Domenico Sottile
Domenico Sottile è un professionista del marketing digitale e scrittore con oltre 7 anni di esperienza nell'aiutare le persone a guadagnare online. Ha lavorato con diverse aziende e startup, offrendo consulenza su strategie di marketing, affiliazione e e-commerce. Domenico è appassionato di condividere le sue conoscenze attraverso articoli informativi e guide pratiche per il successo online.
I post sponsorizzati sul blog sono uno dei modi più diretti per trasformare i tuoi contenuti in entrate: un brand ti paga per pubblicare un articolo dedicato o per integrare i suoi prodotti in un contenuto già esistente, in modo dichiarato e trasparente.
Non è però una scorciatoia per soldi facili: servono un minimo di traffico, una nicchia chiara e un posizionamento credibile. In questa guida vediamo quando il blog è pronto, come prepararlo, dove trovare sponsor (contatti diretti e piattaforme Italia/UE) e quali sono gli aspetti legali da non ignorare.
Mini-disclaimer 2026 (soldi, sponsor, norme)
I range di guadagno che trovi qui sono ordini di grandezza, non promesse. Ogni blog ha numeri, nicchia e pubblico diversi: usa sempre i tuoi dati reali come riferimento, non quelli degli altri.
Prima di prendere decisioni economiche, firmare contratti o impostare la fiscalità del tuo progetto, confrontati con un/una professionista (commercialista, consulente legale/fiscale). Questa è una guida operativa e orientata alla pratica, ma non sostituisce una consulenza personalizzata.
Cosa sono i post sponsorizzati sul blog (e cosa NON sono)
Cosa si intende per post sponsorizzato sul blog?
Un post sponsorizzato è un contenuto in cui un brand o un/una professionista ti paga, oppure ti offre prodotti o servizi, in cambio di visibilità presso il tuo pubblico. Questa visibilità avviene all’interno di un articolo dedicato oppure di un contenuto dove la collaborazione è chiaramente dichiarata.
Non è una semplice pubblicità “messa lì”: è una collaborazione editoriale, in cui il contenuto viene cucito su misura sia per il brand sia per le esigenze dei tuoi lettori.
- Affiliazioni. Con le affiliazioni guadagni solo quando chi ti legge compra o compie un’azione tramite i tuoi link affiliati. Non c’è pagamento a prescindere: il modello è a performance.
- Pubblicità display (es. AdSense). Gli spazi banner sul sito sono gestiti da piattaforme automatiche. Vieni pagato in base a impression, click o altri parametri, ma non stai parlando del brand in un articolo specifico: ospiti semplicemente la sua pubblicità nei tuoi spazi.
Quando ha senso vendere post sponsorizzati sul tuo blog
I post sponsorizzati hanno veramente senso quando il blog funziona come un piccolo media di nicchia, non solo come diario personale.
Se hai un pubblico definito (per esempio neo-mamme che lavorano in remoto, freelance creativi, appassionati di trekking in Italia), pubblichi contenuti che risolvono problemi concreti e nella tua nicchia esistono brand che vogliono parlare esattamente a quel pubblico, allora i contenuti sponsorizzati possono diventare un tassello logico del modello di business.
Non servono numeri giganteschi: quello che conta è avere una nicchia chiara, lettori che tornano e si fidano di te, e almeno qualche dato base da mostrare agli sponsor (visite, articoli forti, canali esterni come newsletter o social).
Quando il tuo blog è pronto per gli sponsor
Mini-check veloce: il tuo blog interessa davvero ai brand?
Non esiste una soglia matematica valida per tutti, ma in pratica un blog inizia a diventare interessante per gli sponsor quando il traffico mensile è almeno di qualche centinaio o migliaio di visite e mostra una tendenza alla crescita.
È importante poter indicare uno o più articoli “forti”, cioè contenuti che portano gran parte del traffico perché sono posizionati su keyword chiare ed evergreen. Allo stesso tempo dovresti riuscire a descrivere in una frase di cosa parla il blog e per chi è, pubblicare con una certa regolarità e avere almeno un canale extra (newsletter o uno/due social seguiti) per dare visibilità aggiuntiva ai brand.
