall’esterno, pulisci bene la suola, arieggia le scarpe e valuta se sostituire lacci o solette molto rovinati. Non serve farle sembrare nuove, ma devono apparire curate. Nelle foto e nella descrizione mostra anche i piccoli difetti: la trasparenza riduce contestazioni e richieste di reso.
8. Meglio vendere scarpe usate su Vinted o Subito?
Se vuoi raggiungere acquirenti in tutta Italia e avere sistemi di spedizione e pagamento integrati, Vinted è spesso la scelta naturale per scarpe in buono stato. Se invece punti su vendite locali e ritiro a mano, soprattutto per scarpe meno di marca, Subito e Wallapop possono essere più comodi. Molti venditori usano entrambe le soluzioni in base al tipo di articolo.
9. Posso vendere scarpe usate senza scatola originale?
Sì, per la maggior parte dei modelli la scatola non è indispensabile. Per sneakers da collezione o scarpe di lusso la scatola e gli eventuali accessori possono aumentare valore e fiducia, ma non sempre sono obbligatori. L’importante è dichiarare chiaramente se manca e imballare le scarpe con cura per la spedizione.
10. Come evito truffe quando vendo scarpe usate online?
Usa piattaforme che offrono pagamenti integrati, non spostare la conversazione su canali esterni sospetti, non cliccare link ricevuti via messaggio per “ricevere il pagamento” e non spedire mai prima che il pagamento sia registrato correttamente. Per gli scambi di persona preferisci luoghi pubblici e, se hai dubbi, rinuncia alla vendita: un affare in meno è meglio di un problema in più.

Grazie mille per questo articolo! Adesso so esattamente cosa fare delle mie vecchie Air Max.
Felice di averti aiutata! 🙂
Articolo utile e ben scritto, ora so come vendere le mie scarpe usate senza stress!
Felice di averti aiutato Nino! 🙂
Ho venduto le mie scarpe usate su eBay e è stato un gioco da ragazzi. Consiglio vivamente!