Non sono requisiti rigidi: se sei leggermente sotto questi numeri puoi iniziare comunque a preparare il terreno, curando pagina sponsor, media kit e qualche esempio di contenuto in stile “sponsorizzabile”.
In pratica, un blog è pronto agli sponsor quando: hai chi è il tuo pubblico ben chiaro, puoi mostrare almeno uno o due contenuti di punta, possiedi qualche numero reale (anche piccolo) e sei in grado di offrire più di un semplice articolo isolato.
Cosa fare se il blog non è ancora pronto agli sponsor
Se capisci che il blog non è ancora a livello, concentrati prima sulle fondamenta. Lavora su SEO e articoli evergreen che intercettano ricerche con intenzione informativa o transactional, limita gli argomenti a una sola nicchia invece di scrivere di tutto e cura molto la qualità percepita: grafica pulita, testo ben impaginato, immagini coerenti con l’identità del progetto.
Per la parte strategica (posizionamento, crescita del traffico, scelta dei metodi di monetizzazione) puoi rimandare a una guida principale più ampia: come guadagnare con un blog.
Preparare il blog alle sponsorizzazioni in modo professionale
Come strutturare la pagina “Lavora con noi / Sponsorizza il blog”
Prima di andare a caccia di sponsor, rendi più facile a sponsor e agenzie trovare te.
Crea una pagina dedicata, con un titolo del tipo “Lavora con noi”, “Sponsorizza il blog” o “Collabora con [Nome Blog]”. In apertura spiega in due o tre frasi chi sei e di cosa parla il blog, senza storytelling infinito. Subito dopo descrivi chi ti legge, con il profilo tipo e gli interessi principali; se hai dati demografici essenziali (età indicativa, prevalenza di un genere, aree geografiche), puoi citarli in modo sintetico.
Poi inserisci gli ordini di grandezza dei numeri: visite mensili al sito, eventuali iscritti alla newsletter, follower o visualizzazioni sui social che usi davvero. A questo punto spiega cosa offri: post sponsorizzati sul blog, pacchetti blog + social, eventuale newsletter o podcast, altre integrazioni. Chiudi con una modalità di contatto chiara: un’email dedicata alle collaborazioni o un form essenziale.
L’obiettivo è che un brand, arrivando su quella pagina, capisca in pochi secondi chi sei, chi ti segue, cosa puoi proporre e come mettersi in contatto con te.
Cosa inserire nel media kit per post sponsorizzati
Il media kit è il “biglietto da visita” visuale del tuo blog per sponsor e agenzie. Può essere un PDF o una pagina online, l’importante è che sia sintetico e aggiornato.
Parti da logo e breve descrizione del progetto, giusto poche righe. Inserisci poi i dati di traffico: media delle visite o sessioni mensili degli ultimi 3–6 mesi e i Paesi principali da cui arrivano i lettori, specificando se il blog è pensato soprattutto per l’Italia.
Dedica uno spazio al pubblico: spiega chi ti legge, quali problemi ha e che cosa cerca nel tuo sito. Aggiungi 3–5 link ai tuoi articoli più importanti, anche se non sponsorizzati, così il brand può vedere che tipo di contenuti produci.
Descrivi i formati che metti a disposizione, come il post sponsorizzato sul blog, il pacchetto blog + social o l’inserimento di un prodotto/servizio in una guida esistente (con adeguata segnalazione). Inserisci fasce di prezzo indicative, chiarendo che non si tratta di un tariffario rigido ma di range di riferimento e che ogni preventivo viene adattato al singolo progetto.
Mettere in ordine UX e contenuti prima di proporsi agli sponsor
Prima di iniziare a scrivere ai brand, guarda il tuo sito con gli occhi di un esterno.
Verifica che il tema grafico sia stabile, che il menu sia chiaro e che le categorie siano leggibili e coerenti. Evita la sensazione di “cantiere aperto”, con troppe sezioni incompiute o pagine vuote. Controlla anche che le immagini non siano pesantissime, che il sito si carichi in tempi ragionevoli e che le pagine fondamentali (Chi sono, Contatti, Privacy, Cookie) siano facili da trovare.
Come ottenere post sponsorizzati: 6 passi pratici (versione aggiornata)
1. Rendere chiaro sul blog che accetti collaborazioni
Se vuoi post sponsorizzati, devi far capire che sei disponibile a collaborare.
Puoi aggiungere una riga nella bio autore o nella sidebar, del tipo “Aperto a collaborazioni e post sponsorizzati in linea con i valori del blog”. Nella navigazione principale o nel footer inserisci un link alla pagina “Sponsorizza il blog”, in modo che brand e agenzie la trovino senza cercare troppo.
È utile anche specificare quali settori ti interessano e quali preferisci non trattare. Questo ti posiziona subito come micro-media con un’identità precisa, invece che come spazio pubblicitario aperto a tutto.
2. Creare contenuti “sponsor friendly”
I brand preferiscono collaborare su contenuti che avrebbero senso anche senza la sponsorizzazione. Guide evergreen, confronti tra soluzioni, case study e storie reali sono ottimi candidati.
Lavora su articoli che rispondono a domande tipo “come fare X”, “guida a Y”, “come scegliere Z”, e inizia già ora a citare prodotti e servizi che usi davvero, anche senza compenso. Mostra come testi soluzioni diverse, come ragioni pro e contro e come dai consigli onesti, non marchette.
Quando arriverà una proposta, potrai proporre un articolo dedicato oppure un inserimento trasparente dentro un contenuto già forte, sempre con disclosure ben visibile.
3. Mappare i brand con cui ti piacerebbe lavorare
Non limitarti ad aspettare le mail dei brand: fai tu la lista delle aziende con cui avrebbe senso collaborare.
Inizia dai prodotti e servizi che già usi e consigli spontaneamente. Poi osserva quali brand compaiono con post sponsorizzati o recensioni su blog simili al tuo e quali aziende fanno advertising sui social verso lo stesso pubblico a cui ti rivolgi tu.
Raccogli queste informazioni in un foglio: per ogni brand annota il sito, eventuali campagne che hai visto (con link come promemoria), e l’email o la pagina contatti della parte marketing/PR, se disponibili. Se scopri che alcuni brand lavorano tramite agenzie specifiche o tramite platform, segnalo nelle note: ti sarà utile quando inizierai a scrivere.
Scopri di più: Come guadagnano gli influencer.
4. Contattare i brand in modo professionale (email di pitch)
Quando scrivi a un brand non serve un romanzo, ma è meglio evitare la mail generica copia-incolla.
Una struttura semplice funziona bene: in oggetto anticipa la proposta (“Possibile collaborazione con il blog [Nome Blog] su [tema/nicchia]”). Nel corpo presenta in poche righe il tuo progetto e il pubblico che aiuti, poi cita 1–2 articoli rilevanti con una brevissima spiegazione del beneficio per i lettori. Spiega perché vedi affinità tra la tua audience e i loro prodotti o servizi e suggerisci un’idea di base (“post sponsorizzato + contenuti social”). Chiudi chiedendo se puoi inviare il media kit aggiornato, così decidete se ha senso parlarne.
Ciao [Nome],
ti scrivo perché seguo da tempo [Brand] e parlo spesso di [tema rilevante] sul mio blog [Nome Blog], dove aiuto [descrizione breve pubblico].Negli ultimi mesi ho pubblicato contenuti come:
– [Titolo articolo 1] – [breve beneficio per il lettore]
– [Titolo articolo 2] – [breve beneficio]Vedo una buona affinità tra il mio pubblico e i vostri prodotti/servizi, e mi piacerebbe valutare insieme una possibile collaborazione (es. post sponsorizzato sul blog + contenuti social).
Posso inviarti un media kit aggiornato con numeri e profilo lettori, così capiamo se ha senso parlarne?
Grazie per l’attenzione,
[Nome] – [Ruolo/Blog] – [Contatti]
Evita promesse irrealistiche (“il mio blog esploderà nei prossimi mesi”, “posso garantirvi 100 vendite per articolo”) e l’errore classico di spedire la stessa identica mail a decine di brand. Un pitch breve ma personalizzato ha molte più probabilità di essere letto.
5. Usare AdSense e altre ads come “radar” per i brand
Se hai già attivato AdSense o altre piattaforme di pubblicità display, puoi usarle come radar per individuare possibili sponsor.
Osserva quali brand compaiono più spesso tra i banner del tuo sito e quali sono più vicini alla tua nicchia. Molti di quei marchi stanno già investendo in adv verso un pubblico simile al tuo: potrebbero essere interessati anche a un contenuto sponsorizzato.
Una volta identificati, prova a contattarli direttamente usando le informazioni sul sito ufficiale, oppure passando dalle agenzie che li gestiscono. Nel frattempo, assicurati che la gestione di banner e tracciamenti sia conforme a cookie policy e consenso. Per essere tranquillo su questi aspetti è utile farsi supportare da strumenti o consulenti specializzati.
6. Trasformare un singolo post in una collaborazione ricorrente
Il vero obiettivo non è un post sporadico, ma costruire relazioni ripetibili con i brand.
Dopo il primo contenuto sponsorizzato, invia al cliente un breve report: quante visite ha ricevuto l’articolo, da dove è arrivato il traffico, quanto tempo medio hanno passato i lettori sulla pagina. Se il brand ti condivide dati come utilizzo di un codice sconto o click verso una landing, integra anche quelli.
Chiedi un feedback esplicito su cosa ha funzionato e su cosa si può migliorare. Se la collaborazione è andata bene, proponi un piccolo pacchetto continuativo, ad esempio un articolo sponsorizzato a trimestre con un contenuto social collegato, oppure l’aggiornamento dell’articolo dopo qualche mese e l’inserimento in una newsletter periodica.
Tieni sempre il tono prudente: parla di test e possibilità, non di risultati garantiti.
Dove trovare sponsor per il blog: contatti diretti vs piattaforme
Contatti diretti con i brand (pro e contro)
I contatti diretti sono spesso il modo più naturale per iniziare.
Lato vantaggi, non hai commissioni di piattaforma, tratti direttamente con chi decide e hai più libertà nel definire formato, condizioni e modalità di lavoro. Lato svantaggi, richiedono tempo per la ricerca dei contatti, per le mail e i follow-up, e ti costringono a gestire in prima persona la parte di negoziazione, contrattualistica e fatturazione.
All’inizio può avere molto senso puntare soprattutto su questo canale. Ti permette di capire quali proposte funzionano, che prezzi sono realistici per la tua nicchia e quali brand apprezzano davvero il tuo pubblico.
Piattaforme e marketplace per post sponsorizzati (focus Italia/UE)
Oltre ai contatti diretti, esistono marketplace di articoli sponsorizzati e piattaforme di influencer marketing interessanti per chi ha un blog in italiano.
Publisuites (post sponsorizzati e guest post)
È un marketplace usato in particolare in Italia e Spagna per articoli sponsorizzati, link e guest post. C’è una sezione dedicata a blogger ed editori in cui puoi proporre il tuo sito e impostare un listino di base. Il punto forte è l’attenzione ai siti in lingua italiana e un’interfaccia pensata per chi gestisce blog o magazine.
Sul sito ufficiale di Publisuites trovi una panoramica aggiornata sul funzionamento della piattaforma, sulle tipologie di collaborazioni (post sponsorizzati, contenuti SEO, menzioni social) e sui metodi di pagamento disponibili. Prima di iscriverti è bene leggere con attenzione FAQ e condizioni.
Getfluence (articoli sponsorizzati con media europei)
Getfluence è un marketplace europeo di articoli sponsorizzati che lavora con publisher e media di vari Paesi. Risulta più adatto a siti con taglio editoriale strutturato, come blog e magazine con contenuti professionali e linee guida chiare. Può essere interessante se il tuo blog ha già un buon traffico e/o pubblichi anche in altre lingue europee.
Prima di iscriverti a Getfluence, controlla direttamente sul sito i requisiti minimi per gli editori, i Paesi e le lingue supportate, le commissioni trattenute dalla piattaforma e i metodi di pagamento: queste condizioni possono cambiare nel tempo ed è meglio basarsi sempre sulle pagine ufficiali aggiornate.
Buzzoole e piattaforme “creator first”
Buzzoole è una piattaforma italiana di influencer marketing che lavora su campagne multi-canale, coinvolgendo creator attivi su social, blog, video e altri formati. È particolarmente utile se, oltre al blog, hai una presenza forte su Instagram, TikTok, YouTube, LinkedIn o piattaforme simili. Spesso il blog diventa uno dei touchpoint della campagna, non l’unico canale.
Secondo la documentazione ufficiale, Buzzoole offre una suite di strumenti data-driven e basati su AI per la gestione delle campagne di influencer marketing, dal recruiting dei creator alla misurazione delle performance.
Altre possibili piattaforme
Oltre a queste ci sono altre soluzioni di influencer marketing e marketplace, come Inflead o SocialPubli, e altri nomi che possono essere più o meno rilevanti a seconda della nicchia.
Per tutte vale la stessa raccomandazione: prima di registrarti verifica sul sito ufficiale le condizioni specifiche per blogger italiani, i requisiti minimi, le lingue supportate, la presenza effettiva dell’Italia tra i Paesi attivi, le commissioni e i metodi di pagamento.
Piattaforme non “Italia-first” (IZEA, Linqia, TapInfluence, ecc.)
Online incontrerai spesso piattaforme nate e cresciute soprattutto nei mercati USA e anglofoni. Di solito lavorano in inglese, richiedono numeri più consistenti o una forte presenza su social globali, e hanno davvero senso solo se il tuo blog è in inglese e punta a un pubblico internazionale.
Per la maggior parte dei blogger italiani di nicchia è più efficiente partire da contatti diretti con brand italiani o europei, usare marketplace che lavorano apertamente con l’Italia e considerare le piattaforme non “Italia-first” solo come opzione successiva, quando il progetto è già molto solido.
Quanto si può guadagnare con i post sponsorizzati sul blog (ordini di grandezza)
La domanda che tutti fanno è: “Quanto si guadagna con un post sponsorizzato?”. La risposta onesta è che dipende da nicchia, traffico, autorevolezza, settore e tipo di contenuto.
Per avere comunque un riferimento, pensa a questi range puramente indicativi:
un blog piccolo ma in crescita, con nicchia chiara e qualche centinaio o migliaio di visite al mese, può iniziare da compensi di qualche decina di euro per un singolo articolo sponsorizzato semplice. Un blog verticale ben posizionato, con buon traffico e un pubblico molto definito, può raggiungere compensi nell’ordine delle centinaia di euro per articolo o per pacchetti blog + social. I progetti editoriali grandi o i brand personali molto forti possono andare ben oltre, ma in quel caso non sei più nella categoria “solo blog personale”.
Questi numeri sono solo ordini di grandezza: non sono garantiti e ogni progetto fa storia a sé.
Quali modelli di pricing usare per i post sponsorizzati
Per rendere chiara la tua offerta è utile scegliere fin dall’inizio uno o due modelli semplici.
Il più comune è una fee fissa per singolo post, che include stesura, revisione con il brand e una promozione base sui tuoi canali. Accanto a questo puoi proporre pacchetti blog + social, in cui l’articolo è affiancato da un certo numero di contenuti su Instagram, LinkedIn o altri canali.
Quando una collaborazione diventa ricorrente, molti blogger offrono pacchetti trimestrali o semestrali con più contenuti a un costo medio più basso rispetto alla somma di singoli interventi “una tantum”.
Per avere il quadro completo e capire come i post sponsorizzati si incastrano con affiliazioni, info prodotti e altri metodi di monetizzazione, può essere utile rimandare a una guida panoramica: Come guadagnare con un blog.
Aspetti legali essenziali in Italia per i post sponsorizzati (promemoria, non consulenza)
Nota importante
Questa sezione è un promemoria generale, non consulenza legale o fiscale. Le norme cambiano e ogni caso concreto è diverso. Prima di prendere decisioni, confrontati con un/una professionista (avvocato, commercialista) per valutare la tua situazione specifica.
Riconoscibilità della pubblicità: niente pubblicità occulta
In Italia la pubblicità occulta è vietata. Le indicazioni di AGCOM e il Regolamento Digital Chart dello IAP (Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria) richiedono che tutti i contenuti con finalità promozionale siano chiaramente riconoscibili come tali.
Tradotto: il lettore deve accorgersi con facilità di cosa è contenuto editoriale neutro e cosa è comunicazione commerciale, e questo vale anche per i post sponsorizzati sul blog e per i contenuti dei creator, non solo per la TV o i grandi media.
Se un brand ti paga o ti offre un vantaggio concreto per parlare di sé, è necessario inserire una disclosure chiara, ben visibile e non nascosta in fondo alla pagina.
Esempi di diciture e hashtag per dichiarare un contenuto sponsorizzato
Ci sono diverse formule possibili, che vanno sempre scelte e adattate con buon senso e con il supporto di un professionista quando necessario.
Una strada frequente è inserire, all’inizio dell’articolo o subito sotto al titolo, una dicitura del tipo “Articolo in collaborazione con [Brand]” oppure “Contenuto sponsorizzato da [Brand]”. Nel corpo del testo si può ribadire che il post è stato realizzato in collaborazione con il brand, spiegando magari in che modo avete lavorato insieme.
Per i contenuti social collegati all’articolo, è buona prassi usare hashtag riconoscibili come #adv, #sponsorizzato, #advertising, insieme agli altri tag di contenuto, e indicare se la pagina contiene link affiliati. L’obiettivo resta lo stesso: un lettore medio deve capire in modo immediato che c’è una componente commerciale.
Cenni su fiscalità, privacy e cookie per chi monetizza un blog
Dal punto di vista fiscale, monetizzare un blog – anche solo ogni tanto – significa svolgere un’attività economica. È quindi essenziale confrontarsi con un/una commercialista per capire se e come aprire partita IVA, quale regime fiscale può essere più adatto e come emettere fattura per le collaborazioni. Anche i prodotti ricevuti gratuitamente in cambio di visibilità possono avere rilievo fiscale e vanno gestiti in modo corretto.
Sul fronte privacy e tracciamenti, se utilizzi banner, pixel, sistemi di analytics avanzati o script di affiliazione, devi predisporre un’informativa privacy adeguata, un cookie banner che raccolga il consenso in maniera conforme e, dove necessario, la gestione dei consensi per marketing e profilazione.
FAQ sui post sponsorizzati sul blog
Quanto traffico serve per iniziare a vendere post sponsorizzati sul blog?
Non esiste una soglia fissa valida per tutti. In molti casi ha senso iniziare a fare i primi test quando hai almeno qualche centinaio o migliaio di visite al mese e uno o due articoli forti che portano la maggior parte del traffico in una nicchia chiara. Numeri più alti aiutano, ma quello che davvero conta è avere un pubblico definito e coinvolto, che puoi misurare con i tuoi dati Analytics, Search Console e newsletter.
Quanto si guadagna in media con un post sponsorizzato?
Non c’è una “media” unica, perché cambiano nicchia, settore, traffico e tipo di contenuto. Alcuni blog piccoli incassano qualche decina di euro per un contenuto sponsorizzato semplice; blog verticali ben posizionati possono arrivare a qualche centinaio per articolo o per pacchetti che includono anche i social. Sono solo ordini di grandezza, non risultati garantiti: ogni progetto ha basi e numeri propri.
Meglio cercare sponsor da solo o usare piattaforme?
Se il blog è ancora in fase iniziale, ha senso concentrare le energie su contenuti solidi, crescita del traffico e primi contatti diretti con i brand. Quando hai numeri più stabili e un posizionamento chiaro, puoi affiancare marketplace di articoli sponsorizzati e piattaforme di influencer marketing come Publisuites, Getfluence o Buzzoole, sempre verificando prima requisiti, commissioni e condizioni sui siti ufficiali.
Quali piattaforme sono adatte ai blogger italiani per i post sponsorizzati?
Per chi lavora in italiano possono essere interessanti publisher marketplace come Publisuites e Getfluence, oltre a piattaforme di influencer marketing nate in Italia come Buzzoole. Prima di registrarti, controlla se accettano blog con i tuoi numeri, che commissioni applicano, quali metodi di pagamento usano e se l’Italia è tra i Paesi esplicitamente supportati.
Come devo indicare che un articolo è sponsorizzato per essere in regola?
In Italia la pubblicità occulta è vietata. Le linee guida di AGCOM e il Regolamento Digital Chart dello IAP richiedono che i contenuti sponsorizzati siano chiaramente riconoscibili come tali. In pratica, puoi usare diciture esplicite come “Articolo in collaborazione con [Brand]” o “Contenuto sponsorizzato da [Brand]”, fin dall’inizio dell’articolo, ed eventuali hashtag come #adv o #sponsorizzato sui social collegati. L’importante è che trasparenza e veridicità del messaggio siano rispettate.
Checklist veloce + prossimi passi
Checklist rapida: il tuo blog è pronto agli sponsor?
Prima di iniziare a proporre collaborazioni, chiediti se:
- il blog ha una nicchia chiara e registra almeno qualche centinaio o migliaio di visite al mese;
- esistono uno o due articoli forti che portano una parte importante del traffico e che potresti usare come base per le proposte;
- hai creato una pagina “Lavora con noi / Sponsorizza il blog” con descrizione del progetto, pubblico, numeri chiave e tipologie di collaborazione;
- esiste un media kit aggiornato con dati di traffico, profilo dei lettori, esempi di contenuti e fasce di prezzo indicative;
- hai già una lista di almeno dieci brand potenzialmente interessanti, con contatti e note sulle campagne che hai visto;
- hai scelto una o due piattaforme da testare (per esempio Publisuites, Getfluence, Buzzoole, dopo averne verificato requisiti e condizioni) e un template base di email di pitch da personalizzare;
- hai fatto almeno un check iniziale sugli aspetti legali, fiscali e privacy con un/una professionista.
Se alcune di queste voci non sono ancora a posto, non è un problema: affrontale una alla volta, senza aspettare che tutto sia perfetto per fare i primi test.
Prossimi passi consigliati
Se il blog è ancora in fase di avvio o di crescita, la priorità è consolidare le basi:
Come guadagnare con un blog
Se vuoi affiancare ai post sponsorizzati anche le affiliazioni:
Monetizzare un blog con l’affiliate marketing
Se stai pensando di proporre pacchetti blog + social:
come guadagnare con Instagram / Reel / Pinterest / TikTok
Se ti interessa esplorare anche formati come i podcast:
Come ottenere (e dove trovare) sponsor per podcast
Per altre idee su come monetizzare i contenuti:

Quali sono i vantaggi di utilizzare piattaforme di influencer marketing per la sponsorizzazione di un blog?
Utilizzare piattaforme di influencer marketing per la sponsorizzazione di un blog offre vantaggi come l’aumento della credibilità del blog, una maggiore portata organica grazie ai follower degli influencer, e la possibilità di raggiungere un pubblico altamente targetizzato che è già interessato a contenuti simili.